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31 Dicembre 2025 - 18:27
Andrea Morniroli
C’è una storia che parte da Ivrea, attraversa il Canavese, si intreccia con il lavoro sociale, l’educazione, l’immigrazione e il welfare, e oggi approda ai piani alti della politica regionale. È la storia di Andrea Morniroli, eporediese, nominato Assessore alla Scuola e alle Politiche sociali nella nuova Giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico. Una nomina che non nasce dal nulla e che, soprattutto, non è il frutto di un profilo improvvisato.
In Campania Morniroli arriva come figura indicata dall’area del centrosinistra, ma nel ruolo di indipendente e di esperto, forte di un’esperienza ultra trentennale nel campo dei servizi sociali, delle politiche educative e del contrasto alle disuguaglianze. Un profilo tecnico e politico insieme, costruito sul campo molto prima che nei palazzi.
Morniroli è, prima di tutto, un uomo che a Ivrea ci è cresciuto. Qui ha studiato, conseguendo nel 1981 il diploma al Liceo Scientifico “Antonio Gramsci”, e qui ha mosso i primi passi nel mondo dell’impegno sociale e civile, quando ancora il tema dell’immigrazione non era al centro del dibattito politico nazionale ma relegato ai margini, affrontato da pochi operatori e spesso ignorato dalle istituzioni. Negli anni Ottanta e Novanta è già attivo sul territorio eporediese e canavesano come animatore sociale, educatore e operatore impegnato nei servizi alla persona.

C’è anche un passaggio politico che appartiene alla storia amministrativa della città: Andrea Morniroli è stato consigliere comunale a Ivrea nella consigliatura 1985–1990, eletto con la lista Democrazia Proletaria. Un’esperienza che colloca il suo impegno dentro una stagione precisa della sinistra sociale e politica eporediese, ben prima delle attuali geometrie partitiche.
Dal 1990 al 1994 ricopre un ruolo tutt’altro che secondario: è Presidente della Consulta Comunale sull’Immigrazione del Comune di Ivrea, un incarico che lo pone al centro del rapporto tra amministrazione, associazioni e comunità straniere presenti sul territorio. È un periodo in cui Ivrea sperimenta politiche di accoglienza e integrazione che anticipano temi oggi di stringente attualità, e Morniroli ne è uno degli attori principali. Non solo rappresentanza, ma lavoro concreto: tra il 1995 e il 1996 opera come responsabile del Centro di Accoglienza per immigrati del Comune di Ivrea, attraverso la cooperativa sociale Pollicino, occupandosi direttamente di servizi, percorsi di inclusione e risposte ai bisogni di una popolazione fragile e spesso invisibile.
In quegli stessi anni coordina per il Comune di Ivrea una ricerca sul volontariato socio-assistenziale attivo in città e nel Canavese, finalizzata alla realizzazione di una guida informativa che mappa risorse, associazioni e servizi. Partecipa inoltre, come membro del comitato scientifico, a un progetto di studio sulle dipendenze giovanili in Canavese, confermando un’attenzione costante ai temi del disagio, della prevenzione e delle politiche giovanili.
Accanto agli incarichi istituzionali, c’è un lungo lavoro educativo che attraversa il territorio. Morniroli svolge attività di animatore teatrale ed espressione corporea per bambini delle scuole elementari e medie, su incarico dei Comuni di Piverone, Bollengo e Banchette. Lavora anche come operatore di sostegno all’insegnamento per ragazzi con disabilità nella scuola dell’obbligo, su mandato della Provincia di Torino, maturando un’esperienza diretta sui temi dell’inclusione scolastica.
Il legame con Ivrea prosegue anche attraverso il terzo settore e la formazione. Andrea Morniroli collabora con la Fondazione Ruffini di Ivrea, occupandosi di progettazione e consulenza per percorsi formativi dedicati all’emarginazione sociale. Un lavoro che contribuisce a costruire quella competenza tecnica che, negli anni successivi, lo porterà a operare su scala nazionale.
Negli ultimi anni Morniroli è tornato più volte a Ivrea, invitato da realtà e percorsi civici e sociali del territorio come Rosse Torri, Officine Terzo Settore, ZAC!, La Via Maestra – il coordinamento che riunisce, tra gli altri, Cgil, Rosse Torri, Anpi e Legambiente. Contesti nei quali sono presenti anche figure riconducibili all’area del Partito Democratico, ma che restano esperienze autonome, non iniziative di partito.
A Ivrea Morniroli è stato ospite nel suo ruolo di coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, insieme a Fabrizio Barca ed Elena Granaglia, o per presentare libri e riflessioni sempre legate alle politiche pubbliche e alle azioni per il sociale. Un percorso coerente, costruito nel tempo, lontano dalle logiche della militanza formale.

