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30 Settembre 2024 - 17:55
Tre figure storiche di Palazzo Santa Chiara pronte alla pensione
Fuggi fuggi da Palazzo Santa Chiara.
Il Comune di Chivasso si prepara a vivere un cambiamento significativo con il pensionamento di tre dipendenti storici, figure chiave che hanno contribuito per decenni alla gestione della macchina amministrativa. Parliamo di Luisella Cleofe Forno, Mariapia Palmisano e Bettina Buda, che nel corso della loro lunga carriera hanno ricoperto ruoli essenziali in diversi settori strategici dell’ente.
Forno Luisella Cleofe, operatrice nel Settore Servizi Amministrativi e alla Persona, ha maturato una lunga carriera di 42 anni e 1 mese e andrà in pensione il 1° febbraio 2025. Il suo contributo è stato in un ambito delicato come quello dei servizi amministrativi. Le sue dimissioni, presentate il 25 giugno 2024, segnano la fine di un lungo percorso, ma anche l’inizio di una fase di transizione per l’amministrazione, che dovrà sostituirla con nuove risorse capaci di raccogliere l’eredità professionale e gestionale lasciata.
Accanto a lei, anche Mariapia Palmisano, operatrice nel Settore Polizia Municipale, Protezione Civile e Servizi Demografici, lascerà il suo incarico a partire dal 14 gennaio 2025, dopo 42 anni di contributi. La Polizia Municipale e la Protezione Civile rappresentano due settori cruciali per la sicurezza e la gestione delle emergenze sul territorio: la sua uscita dal servizio evidenzia la necessità di trovare nuovi professionisti in grado di garantire la continuità operativa in questi ambiti.
Infine, Bettina Buda, anch’essa operatrice esperta della Polizia Municipale, andrà in pensione il 1° aprile 2025, dopo aver prestato servizio per 42 anni e 9 giorni. Anche in questo caso, il pensionamento di una risorsa con un così ampio bagaglio di esperienza pone la sfida di un’adeguata sostituzione per mantenere l’efficienza del settore.
Questi pensionamenti non sono solo una questione di transizione per l’amministrazione di Chivasso, ma si inseriscono in un quadro più ampio di rinnovamento che sta interessando tutta la pubblica amministrazione italiana.
Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha recentemente dichiarato che, nei prossimi 5-6 anni, circa un milione di dipendenti pubblici maturerà i requisiti per andare in pensione.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo
Questo fenomeno comporta la necessità di un massiccio piano di assunzioni per garantire il ricambio generazionale e assicurare che i servizi pubblici continuino a funzionare senza intoppi.
Già nel 2023, sono state assunte circa 172 mila persone, e altrettante assunzioni sono previste per il 2024 e il 2025. Tuttavia, il processo di reclutamento non è privo di sfide. Se da un lato il settore pubblico rimane molto ambito, come dimostrano le 2 milioni di candidature per i 288 mila posti banditi nel 2024, dall’altro lato la pressione sulle amministrazioni locali e centrali è alta, dovendo garantire un ricambio rapido e funzionale.
Un altro aspetto rilevante riguarda l’attrattività del lavoro pubblico. Nonostante l’elevato numero di candidature, resta significativo il problema del potere d’acquisto dei salari, che è stato duramente colpito dall’inflazione degli ultimi anni. Secondo i sindacati, gli aumenti previsti per il triennio 2022-2024 non sono sufficienti a coprire l’aumento dei prezzi, il che potrebbe rappresentare una sfida ulteriore nel mantenere elevato l’interesse per il settore pubblico.
Nel caso di Chivasso, il pensionamento di Forno, Palmisano e Buda rappresenta un esempio concreto di questa dinamica nazionale. La loro uscita di scena aprirà opportunità per nuove assunzioni, ma richiederà anche un’attenzione particolare alla formazione e alla preparazione delle nuove risorse. Non si tratta solo di sostituire numericamente i dipendenti in uscita, ma di assicurare che il know-how e l’esperienza accumulati nel corso di decenni non vadano persi, e che le nuove generazioni siano in grado di raccogliere il testimone in un’epoca in cui la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica stanno trasformando il modo in cui le amministrazioni pubbliche operano.
In sintesi, mentre il Comune di Chivasso si appresta a salutare tre figure fondamentali della sua amministrazione, l’intera pubblica amministrazione italiana si trova ad affrontare una fase di transizione che richiede un delicato equilibrio tra ricambio generazionale, formazione e innovazione. La sfida è grande, ma anche le opportunità per un futuro più efficiente e moderno.
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