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Voci dal carcere

A Ivrea Cavalli in carcere e “Bambini senza sbarre...”

Gioia e normalità ai figli dei detenuti, mentre i corsi scolastici offrono nuove opportunità di riscatto

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In carcere

Martedì scorso, il 16 luglio, sotto un sole appena mitigato dagli ombreggianti artificiali del campo sportivo della casa circondariale, è stata ripresa l’iniziativa della associazione Bambinisenzasbarre onlus, “La partita con papà”

In modo un po’ atipico, ma fortemente legato alla tradizione ippica della città, il pallone è stato sostituito dall’ingresso di alcuni pony e dalla possibilità di cavalcarli offerta ai figli dei detenuti, all’interno del carcere.

L’iniziativa di  offrire una occasione di incontro fra figli e padri, in forma meno ingessata dei normali colloqui o delle videochiamate, è stata presa dalla Direttrice del carcere, Alessia Aguglia e dal Comune di Ivrea, che, nella persona dell’assessora Gabriella Colosso, ha chiesto la disponibilità di portare i cavalli anche in carcere. 

Carcere ivrea

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Subito la fattoria didattica “l’Arca di Noah” ha offerto la propria disponibilità e ha permesso l’evento.

Accompagnati da Aldo Bessero che ha raccontato la sua passione e spiegato ai bambini come si offre una carota ai cavalli senza farsi mordere, una decina di bambini ha provato a salire su due splendidi pony e a passeggiare per il cortile sotto gli occhi dei genitrori. 

L’occasione ha sopratutto permesso un incontro collettivo delle famiglie dei detenuti con i figli più piccoli in un evento di gioco e di quasi normalità.

Due giorni più tardi in carcere c’è stata anche un piccola festa in occasione della chiusura di fine anno scolastico e di consegna degli attestati.

Sia “Casa di carità” sia il CIPIA hanno infatti nel contesto di una piccola festa offerto i diplomi e gli attestati conseguiti al termine dei corsi che si sono tenuti all’interno dell’Istituto. Si tratta  sia di corsi professionali sia  di corsi di alfabetizzazione o di scuola media inferiore.

In tutto una trentina di persone ha terminato l’impegno di quest’anno e ha ritirato il pezzo di carta, testimone delle loro fatiche.

La partecipazione ai corsi è una delle poche possibilità offerte e accolte dalla persone private della libertà di lavorare su sè stessi e asolvere il compito della rieducazione che la Costituzione affida alla pena.

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