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A Monte Navale il sogno di Olivetti riprende vita grazie ad un progetto del Fai. Tutti i dettagli!

Un progetto da 9 milioni di euro. Obiettivo: riaprire al pubblico un angolo di Ivrea. Tra sport, relax e memoria storica

A Monte Navale il sogno di Olivetti riprende vita grazie ad un progetto del Fai. Tutti i dettagli!

Un progetto del FAI per restituire alla città un pezzo di città che era già della città, fortemente voluto da Adriano Olivetti per i suoi dipendenti. Elaborato nel 2023, nell’anno cioè in cui il Fondo è divenuto proprietario del Convento di San Bernardino con la sua chiesa, acquisendolo dagli eredi Olivetti, fa riferimento a un’area di 4 ettari (di proprietà di Tim Spa che li ha ceduti) in zona Monte Navale, in cui trovavano spazio campi da tennis, da bocce, tribune e parcheggi che ancora stanno lì immersi nel degrado.

Oggi, sui tavoli dell’Amministrazione Comunale, in risposta all’avviso per una manifestazione di interesse pubblicato dal Comune nelle scorse settimane, quella del FAI è ancora l’unica proposta esistente, ed è escluso che ne arriveranno altre entro il 31 agosto.

Cosa vuole fare il FAI? Un po' quello che ha fatto con il castello di Masino: riaprire questo luogo al pubblico, più o meno come Adriano Olivetti lo immaginò quando ne fece la sede dello storico GSRO (Gruppo Sportivo Ricreativo Olivetti), le cui radici risalgono al 1912 e che è stato attivo fino al 2014.

Qui, infatti, l’azienda Olivetti realizzò spazi e servizi appositamente dedicati ai propri dipendenti, affinché alle attività di ristoro e culturali offerte nella mensa si potessero affiancare sport, divertimento e distensione all’aria aperta, in un angolo di natura rimasto intatto.

In sintesi: ripristino dei percorsi storici e adeguamento degli spazi verdi e sportivi. Si tratta di un’ipotesi di partenariato pubblico-privato che ambisce ad accedere ai fondi europei messi a disposizione dal Programma regionale FESR 2021/2027 - Strategie urbane d’area a favore dell’aggregazione di 11 Comuni tra Ivrea, Candia, Romano, Barone, Strambino, Banchette, Samone, Fiorano, Orio, Salerano e Pavone.

Un progetto da un milione e 100 mila euro coperti per l’85% dalla Regione. Il FAI concederà la fruibilità pubblica per 25 anni, ma risponderà della manutenzione ordinaria e straordinaria e della gestione dell’area.

Da un punto di vista tecnico, entro il 30 settembre la Regione darà un parere sul Piano di fattibilità tecnico-economica, cosa che dovrebbe portare alla progettazione esecutiva e ai lavori a fine 2026. L’apertura, invece, dovrebbe avvenire nel 2028.

La rinascita della collina di Monte Navale rientra in un progetto ben più ampio da nove milioni di euro, che riguarda chiesa, convento e, appunto, l’area esterna, sempre sotto la regia del FAI. A renderlo possibile sono stati i 6 milioni stanziati nel 2021 dall’allora ministro alla Cultura, Franceschini, espressamente indirizzati alla chiesa e al convento, per farne sede della biblioteca storica di Camillo e Adriano Olivetti.

Il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano è una fondazione senza scopo di lucro, fondata nel 1975, che opera per la salvaguardia del patrimonio di storia, arte e natura italiano. Ad oggi, i Beni istituzionali della Fondazione sono 72, di cui 56 regolarmente aperti al pubblico e 16 in restauro, per un totale di 72.000 mq di edifici storici conservati e valorizzati e 8,5 mq di paesaggio protetto.

Il Convento di San Bernardino è attualmente chiuso al pubblico, mentre la Chiesa è sede di saltuari incontri istituzionali o iniziative culturali, ed è visitata da circa 4.000 persone all’anno grazie a un accordo tra il FAI e l’Associazione Spille d’Oro.

Il FAI aggiungerà a quella storica una funzione contemporanea: il Convento di San Bernardino - Casa Olivetti sarà, infatti, teatro di un progetto di valorizzazione culturale inedito, ovvero di un video racconto esperienziale, che si svolgerà in forme multimediali innovative, dedicato ad Adriano Olivetti, e alla sua impresa umana, culturale e imprenditoriale, che ha segnato la storia d’Italia e del mondo, e che ancora non ha trovato un adeguato spazio nell’offerta culturale permanente di Ivrea e del sito UNESCO.

Tornando a Monte Navale, le aree verdi consistono in uno spazio di natura praticamente intatto, adiacente alle fabbriche olivettiane e facilmente accessibile da via Jervis. Dalla zona dei campi da tennis, un percorso pavimentato porta ai primi 4 campi da bocce; poi una gradinata introduce al sentiero che sale su Monte Navale, costeggiando prima un pianoro con altri due campi da bocce, aprendosi in piccole piazzette di sosta, per condurre infine a una seconda radura con gli ultimi due campi sportivi e l’imbocco della vera e propria salita nel bosco.