A Ivrea il 21 maggio alla presentazione del suo libro
Oggi, con la nomina ad assessore regionale in Campania, quella traiettoria trova un nuovo punto di approdo. Scuola e politiche sociali sono deleghe complesse, attraversate da disuguaglianze profonde. Il percorso di Andrea Morniroli racconta però una continuità evidente: dalla Ivrea degli anni Ottanta alle sfide del Mezzogiorno, il filo resta lo stesso. Mettere al centro le persone, i diritti, le comunità.
Per Ivrea, questa nomina non è solo una curiosità di cronaca politica, ma il segno che una parte della sua storia sociale continua a parlare anche altrove. E per Morniroli, eporediese per formazione e per scelta, è la prova più impegnativa: tradurre un lavoro lungo decenni in politiche pubbliche capaci di incidere davvero. Insomma, dalle radici al governo, senza scorciatoie.
Con l’insediamento ufficiale del 9 dicembre 2025, la Campania apre una nuova fase politica. Roberto Fico, esponente di punta del Movimento 5 Stelle, ha conquistato la guida della Regione con un risultato netto – circa il 60,6 per cento dei consensi alle elezioni regionali di novembre – sostenuto da una coalizione ampia e composita di centrosinistra, il cosiddetto campo largo che tiene insieme Pd, M5S, Alleanza Verdi Sinistra, Psi e liste civiche. Un mandato forte, che ora passa dalla legittimazione elettorale alla prova del governo.

La prima mossa concreta del nuovo presidente è stata la nomina della Giunta regionale, una squadra composta da dieci assessori, di cui quattro donne, e da un vicepresidente, scelta che fotografa con chiarezza gli equilibri politici della maggioranza e, allo stesso tempo, la volontà di Fico di tenere insieme competenze tecniche, rappresentanza politica e continuità istituzionale.
Il ruolo di vicepresidente è stato affidato a Mario Casillo (Pd), a cui vanno anche deleghe pesanti come Trasporti, Mobilità e Mare, settori cruciali in una regione che convive da anni con criticità infrastrutturali e nodi irrisolti sul fronte del trasporto pubblico. Al Governo del territorio e al Patrimonio arriva Vincenzo Cuomo, chiamato a misurarsi con temi sensibili come urbanistica, consumo di suolo e gestione degli asset pubblici.
Uno degli incarichi più delicati, quello alle Politiche sociali e alla Scuola, è stato affidato a Andrea Morniroli, figura di lunga esperienza nel campo del welfare, dell’educazione e dell’inclusione, chiamato a tenere insieme due ambiti strategici in una regione segnata da profonde disuguaglianze sociali e territoriali. All’Ambiente, alle Politiche abitative e alle Pari opportunità va Claudia Pecoraro, mentre lo Sviluppo economico e le Attività produttive sono stati assegnati a Fulvio Bonavitacola, nome noto della politica campana e considerato vicino all’ex presidente Vincenzo De Luca, a testimonianza di una continuità che Fico non ha voluto del tutto recidere.
Il Turismo, la Promozione del territorio e la Transizione digitale sono nelle mani di Vincenzo Maraio, chiamato a coniugare valorizzazione e innovazione, mentre Angelica Saggese assume la responsabilità di Lavoro e Formazione, un binomio decisivo in una regione dove occupazione e precarietà restano nodi strutturali. Ninni Cutaia guiderà l’assessorato a Cultura, Eventi e Personale, mentre a Fiorella Zabatta va una delega ampia e articolata che comprende Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Riforestazione, Pesca e tutela degli animali. Chiude il quadro Maria Carmela Serluca, nuova assessora all’Agricoltura, settore strategico per l’economia e l’identità campana.
Fico ha inoltre deciso di tenere per sé alcune deleghe chiave, a partire da Sanità, Bilancio e Fondi nazionali ed europei, oltre a tutte le materie non assegnate agli assessori. Una scelta che rafforza il ruolo della presidenza e concentra nelle sue mani i dossier più delicati, ma che allo stesso tempo lo espone direttamente al giudizio politico e amministrativo sui temi più sensibili per i cittadini.
Sul piano organizzativo, il nuovo Capo di Gabinetto del presidente è Francesco Comparone, consigliere parlamentare alla Camera, chiamato a garantire il raccordo tra presidenza, giunta e macchina amministrativa regionale.
Nel suo complesso, la nuova Giunta campana restituisce l’immagine di un equilibrio non semplice: da un lato la spinta al cambiamento incarnata da Fico e dal Movimento 5 Stelle, dall’altro la necessità di tenere insieme una coalizione larga, che include anche figure riconducibili alla stagione politica di Vincenzo De Luca. Un equilibrio che si giocherà, più che sulle dichiarazioni, sulla capacità di dare risposte concrete.
Lo stesso Roberto Fico ha parlato di una squadra chiamata a lavorare con competenza, trasparenza e unità, mettendo al centro servizi pubblici, sanità, trasporti, tutela del territorio e politiche sociali. Parole che ora attendono di essere misurate nei fatti. Perché se il voto ha consegnato a Fico una vittoria ampia, la vera sfida comincia adesso: governare una regione complessa come la Campania, senza alibi e senza scorciatoie. Insomma, dal consenso alle decisioni, il passo è breve ma decisivo.
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