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Ivrea
11 Settembre 2024 - 23:45
Gabriella Colosso con delega al benessere degli animali...
Fermi alla commissione sulle politiche sociali e giovanili, presieduta da Nella Franco, con una scena a metà tra il surreale e il tragicomico. All’ordine del giorno un regolamento comunale sul benessere degli animali, ma alla fine della seduta di tutto si è parlato tranne che di cani, gatti, croccantini o cucce. Anzi, sembrava proprio che quella commissione potesse occuparsi di qualunque cosa, fuorché degli animali, per quanto tutto fosse iniziato proprio con l’intenzione di discuterne.
Il risultato? La parola è stata negata a due rappresentanti di EporediAnimali, invitate appositamente per esprimere un giudizio e offrire il proprio contributo. Un’occasione mancata, che ha lasciato molti interdetti. A nulla è servito il sostegno della consigliera comunale Vanessa Vidano, di Viviamo Ivrea, lista in cui si era candidata la presidente dell’associazione Silvia Faggian. Non è bastato per cambiare le sorti della discussione.
In teoria, la decisione di affrontare il tema era stata avallata dal presidente del consiglio comunale, Luca Spitale, ma qualcuno ha ricordato che si era stabilito di rimandare la discussione in sede di conferenza dei capigruppo. Insomma, un bel rimpallo. E si sarebbe forse potuto fare qualcosina in più se solo i numeri lo avessero consentito: assente Habib Benoukaiss, erano presenti oltre a Nella Franco, anche Andrea Gaudino di Laboratorio Civico, Massimiliano De Stefano e Antonio Cuomo per l'Opposizione.
Il risultato? Un perfetto due a due, uno stallo senza via d’uscita.
Silvia Faggian, su questa questione, preferisce non alimentare polemiche: “Non ce l’ho con Nella Franco – ci dice – non poteva darci la parola. Con l’amministrazione comunale non c’è alcun attrito…”.
Sul regolamento, però, non ha dubbi: “Non lo conosciamo ed è anacronistico considerando che è sul quel testo che dovremo lavorare. Non sappiamo neanche se è stato approvato in accordo con la polizia municipale e le guardie ambientali. Sarà probabilmente uguale a quello pubblicato sul sito della Regione Piemonte. Spero che dopo l’approvazione in consiglio si organizzi un incontro con tutte le associazioni coinvolte nella tutela degli animali, per poter apportare eventuali modifiche ...”.
Un segnale chiaro: l'auspicio di un confronto aperto e costruttivo che non è ancora avvenuto
Tuttavia, i problemi non si fermano qui. Le immagini di quella “bomba d’acqua” che, lo scorso maggio, ha devastato il rifugio per gatti di EporediAnimali sono ancora vive nella memoria di molti. Uno scenario da incubo: le casette per i gatti sommerse dall’acqua stagnante, materiali impregnati e danneggiati, e tanti progetti di costruzione andati in fumo. A seguire, un appello disperato su Facebook, corredato da foto capaci di scuotere le coscienze e di far comprendere quanto sia drammatica la situazione.
Non era certo la prima volta che l’alluvione colpiva il rifugio. L’area, già di per sé paludosa, è da sempre a rischio allagamenti ma nonostante le ripetute richieste di una sede alternativa, l’amministrazione comunale non è ancora riuscita a trovare una soluzione.

Il rifugio, di proprietà del Comune, è lì da circa vent’anni, e in tutto questo tempo i volontari hanno fatto i salti mortali per gestirlo. Si occupano di tutto: puliscono gli spazi, curano i gatti, seguono le adozioni. Sono reperibili 24 ore su 24 per rispondere alle emergenze. Nonostante questo, la struttura versa in condizioni disastrose: spazi angusti, ricoveri precari, nessun allacciamento alla fognatura, assenza di servizi igienici. E i volontari, anche d’inverno o sotto la pioggia, continuano a lavorare all’aperto.
Durante la campagna elettorale, il sindaco Matteo Chiantore aveva fatto molte promesse e tra le deleghe assegnate c’è anche quella alla “Tutela degli animali”, gestita dall’assessora Gabriella Colosso.
Cos'è realmente cambiato? Proprio nulla! Tutto è rimasto esattamente com’era con l’amministrazione dell’ex sindaco Stefano Sertoli.
Si era parlato, qualche tempo fa, di uno spazio alternativo a Torre Balfredo, ma l’idea è poi finita nel dimenticatoio.
Morale? Non si può fare a meno di pensare che non ci sia una reale volontà di risolvere il problema.
Alcuni segnali sono chiari: il Comune di Ivrea ha partecipato a un bando della Regione Piemonte per progetti di riqualificazione urbana e ambientale tramite sterilizzazione, gestione e controllo della popolazione felina, ben 14 mila euro utilizzati, tra le altre cose per acquistare una casetta in lamiera. Tuttavia, quei soldi non saranno destinati al rifugio. Il progetto fa, infatti, riferimento ad un’iniziativa chiamata “Gatti Galeotti”, per il loro inserimento all’interno della casa circondariale di Ivrea. In sostanza, una sorta di pet therapy per i detenuti. Giusto per dare un’idea, quel che si è speso è a quanto annualmente più o meno si spende per la sterilizzazione di tutti i gatti randagi del Comune di Ivrea (circa 9.500 euro).
E ci si chiede: saranno soldi ben spesi? Perchè non si è partecipato al bando con un progetto di EporediAnimali?
Vale la pena ricordare che i gatti randagi sono considerati “patrimonio indisponibile dello Stato”, e la loro tutela è una responsabilità diretta dei Comuni. È compito del sindaco, in quanto garante della salute pubblica, prendersi cura non solo dei cittadini, ma anche degli animali che vivono sul territorio. Spetta ai Comuni identificare, registrare e sterilizzare le colonie feline a loro spese. Ma questa prassi, purtroppo, non è sempre rispettata, e in molti comuni dell’eporediese la situazione è critica.
In definitiva, il livello di civiltà di una comunità si misura anche da come vengono trattati gli animali. Un paese che rispetta e tutela l’ambiente e gli animali che vi abitano è un paese che ha davvero a cuore il benessere dei propri cittadini e cittadine. E forse, questo rifugio per gatti meriterebbe la stessa attenzione riservata ad altri progetti, invece di finire in fondo alla lista delle priorità.
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