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02 Gennaio 2026 - 12:35
Epifania con la valigia leggera
La Befana non porta solo dolci e calze, ma anche un’ultima occasione di vacanza prima del ritorno definitivo alla routine. Saranno oltre 6,5 milioni gli italiani in viaggio in questi giorni, secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, un numero che conferma la voglia di partire nonostante il calendario stretto e un contesto economico che invita alla prudenza. Un movimento turistico che non esplode, ma tiene, e che disegna un’Italia in viaggio vicino a casa, per soggiorni brevi, senza rinunciare però a comfort e qualità.
Di questi 6,5 milioni, un milione ha deciso di partire all’ultimo momento, approfittando dei pochi giorni a disposizione per l’Epifania, mentre altri 5,5 milioni erano già in vacanza dalle precedenti festività natalizie. Il dato racconta una tendenza ormai consolidata: non è più il viaggio lungo a fare la differenza, ma il valore attribuito al tempo libero, anche quando è limitato.
La destinazione Italia resta nettamente la preferita. Quasi il 95% dei viaggiatori ha scelto di rimanere entro i confini nazionali, mentre solo una piccola quota ha optato per l’estero. Un segnale chiaro, che parla di turismo domestico, di mete facilmente raggiungibili e di una nuova attenzione ai costi. Non a caso, sette italiani su dieci si sposteranno in auto, evitando spese extra e puntando sulla flessibilità.

La fotografia scattata da Federalberghi mostra un Paese che non rinuncia alla vacanza, ma la ridimensiona. I soggiorni sono brevi, in media 3,4 notti, e la spesa resta sotto controllo. Chi parte per l’Epifania spenderà circa 382 euro a persona, comprensivi di trasporto, alloggio, pasti e divertimenti. La cifra scende a 373 euro per chi resta in Italia e sale a 561 euro per chi sceglie l’estero. Nel complesso, il giro di affari generato in questi giorni è stimato attorno ai 400 milioni di euro, una cifra che non fa record, ma chiude il ciclo delle feste con un segno positivo.
A cambiare è soprattutto il modo di viaggiare. Come spiega Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, il poco tempo a disposizione porta inevitabilmente a soggiorni più corti, ma questo non significa un minore interesse. Al contrario, gli italiani continuano ad attribuire grande importanza alla vacanza, indipendentemente dalla durata. Per l’Epifania, sottolinea Bocca, vince il turismo di prossimità, fatto di regioni vicine, spostamenti brevi e scelte pratiche.
In questo scenario, l’hotel si conferma una soluzione centrale. Alberghi e villaggi turistici sono la prima scelta per oltre un terzo dei viaggiatori, seguiti a breve distanza dai B&B. Una preferenza che segnala il bisogno di comfort, servizi e semplicità, soprattutto quando il tempo è poco e si vuole evitare complicazioni. Non è un caso che oltre la metà delle prenotazioni avvenga contattando direttamente la struttura, attraverso il sito internet o con una telefonata, segno di un rapporto più diretto e meno mediato con l’ospitalità.
Anche le mete raccontano molto delle abitudini attuali. Più della metà dei viaggiatori sceglie una regione diversa da quella di residenza, ma comunque vicina, mentre una quota significativa decide di restare nel proprio territorio, trasformando la vacanza in una pausa diversa dal solito senza allontanarsi troppo. Una scelta che favorisce i piccoli centri, le località di montagna, i borghi e le città d’arte minori, spesso capaci di offrire esperienze autentiche senza i costi delle grandi destinazioni.
Le attività preferite riflettono lo spirito della Befana. Molti italiani approfittano di questi giorni per passeggiare, rallentare, respirare. Altri si dedicano alla visita di mercatini ed eventi natalizi, che restano un richiamo forte anche a ridosso della fine delle feste. C’è poi chi sceglie appuntamenti tradizionali e folkloristici, legati alle celebrazioni locali, alle sagre e alle rievocazioni, segno di un turismo sempre più attento alle identità dei territori.
Ma non tutti partono. C’è anche un’Italia che resta a casa, e le ragioni sono chiare. Il 30% di chi rinuncia alla vacanza lo fa per motivi economici, una percentuale che pesa e che racconta le difficoltà di molte famiglie. Altri restano per ragioni familiari, tra assistenza, impegni e necessità quotidiane che non possono essere rimandate. È il rovescio della medaglia di un turismo che tiene, ma non cresce in modo uniforme.
Nel complesso, la Befana chiude le festività natalizie senza scossoni, ma con una tenuta che viene letta come un segnale incoraggiante. Non è un boom, ma nemmeno una frenata. È piuttosto l’immagine di un Paese che ha imparato a viaggiare con misura, adattandosi ai tempi, alle risorse disponibili e a un nuovo equilibrio tra desiderio di evasione e realismo economico.
Il turismo di prossimità, l’auto, l’hotel e i soggiorni brevi sembrano ormai parte di una nuova normalità. Una normalità che, secondo Federalberghi, non delude le aspettative di fine anno e conferma come la vacanza, anche di pochi giorni, resti per molti italiani un bene essenziale, da difendere e reinventare.
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