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Ivrea

Sovrappasso Movicentro: nuovo direttore d'orchestra, stessa musica

Tra collaudi mancati e varianti mai realizzate, la struttura metallica resta un monumento all'immobilismo

Francesco Comotto e il sovrappasso

Francesco Comotto e il sovrappasso

Durante i cinque anni del governo di Stefano Sertoli, una questione è rimasta come un chiodo fisso nella mente dell'allora consigliere comunale di opposizione Francesco Comotto: il famigerato collaudo statico della passerella metallica che collega corso Nigra al Movicentro.

Sì, proprio la passerella su cui oggi un giorno sì e l'altro pure qualcuno si azzuffa. Proprio quella che le vecchie chiamano "everest" obbliate come sono a salirci su perchè di ascensori funzionanti non ce n'è uno che sia uno.

Costruita nel 2003, nonostante il passare del tempo, è ancora lì, ferma e immobile come le promesse elettorali mai mantenute.

Comotto, con la sua consueta solerzia, nel 2022 aveva proposto una soluzione "geniale": una variante del progetto originale, una sorta di sanatoria per mettere una pezza a un errore grande quanto la passerella stessa.

Ma il vero colpo di scena, quello che indusse a gridare allo scandalo lui e il suo compagno di battaglie, il pentastellato Massimo Fresc, fu scoprire che la struttura, in tutti quegli anni, non era mai stata sottoposta a quei controlli strutturali programmati che avrebbero dovuto garantire la sicurezza e la stabilità. Una trascuratezza che, se non fosse tragica, sarebbe quasi comica.

Immaginate la scena: una struttura pubblica, realizzata con i soldi dei contribuenti, lasciata a sé stessa senza mai essere stata sottoposta a quelle famose prove di carico. E non è finita qui. Il consulente del Comune, l’ingegnere Giuseppe Manzone, in una relazione aveva perfino sottolineato che le difformità tra il progetto depositato, la variante approvata e l’effettiva realizzazione avevano reso praticamente inutile il collaudo strutturale eseguito nel lontano 2003. Insomma, come se qualcuno avesse cercato di riparare una falla su una nave già affondata. E mentre Comotto e Fresc gridavano allo scandalo, il resto dell'amministrazione si rodeva dentro a più non posso.

E poi c'è la perla del 2012. Dopo una serie di colloqui tra il Comune e i tecnici di RFI, si decide di sostituire le prove di carico dirette con altre indirette, attraverso piastre di ancoraggio e martinetti idraulici, il tutto in attesa di autorizzazioni che, guarda caso, non arrivarono mai.

E qui entriamo nel vivo del "dramma": più di vent'anni dopo la costruzione della passerella, il Comune, che dovrebbe essere l'ente preposto a scoprire e punire gli abusi, non è ancora riuscito a sanare un progetto nato sotto la sua stessa gestione.

E cosa fa Comotto, ora che non è più un semplice consigliere ma assessore? Nulla. Il tempo passa, le promesse svaniscono, ma la passerella resta lì, immobile, a ricordare a tutti noi quanto sia difficile cambiare la musica anche cambiando il direttore d'orchestra.

Sarà un bene ricordare a Comotto chi era Comotto nel 2022?

“La situazione in città - scriveva Comotto sulle pagine del nostro giornale nel 2022 - è talmente fluida che diventa difficile stare dietro alle molteplici criticità che quotidianamente si aggiungono ai tanti problemi già esistenti. Sono passati quattro anni dall’inizio del mandato amministrativo e sentire ancora oggi alcuni componenti di maggioranza, privi di argomentazioni serie, giustificare ogni problema attribuendone la colpa “a chi c’era prima” ci pare un esercizio sterile e quanto mai inopportuno giunti ad un solo anno dalle prossime elezioni. Nella passata campagna elettorale siamo stati i primi sostenitori della necessità di un cambiamento nel modo di amministrare la città esplicitando senza remore che chiunque avesse preso in mano le redini della città avrebbe dovuto accollarsi un’eredità piuttosto pesante. Dicevamo questo perché prima di fare le solite mirabolanti promesse elettorali tutti i gruppi politici avrebbero dovuto partire dallo status quo per valutare, in maniera responsabile, le reali possibilità di manovra e di investimento, ma il nostro messaggio è evidentemente caduto nel vuoto. Alla nuova eterogenea Amministrazione abbiamo inizialmente lasciato un bel po’ di tempo per capire il funzionamento della macchina comunale anche se fin da subito abbiamo notato la più totale assenza di una visione futura di città per ottenere la quale si sarebbero dovute attivare politiche pubbliche lungimiranti, adeguate al contesto, chiare e trasparenti. Invece finora si è navigato a vista rincorrendo le emergenze cercando di tamponare le innumerevoli falle che l’assenza di programmazione e organizzazione ha inesorabilmente aperto trasformando, ad esempio, la manutenzione ordinaria in straordinaria così da dover impegnare risorse sempre più cospicue drenando risorse dagli investimenti (…).”

E poi ancora… “E così al lungo elenco di cose fatte, o per meglio dire in procinto di farsi, si contrappongono le innumerevoli istanze aperte da tempo, alcune delle quali si trascinano addirittura dalle amministrazioni precedenti. Alcune di queste poi si portano appresso delle responsabilità non indifferenti alle quali nessuno pare interessarsi. Tanto per fare un esempio ricordiamo per l’ennesima volta la questione da noi sollevata anni fa della mancanza del Certificato Prevenzione Incendi (C.P.I.) della Biblioteca Civica che è un documento obbligatorio importante per la sicurezza, a maggior ragione in un luogo pieno di carta e frequentato da un cospicuo numero di persone. Per anni non si è fatto nulla, poi con l’insediamento della nuova Giunta si è cominciato a dire che erano stati stanziati i soldi ed affidati gli incarichi fatto sta che siamo a fine mandato, ma del CPI non c’è ancora traccia. Stesso discorso, che si trascina anche questo da anni, ma è venuto alla luce solo recentemente, è quello della mancanza del collaudo del sovrappasso che dal Movicentro porta alla Stazione. Struttura peraltro frequentata quotidianamente da centinaia e centinaia di persone e con decine di treni che transitano giusto sotto. Abbiamo più volte segnalato la questione anche in Commissione, ma per ora, a parte parole e promesse, nulla è successo. Siamo sempre in attesa, a detta della Giunta, di una relazione dell’incaricato collaudatore che possa dissipare le nebbie dicendoci formalmente se quella struttura è sicura, realizzata e collaudata secondo la normativa o meno…”.

Tra le altre cose - e lo diciamo sempre a Comotto - c'è sul piatto ancora una piccola questione da risolvere ed è il percorso tattile presente solo dal lato di corso Nigra...

Se n'è accorto e lo ha segnalato in qualche occasione il consigliere comunale Massimiliano De Stefano.

Come dire che l'opera, oltre a non essere stata collaudata, è anche incompiuta...

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