AGGIORNAMENTI
Cerca
Ivrea
16 Maggio 2024 - 08:15
È il primo maggio, festa del lavoro. Ad Ivrea si sente, prima un rumore e poi gente che urla e scappa da tutte le parti. Aiuto! Aiuto! Disastro! Disastro!
No! Non è il concertone.
È la pensilina di fronte alla stazione, quasi abbattuta da un bus sostitutivo del gruppo Vita. Sì, avete capito bene, un bus che aveva deciso di darci dentro come in Fast & Furious.
Subito dopo l'incidente, la polizia municipale mette in sicurezza la zona.
Seguono, il giorno successivo, i sopralluoghi che fanno ben sperare in un intervento rapido, ma poi arriva il maltempo e buonanotte.
Intanto il tempo passa e, passa oggi, passa domani, sono già passate due settimane. C'è l'Amministrazione comunale che continua a parlare di lavori che non sono affatto in corso ma la pensilina è ancora lì, inclinata come la torre di Pisa e con un non so che di turistico se è vero - e lo è - che in tanti han cominciato a farsi un selfie lì davanti postando poi foto sui social come non ci fosse un domani con frasi del tipo: "Benvenuti a Ivrea la città storta", o "Ivrea come Pisa", o "Il Mondo a 45° è tutta un'altra cosa".
Bella roba. Una bella botta al turismo ci voleva proprio, altro che Unesco.
"La ditta incaricata, Sicurezza e Ambiente, non è ancora riuscita a predisporre l'intervento, nonostante due solleciti", spiegano in Municipio che più o meno significa "Aspetta e spera...".
E poi c'è il comandante della Polizia Municipale, Paolo Molinario, l'intrepido. Sua una dichiarazione che è tutta da incorniciare: "Le pattuglie passano continuamente per dissuadere le persone dal rimanere lì vicino....".
Ma dai? Seriamente? Quindi la pensilina è pericolante, ma invece di spostare la fermata, si spera che la gente si dissolva come per magia.
Ci spieghi l'amministrazione comunale, in coro con il Comandante dei vigili, dove quei pendolari dovrebbero aspettare l'autobus? In mezzo alla strada o nell'universo parallelo in cui vive l'Amministrazione comunale.
Beh sì, potrebbero anche volare.
"È chiaro che continuare a utilizzare una pensilina pericolante è una follia - commenta a questo proposito il consigliere comunale Massimiliano e Stefano - Lo dico da mesi e lo dico a maggior ragione oggi dopo ben due incidenti gravi e prima del terzo. La fermata di corso Nigra dovrebbe essere immediatamente spostata all'interno del Movicentro, dove i bus del gruppo Vita potrebbero fare avanti e indietro senza rischiare di trasformare i cittadini in pancake...."
Una soluzione troppo semplice per l'Amministrazione comunale. Meglio scaricare la responsabilità sulla ditta incaricata, accusandola di essere meno celere negli interventi da quando ha acquisito appalti a livello nazionale. Che classe!

"La stazione - continua De Stefano - sin dai tempi della giunta Grijuela, era stata individuata al Movicentro. Quella di corso Nigra, di fatto, non è più una stazione, non ne ha più i connotati, non ha nemmeno un ufficio informazioni. E infatti nelle ore di punta, l'area si congestiona sempre. Non è troppo tardi per accorgersi di aver sbagliato".
Ma perché agire con decisione quando si può aspettare che il problema si risolva da solo?
Quanto tempo dovremo aspettare prima che la cronaca nera ci riporti al "non c'è il due senza il tre"?
Quand'è che l'Amministrazione comunale si sveglierà e prender finalmente sul serio la sicurezza dei cittadini.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.