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04 Gennaio 2026 - 21:39
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
“Giù le mani dal Venezuela”. È questo lo slogan che nelle ultime ore ha attraversato l’Italia, scandito da cittadini, associazioni e collettivi studenteschi mobilitati dopo l’attacco degli Stati Uniti in Venezuela e l’arresto del presidente Nicolas Maduro e della moglie. Le proteste si sono concentrate davanti all’ambasciata americana e ai consolati Usa, diventati il principale punto di riferimento delle manifestazioni contro quella che i promotori definiscono un’aggressione illegittima.
Non solo studenti e movimenti antagonisti. Già lunedì a Roma, in piazza Barberini, è previsto un presidio promosso, tra gli altri, da Anpi Roma, Cgil Roma e Lazio e Rete Italiana Pace e Disarmo. Per le associazioni il messaggio è netto: «tutto serve al mondo, tranne che un'altra guerra». Da qui l’invito ad «alzare la voce contro l'ennesimo arbitrio dei potenti e contro l'uso della potenza militare come strumento di legittimazione».
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Secondo le prime informazioni, le mobilitazioni hanno coinvolto numerose città. A Roma, nei pressi dell’ambasciata statunitense, circa duecento persone si sono radunate con striscioni contro gli Usa e a sostegno di Maduro. I collettivi e gli studenti hanno inoltre annunciato una nuova manifestazione per il 10 gennaio, sempre in difesa della sovranità del Venezuela.
Sempre nella Capitale, davanti al Colosseo, si è svolto un flash mob promosso dalla Rete dei comunisti, con un maxi striscione e la scritta: «giù le mani dal Venezuela, libertà per Maduro». A Firenze, con lo slogan «Yankee go home» e sulle note degli Intillimani, si è tenuto un sit-in davanti al consolato Usa, promosso dalle comunità di Perù, Cuba, Bolivia, Cile, Messico e Colombia, con l’adesione di centri sociali e giovani palestinesi, per contestare «l'aggressione imperialista degli Stati Uniti d'America contro il Venezuela Bolivariano e il sequestro del legittimo presidente Nicolas Maduro e della sua famiglia».
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Manifestazioni si sono svolte anche a Viareggio, dove il Forum per la pace Versilia ha promosso un presidio in piazza Mazzini, e a Milano, dove cittadini e associazioni si sono radunati davanti al consolato Usa esibendo striscioni e bandiere venezuelane.
Le ong italiane e i collettivi studenteschi hanno annunciato che le mobilitazioni proseguiranno nei prossimi giorni con nuove iniziative su scala nazionale, per mantenere alta l’attenzione sulla situazione in Venezuela e sulle richieste dei manifestanti.
A Genova, nella notte di sabato, la protesta ha assunto anche una dimensione spirituale. La comunità venezuelana del capoluogo ligure ha organizzato una veglia di preghiera per chiedere pace, giustizia e libertà per il proprio Paese. «Viviamo ore di attesa, di speranza, ma anche di profonda preoccupazione», si legge nella nota diffusa dalla comunità.
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