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Costume e Società
14 Dicembre 2025 - 01:03
Si amano o no? La verità di Andrea Delogu e Nikita Perotti che ha commosso il pubblico
C’è stato un momento, sabato 13 dicembre, in cui Ballando con le Stelle ha smesso di essere soltanto un programma televisivo. La pista si è trasformata in uno spazio emotivo, quasi intimo, dove il pubblico ha avuto la sensazione di assistere non a una coreografia, ma a una verità. Una verità detta a voce alta, senza sceneggiatura, senza filtri. «Non stiamo insieme», ha detto Andrea Delogu. E in quella frase, apparentemente semplice, c’era molto più di una smentita.
Per settimane il pubblico aveva costruito un sogno. Uno di quelli che nascono facilmente quando due persone si guardano con rispetto, quando il corpo racconta un’intesa che le parole non spiegano, quando il sostegno reciproco diventa evidente anche da casa. Andrea Delogu, 43 anni, e Nikita Perotti, 21 anni, maestro di ballo originario di Chivasso, avevano acceso qualcosa che andava oltre il televoto e oltre i giudizi. Un legame che sembrava crescere puntata dopo puntata, allenamento dopo allenamento, settimana dopo settimana.
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Poi arriva la domanda, diretta, inevitabile. Selvaggia Lucarelli parla dell’“elefante nella stanza”. Il pubblico trattiene il fiato. E Andrea non si sottrae. «Non stiamo insieme». Ma non è un muro, non è una chiusura. È l’inizio di un racconto più complesso, più adulto, forse anche più raro.
«Ci vogliamo molto bene, un bene davvero profondo e puro», spiega la conduttrice. E quelle parole pesano. Perché non sono parole di circostanza. Arrivano dopo una settimana difficile, dopo una febbre a 39, dopo un ricovero, dopo giorni in cui Andrea riesce a tornare in sala prove solo il giovedì, a due passi dalla diretta. «Mi sono sentita in colpa e ingrata per la persona che è Nikita», confessa. Non parla di un ballerino. Parla di una presenza. Di qualcuno che non ha mai fatto mancare il supporto, che ha adattato una coreografia, che ha retto il peso della responsabilità senza una lamentela, senza una sbavatura.
Nikita Perotti, ragazzo cresciuto a Chivasso, con il volto ancora arrossato dall’imbarazzo quando viene chiamato in causa, resta in silenzio. Abbassa lo sguardo. «Sono timido…», riesce solo a dire. E in quel silenzio, più di mille dichiarazioni, il pubblico legge tutto. La delicatezza, il rispetto, forse anche una ferita che non chiede spiegazioni pubbliche. Perché non tutto ciò che conta ha bisogno di essere urlato.
Andrea torna a chiarire, ancora una volta, come se volesse proteggere quel legame dalle semplificazioni: «Siamo amici e siamo molto stretti. Sono felice. E il nostro rapporto non finisce dopo questa esperienza». Non è una frase di commiato. È una promessa. E suona più forte di qualsiasi “ti amo” televisivo.
Eppure, nei giorni precedenti, lei stessa aveva alimentato il sogno. Quel post su Instagram, così intenso, così carico di sfumature, aveva fatto sognare tutti. «È un legame vero, vivo, di due mondi diversi e lontani che fanno il tifo l’uno per l’altra e che si somigliano fin troppo», aveva scritto. Parole che non si cancellano con una smentita. Parole che restano. Parole che raccontano un sentimento che non vuole etichette, ma pretende rispetto.
Anche Nikita, in un’intervista, aveva lasciato aperta una porta: «Andrea è pura, vera, genuina. Non escludo che possa trasformarsi in qualcosa di più. Mai dire mai». Vent’anni di differenza, due vite lontane, due percorsi che si incrociano in un momento preciso. Non una favola, ma un incontro reale.
C’è poi la danza. Quella della seconda semifinale. Un moderno che parla di intimità, di fiducia, di abbandono. La giuria lo sente. Guillermo Mariotto parla di qualcosa che “va oltre”, di una coppia “sublime”. Alberto Matano sottolinea le difficoltà fisiche superate da Andrea, che risponde con una frase che è già carattere: «Col cavolo che rinunciavo alla finale». E Zazzaroni, scherzando, prova a sdrammatizzare: “rumbamico”. Ma il pubblico sa che non è solo gioco.
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In mezzo a tutto questo, c’è la crescita di Nikita Perotti. Arrivato a Ballando nel 2024, passato per un’edizione importante, diventato oggi uno dei volti più riconoscibili del programma. «Ho imparato a non tenere dentro i sentimenti», ha raccontato. «Mi sento più libero, più maturo. Anche grazie ad Andrea». Parole che raccontano un passaggio, non solo professionale, ma umano.
Alla fine resta questo: due persone che si sono incontrate in un momento fragile e vero delle loro vite. Due persone che hanno scelto di dirsi la verità davanti a milioni di spettatori. Non una storia d’amore da copertina, non una favola costruita. Ma un legame profondo, dichiarato, difeso. Un rapporto che non chiede applausi, ma tempo.
E forse è proprio questo che ha colpito il pubblico più di tutto. Non il “non stiamo insieme”. Ma il modo in cui lo hanno detto. Con rispetto. Con cura. Con quella sincerità che, oggi, in televisione, è diventata la cosa più rara.
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