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Multe, sequestri e silenzi: Comune sotto accusa

L’opposizione rompe il silenzio: “Cosa sta succedendo?”. Polizia locale paralizzata, cittadini confusi e una Giunta che fa finta di niente. Il “nuovo dialogo” promesso in campagna elettorale resta una favola.

Multe, sequestri e silenzi: Comune sotto accusa

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A quasi due mesi dal sequestro di documenti, computer e telefoni all’interno del Municipio di San Francesco al Campo – un’operazione che ha visto coinvolte undici persone, tra dipendenti pubblici, amministratori e agenti della polizia locale – il silenzio istituzionale inizia a fare rumore. Mentre l’inchiesta della magistratura segue il suo corso, in Consiglio comunale l’opposizione decide di alzare la voce e riportare la questione al centro del dibattito pubblico.

Dopo settimane di riserbo, la minoranza chiede chiarezza su quanto accaduto e sui risvolti amministrativi che stanno ancora incidendo sull’attività ordinaria del Comune. A preoccupare non sono solo le indagini in corso, ma anche la mancanza di aggiornamenti ufficiali da parte della Giunta, nonostante le numerose domande che continuano a circolare tra i cittadini.

Uno dei punti sollevati riguarda l’operatività della Polizia locale: ci si chiede se, dopo il sequestro, gli uffici siano ancora nelle condizioni di svolgere pienamente le proprie funzioni e se gli strumenti confiscati siano stati restituiti. Si tratta, a detta dei gruppi di minoranza, di aspetti che impattano direttamente sulla vita quotidiana della comunità e che meriterebbero, quanto meno, un chiarimento formale in sede consiliare.

Nel mirino anche alcune uscite a mezzo stampa del comandante della Polizia locale, che avrebbero suscitato ulteriore tensione nel clima già incandescente, contribuendo a rinfocolare dubbi anziché dissiparli. Un silenzio che rischia di essere interpretato come disinteresse, proprio da un’Amministrazione che in campagna elettorale aveva promesso un dialogo nuovo e trasparente con i cittadini.

Intanto, tra la popolazione serpeggia un diffuso malumore. Cresce la sensazione che si stia cercando di minimizzare l’accaduto, mentre la comunità attende ancora spiegazioni puntuali. L’opposizione, dal canto suo, intende farsi portavoce di questa richiesta di trasparenza, annunciando l’intenzione di riportare il “caso multe” all’ordine del giorno di un prossimo Consiglio comunale.

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Undici indagati, multe fantasma e appalti sospetti: cronaca di uno scandalo annunciato

È il 27 marzo 2025 quando le forze dell’ordine fanno irruzione nel Municipio di San Francesco al Campo. Si presentano con un decreto della Procura di Ivrea e se ne vanno con scatoloni pieni di documenti, computer e telefoni. Non si tratta di un semplice controllo di routine: nel mirino degli inquirenti ci sono le multe stradali. Migliaia di euro incassati attraverso sanzioni che, secondo le ipotesi investigative, avrebbero arricchito le casse comunali in maniera quantomeno opaca.

L’inchiesta si allarga subito. Oltre a San Francesco, coinvolge anche i Comuni di Lombardore e San Ponso, legati da convenzioni per la gestione della Polizia municipale. Gli indagati salgono a undici: ci sono il sindaco in carica Enrico Demaria, l’ex primo cittadino Diego Coriasco, il comandante dei vigili Carlo Mura, funzionari e agenti della locale. Le accuse sono pesanti: si parla di peculato, falsità ideologica, turbata libertà degli incanti e persino concussione.

Il cuore dello scandalo sta nella gestione delle sanzioni al codice della strada: autovelox installati in punti strategici, multe contestate dai cittadini come “senza fondamento”, e – soprattutto – fondi utilizzati per premi al personale, in una spirale che ha generato più di un sospetto. A insospettire gli investigatori sono anche i numeri: secondo le stime, oltre 350.000 euro erano stati messi a bilancio nel solo Comune di San Francesco al Campo come previsione di entrata da multe. Una cifra abnorme per un paese di nemmeno 5.000 anime.

A peggiorare il quadro c’è la vicenda dell’immobile confiscato alla criminalità organizzata e affidato al Comune per farne una sede della Polizia municipale e un archivio. Anche lì, la magistratura ipotizza irregolarità nelle procedure di ristrutturazione e assegnazione degli appalti.

Nel frattempo, l’effetto domino è già cominciato: la convenzione tra i tre Comuni è stata sospesa, la Polizia locale è in difficoltà operativa e il bilancio comunale ha dovuto essere riscritto, tagliando tutte le previsioni legate alle contravvenzioni.

Mentre i riflettori mediatici restano puntati su San Francesco, la cittadinanza osserva attonita. Si attende di sapere se le accuse troveranno conferma in un’aula di tribunale o se tutto si ridimensionerà a un pasticcio burocratico. Intanto, la sensazione diffusa è quella di una ferita profonda alla credibilità delle istituzioni locali.

E l’opposizione, ora, chiede conto di tutto questo. Vuole sapere cosa resta dell’Amministrazione dopo il ciclone giudiziario. Vuole capire se si può ancora parlare di trasparenza e legalità. Ma soprattutto, vuole che ai cittadini si dica la verità. Perché, fino ad oggi, nessuno l’ha ancora fatto.

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