Prima della donazione al FAI, l’area versava in un grave stato di abbandono per mancanza di manutenzione da oltre venti anni. Per permettere l’accesso nel bosco ai professionisti incaricati del progetto e per attivare le necessarie campagne di rilievo fotografico, topografico e botanico, il FAI, nell’inverno 2023-2024, ha eseguito, in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Ivrea, le prime opere di pulizia del sottobosco e del piano basso, finalizzate a ristabilire la percorribilità dei percorsi, con eliminazione dei fattori di rischio.

I campi da bocce

Nell’area di progetto sono presenti otto campi da bocce corredati di sedute e panchine. Tutti i campi erano dotati di impianto di illuminazione e perimetrati da reti. Si prevede il mantenimento e la rimessa in funzione di quattro degli otto campi da bocce. Al posto degli altri verrà realizzata una piazza/teatro nel bosco, una sorta di teatro degli alberi, un luogo capace di ospitare eventi culturali e didattici di diverse tipologie. Mantenendo il più possibile le alberature esistenti, sarà creato un sistema di sedute a più livelli – sfruttando il versante della collina – che incorniciano uno spazio con pavimentazione disegnata e realizzata in pietra locale (lastre e cubetti inerbiti), versatile e multifunzionale. In una vicina area presidiata verranno inoltre inseriti una stazione di ricarica e-bike.

L’area boscata

Il patrimonio arboreo è costituito principalmente da un migliaio di alberi autoctoni e naturalizzati: sia sempreverdi (conifere) come il pino silvestre, lo strobo, la tuia e il ginepro, sia a foglia caduca (latifoglie) come il carpino bianco, il castagno, il ciliegio, l’orniello, il nespolo germanico, il platano, la roverella. Tra la vegetazione, due particolarità floristiche di Monte Navale sono il “fico d’India nano” e i molinieti.

Il sentiero

Un sentiero ad anello percorre il bosco di Monte Navale. Lungo il cammino restano le tappe di un percorso sportivo attrezzato: un “Percorso Vita” risalente agli anni Ottanta del secolo scorso, tra i primi realizzati in Italia, ideato da Roberto D’Angelo, prima sportivo olimpionico nella disciplina della canoa e poi tecnico federale in Italia e all’estero. Il percorso è lungo circa 900 metri, presenta un dislivello di 50 metri e si articola in 18 stazioni. È dotato della cartellonistica originale, in gran parte conservata: a una prima mappa di orientamento generale seguono poi le frecce direzionali e i cartelli esplicativi degli esercizi, alcuni da fare a corpo libero, altri con l’ausilio di attrezzi in legno.

Gli interventi di pulizia e diradamento del verde saranno volti anche ad aprire coni visuali sul paesaggio circostante: dagli edifici voluti da Adriano Olivetti, le fabbriche di Figini e Pollini e l’edificio della Mensa, progettata da Ignazio Gardella, fino al centro storico di Ivrea, da cui spiccano le torri del Castello, la Serra Morenica e il Castello di Masino a Caravino, proprietà del FAI.

Il muro di cinta del Convento

Tutta la proprietà è delimitata da una cinta muraria realizzata in due momenti (1457 e poi 1490), che si estende lungo tre fronti della collina (est, sud e ovest), poiché il quarto era già naturalmente roccioso. Durante i primi interventi di pulizia dalle piante infestanti è stato possibile ispezionarne una buona parte, ma tutto quel che si conserva sarà debitamente messo in sicurezza, per offrire al pubblico un’evidenza storica inedita, affascinante e significativa, che consente di cogliere le dimensioni originarie del convento e comprenderne l’importanza.

Gli accessi

Sono allo studio tre modalità di accesso: pedonale, carrabile e ciclabile. L’accesso pedonale avverrà da via Jervis, utilizzando la cosiddetta “portineria del pino” e attraversando gli spazi pubblici delle Officine ICO, in cui avrà sede il Visitor Centre UNESCO, punto di accesso privilegiato per conoscere il sito nella sua interezza. Dal piano primo delle ICO, una passerella, ancora in fase preliminare di studio, consentirà l’accesso all’area esterna di San Bernardino.

L’ingresso carrabile sarà invece l’accesso posteriore collocato in prossimità della rotonda di Via XXV Aprile. L’accesso sarà sempre presidiato da telecamere di sorveglianza.

Un terzo ingresso, che il FAI ritiene strategico per una più ampia e completa accessibilità delle aree verdi di San Bernardino, prevede il passaggio dai cancelli di via Monte Navale, ora di proprietà e utilizzo esclusivo di TIM. Tale accesso consentirebbe ai visitatori giunti all’area UNESCO in bicicletta di arrivare direttamente da via Jervis – attraverso il sottopassaggio al di sotto del secondo ampliamento delle ICO.

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