Cerca

Attualità

Chiantore colpisce ancora: un fiorino per la "caciotta"

Dal Carnevale al mercato pubblicitario, rincari fino al 150% fanno infuriare cittadini e operatori economici

Matteo Chiantore, Roberto Benigni e Massimo Troisi

Matteo Chiantore, Roberto Benigni e Massimo Troisi

Zitti zitti, quatti quatti, in silenzio.... Ivrea torna a far parlare di sé, ma questa volta non per le sue celebri tradizioni o per la Battaglia delle Arance. Stavolta i riflettori si accendono su una serie di aumenti tariffari approvati dalla giunta comunale con la delibera n. 390 del 14 novembre 2024, che promette di lasciare il segno nelle tasche di cittadini e operatori economici.

Il provvedimento, approvato all’unanimità (trullallero...) e con procedura d’urgenza (trullallà), modifica il canone unico patrimoniale per le occupazioni di suolo pubblico e i messaggi pubblicitari. Dall’Amministrazione comunale si affrettano a spiegare che “era necessario adeguare le tariffe alle dinamiche di mercato” un po' come l'altra volta quando si aumentarono le tariffe per i parcheggi...

E siccome a pagare sono i cittadini le "litania" risuona come l’ennesimo “adeguamento” che pesa tutto su chi già fatica a tirare avanti.

fiorino

A subire i colpi più duri saranno gli ambulanti del settore alimentare che partecipano al Carnevale con un rincaro che sfiora il 60%, il costo per metro quadrato nelle zone centrali lievita fino a 10 euro. Un conto salato, che si aggiunge ai già elevati costi organizzativi e rischia di trasformare la manifestazione in un lusso più che in un’opportunità.

“I posti sono limitati, e il giro d’affari è alto”, spiegano dagli uffici comunali, facendo sembrare il rincaro un prezzo da pagare per restare in gioco. Ma per molti operatori del settore, questa logica suona come una sentenza: partecipare al Carnevale potrebbe diventare insostenibile, rischiando di svuotare di significato una delle manifestazioni più iconiche della città.

Il rincaro non si ferma agli ambulanti alimentari. Anche chi vende prodotti extra-alimentari dovrà fare i conti con aumenti che variano tra il 5% e il 20%, una differenza meno vistosa ma comunque significativa in un contesto economico già difficile. E il settore pubblicitario? Qui la situazione è ancora più esplosiva.

I pannelli pubblicitari parapedonali, tanto amati quanto criticati per la loro presenza in prossimità delle rotonde cittadine, vedono un aumento senza precedenti: un impressionante +150%. La tariffa annuale per un pannello di un metro quadrato passa da 30 a 75 euro. Anche in questo caso, toh guarda, si tratterebbe di un “adeguamento alle tariffe di mercato". Che poi, si ricorda anche "che quegli spazi vengono rivenduti dagli intermediari pubblicitari a circa 200 euro...".

Sarà, ma per i piccoli inserzionisti, già alle prese con margini risicati, il rischio è di essere tagliati fuori da un mercato sempre più elitario.

“Questo adeguamento non tiene conto delle difficoltà dei piccoli operatori locali”, lamentano i commercianti, evidenziando come il rincaro possa disincentivare gli investimenti pubblicitari sul territorio, colpendo proprio chi tiene viva l’economia locale.

La delibera, in teoria, non tocca altre tariffe pubblicitarie, ma è bene ricordare che queste avevano già subito aumenti medi del 15% sia nel 2023 sia nel 2024. Per molti, più che un’esenzione, sembra una tregua temporanea.

I nuovi rincari entreranno in vigore dal 1° gennaio 2025, con le tariffe aggiornate già pubblicate sul sito comunale.

L’Amministrazione esulta, definendo il provvedimento un passo avanti per “rendere il sistema tariffario più equo e sostenibile”. Ma per tutti gli operatori economici suona come l’ennesima trovata per fare cassa ed  proprio perchè sembra un'operazione cantabile che si fa fatica a vedere l’urgenza nell’approvazione.

Insomma, diciamocelo, c’è una cosa che questa giunta non fa mancare è la tempestività nel riscuotere. Peccato che la stessa urgenza non si veda nel risolvere problemi più tangibili come la manutenzione delle strade, il potenziamento dei servizi pubblici o l’attrattività turistica. E così, Ivrea continua a stupire: non più per le sue arance, ma per l’amara spremuta di risorse che pesa sui suoi cittadini.

Il timore è che questi rincari possano avere un effetto domino sull’economia cittadina e sull'appello del  Carnevale.

Davanti agli occhi una scena del celebre film "Non ci resta che piangere" con Roberto Benigni e Massimo Troisi: "Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!".

 Al diavolo la caciotta!

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori