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04 Gennaio 2026 - 14:34
Aria più pulita in Piemonte, ma Settimo Torinese continua ad essere uno dei Comuni più inquinati
Il Piemonte respira un po’ meglio. Ma non ovunque, e non abbastanza per cantare vittoria. I primi dati Arpa sulla qualità dell’aria nel 2025 raccontano un miglioramento complessivo, con un risultato che la Regione definisce “storico”: per la prima volta il biossido di azoto resta sotto i limiti di legge in tutte le stazioni di monitoraggio. Eppure, scendendo dai comunicati stampa ai numeri, la mappa delle criticità resta ben piantata nell’area torinese. Settimo compresa.
Il dato simbolo è quello dell’NO₂, inquinante legato soprattutto al traffico e alla combustione: mai oltre i 40 microgrammi per metro cubo, soglia fissata dalla normativa. Un traguardo che arriva in un anno meteorologicamente favorevole — inverno mite, piogge nella norma — e che coincide con la prima applicazione piena del Piano regionale della qualità dell’aria, approvato dalla giunta Cirio nel settembre 2024. Un contesto che pesa, eccome, nel leggere i numeri.
I valori più alti, pur restando sotto il limite, si concentrano dove il traffico è più denso: Torino Rebaudengo (39), Torino Consolata (35), Settimo Torinese (33), Collegno e Carmagnola (31). È lì che il miglioramento si ferma prima. Ed è sempre lì che il particolato PM10 continua a dare problemi.
Sul fronte delle polveri sottili il trend è positivo, ma con riserve. Le stazioni che superano il limite giornaliero si dimezzano, passando da otto a quattro, tutte nell’area torinese. In 29 stazioni su 33 il tetto dei 50 microgrammi giornalieri non è stato superato più di 35 volte l’anno. Ma Settimo Torinese resta tra i comuni più esposti, con 48 giorni di sforamento, in calo rispetto ai 68 del 2024, ma comunque sopra la soglia consentita. Peggio fanno solo alcune centraline urbane: Torino Rebaudengo (39 superamenti) e Vinovo (38).

I miglioramenti ci sono e sono misurabili: Settimo registra 20 sforamenti in meno rispetto al 2024, Ivrea ne riduce 22, Vinovo 19. Numeri che segnalano un’inversione di tendenza, non una soluzione definitiva. Anche perché il peso dell’inquinamento continua a concentrarsi sempre negli stessi territori, quelli più urbanizzati e attraversati dal traffico quotidiano.
La lettura politica arriva puntuale. «Il 2025 è stato un anno storico», dichiarano Alberto Cirio e Matteo Marnati, rivendicando «l’efficacia delle politiche regionali di contenimento degli inquinanti» e promettendo continuità negli investimenti. Parole che guardano ai dati come a una conferma, mentre i dati — ancora in attesa di validazione finale — chiedono prudenza.
Perché il quadro che emerge è chiaro: il Piemonte migliora, ma l’hinterland torinese resta il punto debole. Settimo Torinese respira un’aria un po’ meno pesante rispetto al passato, ma resta tra i comuni più esposti. E finché la riduzione dell’inquinamento continuerà a dipendere dal meteo favorevole e non da cambiamenti strutturali visibili nella vita quotidiana, i numeri miglioreranno più in fretta dei polmoni di chi vive sotto quelle centraline.
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