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Torino piange l’ultima diva: Ornella Vanoni attraverso le voci di chi l’ha amata davvero

Littizzetto, Parietti e il sindaco Lo Russo ricordano la cantante scomparsa a 91 anni con messaggi carichi di affetto e gratitudine

Addio a Ornella Vanoni, regina della canzone: Milano piange, Torino la saluta con fiori e parole

Addio a Ornella Vanoni, regina della canzone: Milano piange, Torino la saluta con fiori e parole

La morte di Ornella Vanoni, avvenuta venerdì 21 novembre poco prima delle 23 nella sua casa di Milano per un arresto cardiocircolatorio, ha scatenato un’ondata di cordoglio che da Milano è rimbalzata immediatamente fino a Torino. Una città che, negli anni, l’ha accolta, applaudita e amata come una delle figure più inconfondibili della musica italiana. A novantun anni, se n’è andata una voce che ha segnato epoche, stili, generazioni, lasciando dietro di sé un silenzio che molti – artisti, volti televisivi e istituzioni – hanno sentito il bisogno di riempire con parole sincere e visibilmente colpite.

Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha affidato il suo ricordo ai social, definendo Vanoni «una vera regina della canzone». Il primo cittadino ha scritto su X parole nette e affettuose: «Con la sua scomparsa la musica italiana perde una delle sue stelle più luminose. Ci lascia una grande artista che con la sua voce unica e i suoi brani splendidi ha saputo raccontare emozioni con eleganza e profondità». Un pensiero che richiama l’eredità artistica di una donna che non ha mai smesso di innovare, reinterpretarsi, sorprendere.

A queste parole si è unita Luciana Littizzetto, che con Vanoni aveva intrecciato negli anni un rapporto affettuoso, leggero e spesso ironico, nato e consolidatosi negli studi di Che tempo che fa. Nella notte, Littizzetto ha scritto semplicemente «Tesora mia adorata», lasciando che l’affetto prevalesse su ogni altra cosa. Questa mattina, poi, ha dedicato il suo consueto video del buongiorno, girato dalla terrazza con vista sulla Mole Antonelliana, proprio alla cantante. Nel breve messaggio, accanto a margherite in fiore che resistono al freddo, si legge: «Per te». Un gesto intimo, quasi domestico, che restituisce la dimensione di un legame vero, nato lontano dai riflettori.

Torinese è anche Alba Parietti, che ha scelto di ricordare Vanoni con un lungo e sentito post sui social, colmo di gratitudine e ammirazione. Parietti ha esordito con un saluto che racchiude l’incredulità del momento: «Ciao Ornella, è difficile crederci perché tu scherzavi sempre sulla tua morte e raccontarti, perché ti sei raccontata talmente bene tu: divertente, spiritosa, intelligente, coltissima, ogni parola sembra banalissima». Poi ha scavato nei ricordi personali, raccontando un rapporto fatto di rispetto e quasi di timore reverenziale: «Cosa dire di te? Sei stata immensa. Ma oltre alla grande artista che tutti conoscono, per me sei stata una delle poche persone davanti alle quali mi sentivo davvero piccola. Riuscivi a mettermi in soggezione ed ero in totale ammirazione anche se eravamo amiche, perché per me rimanevi una Dea. Accettavo qualsiasi tuo modo di essere: la dolcezza immensa, la generosità, l’umanità, la curiosità e profondità del pensiero acutissimo e anche quando volevi essere tremendamente pungente, lo subivo con affetto, perché eri talmente grande che era impossibile tenerti testa. Sfacciata e geniale. Ma ci siamo volute bene».

Di fronte alla scomparsa di un’artista capace di attraversare la storia della musica italiana mantenendo intatta la sua identità, Torino si scopre unita, commossa e riconoscente. Le parole di Lo Russo, Littizzetto e Parietti mostrano un ritratto collettivo di Ornella Vanoni: una donna libera, autorevole, ironica e profondamente amata. Un’artista che ha saputo trasformare ogni palco in uno spazio autentico, ogni canzone in una storia, ogni gesto in un tratto indelebile del suo essere.

La città, oggi, la saluta così: con ricordi che non cercano retorica, ma raccontano semplicemente l’impronta che Vanoni ha lasciato, anche qui, anche da lontano.

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