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Tassa sui cani? Parla l'assessore: "Sarebbe punitiva, anacronistica e fuori dalla realtà!"

Continua lo scontro politico che accende il dibattito a Nichelino. Intervista all’assessore Fiodor Verzola

Nichelino

Fiodor Verzola, educazione prima della punizione: una visione della città che parte anche dal rapporto con gli animali

All’inizio del 2026, Nichelino si è svegliata con una ferita ancora aperta, difficile da ignorare. I resti di una colonia felina devastata dai botti di Capodanno, ciotole rovesciate, rifugi distrutti, gatti spariti nel nulla. Una scena che ha scosso la città e acceso una mobilitazione spontanea fatta di volontari, associazioni, cittadini comuni. Proprio mentre la comunità cercava di ricucire quella ferita, il dibattito politico ha preso una direzione opposta, trasformandosi in uno scontro frontale sul ruolo degli animali nello spazio pubblico e sul loro “peso” economico.

La proposta di introdurre una tassa annuale sui cani avanzata dal consigliere comunale di minoranza Sabino Novaco (Rinnovamento democratico per la Sinistra) ha acceso una polemica durissima, che si misura in denaro: 54 euro all’anno per ogni cane, senza distinzioni. Una tassa che, nelle stime del proponente, porterebbe oltre 270mila euro l’anno nelle casse comunali, ma che per molti segna una linea di confine pericolosa tra cittadini “che pagano” e cittadini “che possiedono”.

Secondo Novaco, si tratterebbe di una misura di buonsenso, necessaria per garantire decoro urbano e sostenere le famiglie indigenti. Ma le sue parole, “gli animali sporcano più dei bambini”, “perché deve pagare chi non ne ha?”, sono risuonate come uno schiaffo in una città ancora scossa dalla violenza contro gli animali più indifesi.

In questo clima teso, l’amministrazione comunale ha risposto senza mezzi termini: "La tassa non ci sarà!". L’assessore alle Politiche Animali Fiodor Verzola ha bollato la proposta come “punitiva, anacronistica e fuori dalla realtà”, parlando di un vero e proprio attacco all’impianto culturale che negli anni ha guidato le politiche di Nichelino sul benessere animale e sulla convivenza civile. Un confronto che va ben oltre la questione fiscale e che tocca il modo stesso di intendere la città, i diritti, la responsabilità collettiva. Su questi temi abbiamo intervistato l’assessore Verzola.

Assessore Verzola, lei ha definito la proposta di una tassa sui cani “punitiva e anacronistica”. In concreto, perché ritiene che colpire economicamente i proprietari di animali sia una strada sbagliata rispetto alla gestione del decoro urbano?

“Perché non esiste alcuna correlazione tra una tassa e una finalità educativa. Non si educa con una sanzione o con un prelievo economico: si educa con i progetti, con la sensibilizzazione, con percorsi strutturati. Una punizione non insegna un comportamento, al massimo lo inibisce. Se si vuole insegnare un comportamento corretto, si deve usare il rinforzo positivo. È un tema educativo e culturale reale, che non nego, ma che non è disinnescabile con una tassa. Anzi, il rischio è opposto: che qualcuno pensi “pago già, quindi non mi occupo più di raccogliere”. Il decoro urbano si costruisce con il rispetto, che va insegnato fin dalle scuole primarie, ed è quello che stiamo facendo con progetti educativi gratuiti, strutturati e unici in Italia”.

Il consigliere Novaco sostiene che “chi non ha animali non dovrebbe pagare per chi li ha”. Come risponde a questa visione che separa i cittadini e i diritti in base al possesso di un animale?

“È un ragionamento pericoloso e culturalmente aberrante, perché colpisce il valore della relazione tra esseri umani e animali. Non tiene conto del tessuto sociale delle città: l’Italia è il secondo Paese in Europa per numero di animali nelle famiglie e, spesso, questi animali sono l’unica compagnia di persone anziane, sole, fragili. Mettere una distinzione tra cittadini “con” e “senza” animali significa creare un conflitto artificiale. Seguendo questa logica, dovremmo allora distinguere anche chi ha figli da chi non li ha. È un calderone confusionario che mette le persone le une contro le altre”.

Nichelino viene spesso citata come modello virtuoso per le politiche sul benessere animale. Quali risultati concreti sono stati raggiunti negli ultimi anni?

