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Ospedale di Settimo, gara assegnata e subito bloccata dal Tar: è caos

Il Gruppo San Michele si aggiudica i servizi socio-sanitari, ma la CM Service ricorre al TAR

l'ospedale di Settimo Torinese

l'ospedale di Settimo Torinese

La notizia è di questi giorni e segna un nuovo capitolo nella travagliata storia dell'Ospedale Civico di Settimo Torinese.

Udite, udite, il Gruppo San Michele si è aggiudicato la gara per la gestione dei servizi socio-sanitari per un periodo di sei mesi, a partire dal 1° di ottobre.

Un contratto temporaneo che ha un obiettivo ben preciso: permettere all’Asl To4 di prendersi il tempo necessario per organizzare la gestione del bene come uno dei suoi asset patrimoniali. 

Come al solito, nulla è semplice in questa vicenda, perché la CM Service di Cascinette d'Ivrea, che fino ad ora ha gestito i servizi con continui rinnovi, ha deciso di opporsi, presentando un ricorso al TAR che si riunirà in Camera di Consiglio il 17 ottobre per prendere una decisione. 

Il risultato? Tutto bloccato.

Ma torniamo indietro.

È il 31 luglio 2021 quando CM Service subentra alla Cooperativa Sociale Frassati (socio di Saapa), che per ben 12 anni aveva curato i servizi socio-sanitari presso l'Ospedale Civico. 

Da allora, la CM Service ha continuato a gestire questi servizi, proroga dopo proroga, senza soluzione di continuità.

Un equilibrio fragile, destinato a rompersi con la recente aggiudicazione della gara al Gruppo San Michele con sede a Reana del Rojale, in provincia di Udine, che ha firmato un contratto da 3,4 milioni di euro. 

Un periodo breve, certo, ma funzionale per dare all'Asl To4 il tempo necessario per prepararsi alla gestione diretta dell’ospedale.

La Regione, infatti, lo scorso aprile, ha siglato un atto notarile, con il quale SAAPA (Società Assistenza Acuzie e Postacuzie) ha rinunciato ai suoi diritti di superficie, consegnando l’immobile all’Asl To4. 

L'operazione è stata resa possibile dall’estinzione di un mutuo di 28 milioni di euro che gravava sull’edificio.

Si è arrivati qui dopo la messa in liquidazione di SAAPA, avvenuta nel settembre del 2021, al culmine di una gestione finanziaria caotica e bilanci in rosso.

Tutta colpa del Covid. Dopo una serie di bilanci in pareggio e con utili, dal 2015 in avanti, ad un certo punto sono arrivate perdite di milioni di euro provocate anche dal Covid e dai costi aggiuntivi non riconosciuti dalla Regione per la trasformazione di alcuni reparti alle terapie semi-intensive.

Da quel momento, Saapa ha tentato in tutti i modi di vendere l’immobile ai privati, ma la richiesta di 50 milioni di euro, compresi i diritti sul terreno e le quote dell’Asl To4, si è rivelata insostenibile per qualsiasi acquirente.

Così, dopo aste deserte e tentativi falliti di cessione, la Regione ha deciso di prendersi l’ospedale, estinguendo i debiti e suggerendo a Saapa una nuova gara per la gestione temporanea.

"Un atto di messa in sicurezza dell'ospedale” avevano dichiarato in Regione. Un passo fondamentale per evitare il definitivo abbandono della struttura. 

Ed è qui che entra in gioco il Gruppo San Michele, che ha vinto la gara indetta a settembre 2024. Ma, con il ricorso di CM Service al TAR, l’intera operazione rischia di essere congelata.

L’inchiesta giudiziaria

In Procura a Ivrea, intanto, continuano le indagini dei pm Valentina Bossi e Alessandro Gallo che all’inizio del 2023 fecero tremare le gambe a più di una pesona.

Sul tavolo degli inquirenti numerose intercettazioni telefoniche ancora da approfondire, ma che fanno parte del fascicolo d’inchiesta. 

L’indagine si concentra in parte su due società, la Cm Service di Cascinette di Ivrea e la Serniramis che della Cm Service è socio unico.

Due aziende i cui vertici e alcuni dipendenti, secondo la tesi dell’accusa, sarebbero al centro di un’attività «illecita e corruttiva».

Dalle carte emergerebbe un “sistema” ideato solo ed esclusivamente per accrescere potere e influenze a livello politico.

Finora i contenuti delle intercettazioni non sono stati resi pubblici, ma tra gli intercettati si parlerebbe di tutto un po’.  

