Da Firenze può partire una risposta forte all'euroscetticismo: ne è convinto il vicesindaco Dario Nardella che, con il segretario generale dell'Istituto universitario europeo Pasquale Ferrara, ha presentato la quarta edizione di "The State of the Union". La conferenza, al via da oggi nel capoluogo toscano per iniziativa dello stesso Istituto europeo, si propone di riflettere sul futuro dell'Europa confrontando le opinioni di leader politici, accademici e rappresentanti della società civile.
L'assise di quest'anno, a meno di venti giorni dalle elezioni europee, si concluderà, venerdì prossimo, con il dibattito tra quattro dei candidati alla presidenza della Commissione europea: Josè Bové per il partito dei Verdi, Jean-Claude Juncker, candidato del partito popolare, Martin Schulz per i socialisti e Guy Verhostadt per i liberaldemocratici. Annunciata per l'occasione anche la presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Con oltre 40 relatori, The State of the Union si aprirà domani pomeriggio alla Badia Fiesolana con un intervento dell'ex premier Romano Prodi e con quello del presidente dell'Istituto, J.H.H. Weiler. Proseguirà, sempre a Fiesole, con una seconda giornata di discussione e confronto, presenti tra gli altri il ministro dell'Educazione Stefania Giannini e il presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso.
Tra le riflessioni anche quella, suggestiva, di capire se le consultazioni di quest'anno siano le prime elezioni europee, visto che finora sono state spesso vissute solo in termini di confronto nazionale.
In occasione della giornata clou, venerdì prossimo, come da tradizione nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, saranno presenti, oltre al premier Matteo Renzi - che da sindaco ha fortemente incoraggiato l'organizzazione di The State of the Union -, anche il ministro degli Affari esteri Federica Mogherini, il commissario europeo al Commercio Karel De Gucht, il ministro portoghese degli Affari regionali Miguel Maduro e il collega greco per l'Educazione Constantine Arvanitopoulos, nonché l'ex presindente del Consiglio Mario Monti e George Soros, fondatore e presidente della Open Society Foundations.
Nella tre giorni fiorentina, promettono gli organizzatori, si cercherà di evitare un acritico euro-entusiasmo di principio, ma ci sarà un confronto di alto livello per capire se finora sono stati fatti i passi giusti per rispondere alle sfide, con uno sforzo, a dieci anni dall'allargamento dell'Ue, per proiettare l'Europa negli scenari globali.
C'è bisogno di dare una risposta concreta, ha spiegato anche il vicesindaco Dario Nardella, ai tanti italiani rimasti delusi dall'Europa con riforme politiche strutturali più democratiche ed efficaci e non con nichiliste risposte di demagogia nazionalistica. "La scommessa del rilancio europeo - ha insistito - può partire anche dalle città".
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