“Quello che facciamo è una goccia nel mare, perché manca una regia nazionale sulla cultura cinofila. Ma ogni anno portiamo avanti percorsi di sensibilizzazione non solo sui cani, ma anche sugli animali domestici e selvatici, in un territorio complesso come il nostro, che include anche il Parco Naturale di Stupinigi. Se riusciamo a rendere consapevole anche una sola persona, per noi è già un successo. Ho inoltre promosso la proposta del Daspo cinofilo, che prevede sì una parte punitiva per chi commette reati contro gli animali, ma soprattutto percorsi obbligatori di educazione e consapevolezza per chi adotta o acquista un cane. Senza educazione non si arriva a nessun risultato. Oggi Nichelino è una comunità empatica, che da dieci anni investe su politiche di tutela animale, con servizi gratuiti e un impianto culturale riconosciuto”.

Sempre Novaco parla di 23 aree cani “inutilizzate”. È davvero così? E se esistono criticità nell’utilizzo di questi spazi, quali interventi state introducendo?

“Se le aree cani non fossero utilizzate, non avremmo una manutenzione quasi quotidiana. Interveniamo tutte le settimane per buche, reti, usura degli spazi: questo dimostra che vengono frequentate. Dire che sono inutilizzate senza fornire dati significa basarsi su percezioni personali, non su elementi oggettivi. Abbiamo 23 aree cani progettate con criteri moderni: doppio cancello, zone d’ombra, fontanelle, illuminazione notturna. Tutto per favorire una fruizione responsabile e sicura. La manutenzione continua esiste proprio perché gli spazi sono vissuti”.

In un momento segnato dalla devastazione di una colonia felina e da una forte mobilitazione civica, che messaggio manda alla città una proposta di tassazione sugli animali?

“In un contesto in cui aumentano atti di intolleranza verso gli animali - bocconi avvelenati, aggressioni, episodi che prima quasi non esistevano - una proposta di questo tipo rischia di avvelenare il dibattito pubblico. Viviamo in un Paese dove il numero di animali è cresciuto più velocemente della consapevolezza culturale. Ci sono persone molto responsabili, ma bastano pochi comportamenti scorretti per creare tensione. Inserire una tassa in questo clima significa legittimare un’escalation di intolleranza e giustificare dinamiche che non devono essere giustificate”.

Lei ha parlato di un “attacco all’impianto culturale” delle politiche animali. Può spiegare cosa intende e perché considera questo tema non solo amministrativo, ma anche politico e valoriale?

“Perché proporre una misura punitiva e anacronistica in una città che da dieci anni si distingue per politiche di tutela del benessere animale significa attaccare l’intero impianto culturale costruito nel tempo. Non è una questione tecnica o fiscale, ma una scelta di campo sui valori: educazione contro punizione, inclusione contro contrapposizione”.

Se non una tassa, quale strada alternativa propone l’amministrazione per migliorare pulizia, convivenza e responsabilità dei proprietari, senza penalizzare chi vive con un animale e nel massimo rispetto delle regole?

“La strada è quella dei controlli, delle sanzioni per chi viola le regole, anche rafforzando i servizi in borghese e le convenzioni con le guardie ecologiche. Ma la nostra stella polare resta la promozione della consapevolezza e della cultura cinofila. I progetti educativi funzionano nel tempo, non dall’oggi al domani. Bisogna partire dalle scuole primarie per formare adulti consapevoli. Senza questo lavoro in prospettiva, la sfida è persa in partenza”.

Chi è Fiodor Verzola?

Fiodor Verzola è assessore del Comune di Nichelino con deleghe alle Attività Produttive, al Lavoro, al Commercio, alla Protezione Civile, alle Politiche Giovanili e ai Diritti degli Animali. Il suo impegno nasce da una visione della politica come servizio concreto alla comunità, capace di tenere insieme sviluppo del territorio, attenzione alle persone e rispetto per ogni forma di vita. Accanto al ruolo istituzionale, ha scelto di approfondire in prima persona il rapporto uomo-animale, diventando educatore cinofilo UISP. Un percorso che ha rafforzato la sua convinzione che l’educazione, la prevenzione e la cultura della responsabilità siano strumenti fondamentali per costruire città più civili e inclusive. Nel suo lavoro quotidiano promuove politiche innovative, progetti educativi e iniziative volte a rendere Nichelino una città sempre più attenta al benessere animale, alla partecipazione dei giovani e alla qualità della vita dei cittadini, con uno sguardo che unisce pragmatismo, sensibilità sociale e visione a lungo termine.

Nota redazionale: le fotografie a corredo dell’articolo sono state fornite e autorizzate alla pubblicazione da Fiodor Verzola.
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