Alcuni,  chiamerebbero in causa, ancora non è chiaro se solo per millantare, anche politici ed ex politici di primo piano a livello piemontese, assessori, consiglieri regionali ed ex assessori. In mezzo alcuni primi cittadini e le loro consorti, di cui una assunta proprio nel periodo di tempo sul quale sta indagando la procura di Ivrea.

I due magistrati, Valentina Bossi e Alessandro Gallo procedono per gradi, da un lato intendono verificare la regolarità di appalti, gare, affidamenti, nomine e promozioni, dall’altro vogliono accertare il ruolo e il credito vantato sia in Regione (dove sono state anche effettuate delle perquisizioni) che negli uffici dirigenziali dell’AsTo4, dalle società di Ivrea e Cascinette di Ivrea, dal procuratore, Massimo Cassinelli, dalla moglie ed ex Mugnaia del carnevale di Ivrea, Anna Maria Conversa, e dalla sorella di quest’ultima, Rita Carmela.

Gli indagati

Nell’elenco degli indagati, oltre a Massimo Cassinelli, Anna Maria Conversa e la sorella Rita Carmela, figurano il direttore generale dell'Asl To4 Stefano Scarpetta e la direttrice Gloria Chiozza. E poi Marianna Anselmo (dipendente di Cm Service), Claudia Griglione (Tecnico AslTo4), Maurilio Ognibene (Tecnico della prevenzione),  Andrea Fiorillo (Tecnico ingegnere), Enzo Bertellini (Tecnico della prevenzione), Maria Grazia Gazzera (Operatrice ospedale di Cuorgné e consigliere comunale di maggioranza), Massimo Gai (Medico), Gaia Pavan (Tecnico della prevenzione), Mariella Forma (Coordinatrice di laboratorio), Michele Scusello (Capo area della Cm Service), Stefano Loss Robin (Direttore amministrativo dell’AslTo4), Dario Fornasieri (Laboratorio analisi), Pasquale Salerno (Coordinatore di laboratorio) e Marco Salvagno, ex ufficiale della Guardia di Finanza già operativo per anni a Torino e attuale dirigente del “Mater Olbia Hospital”, indagato per turbata libertà degli incanti. Altre accuse contestate a vario titolo: turbativa d’asta, corruzione, rivelazioni e abuso di atti d’ufficio.  

Tra gli indagati (per abuso d’atti ufficio, corruzione e accesso abusivo al sistema informatico) anche la dirigente delle professioni infermieristiche e tecniche Carla Fasson. Come presidente della commissione aggiudicatrice di un concorso per operatori di laboratorio espletato lo scorso anno pare abbia suggerito prima le risposte ad alcuni candidati...  

Un avviso di garanzia era stato recapitato al sindacalista Gian Livio Lembo della Uil che aveva vinto il bando per un posto di tecnico di radiologia a Settimo ed essendo l’unico partecipante, come prevede il regolamento, non ha sostenuto alcuna prova.  

Infine c’è Carlo Bono (direttore del distretto sanitario di Settimo Torinese) indagato per corruzione e per aver favorito Cm Service nell’affidamento della gestione delle Rsa di Settimo e San Mauro, attribuendo un punteggio  di quasi il doppio rispetto alla seconda classficata in cambio di un automezzo (un furgone). 

L’ospedale di Settimo

Tra le ipotesi investigative una, come già detto, finisce diritta all’ospedale di Settimo Torinese gestito dalla Società SAAPA che ha come soci  l’Asl Città di Torino, l’Asl To4, il Comune di  Settimo, la Cooperativa Frassati e Patrimonio S.r.l. 

E' indagato Alessandro Rossi, l’ex Amministratore oggi liquidatore insieme a Luca Asvisio, ma anche la direttrice amministrativa Anna Maria Ghiberti  (per frode in pubbliche forniture) e l’avvocato  Mauro Milan consulente dal 1 agosto 2020 al 31 luglio 2021, in concorso con il liquidatore e con altre tre persone, per  turbativa d’asta, per aver dato un parere positivo sulla possibilità di prorogare il contratto, nelle more di un un contenzioso fra Saapa e la cooperativa Frassati, alla Cm Service.

Una delle ipotesi investigative è che si sia voluto arrivare appositamente ad una gestione fallimentare di SAAPA per favorire l’ingresso dei privati cosa che poi non è successa, visto che l’ospedale è stato acquistato dalla Regione Piemonte e rientrerà tra i beni dell’Asl To4.

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