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Chivasso
22 Aprile 2024 - 00:30
La proposta di Claudia Buo contro la desertificazione delle frazioni di Chivasso
"Le frazioni di Chivasso stanno morendo". E' l'SOS lanciato da Claudia Buo del gruppo LiberaMente Democratici all'amministrazione comunale del sindaco Claudio Castello.
Buo ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione che punta il dito sul preoccupante declino del tessuto sociale ed economico delle frazioni di Chivasso, che si stanno progressivamente trasformando in dormitori.
La sua interrogazione mira a scuotere l'amministrazione del sindaco Castello affinché prenda misure concrete per rivitalizzare le dieci frazioni chivassesi: nell'ordine, Betlemme, Borghetto, Boschetto, Castelrosso, Mandria, Montegiove, Mosche, Pogliani, Pratoregio e Torassi.
"Le frazioni di Chivasso sono diventate, col passare degli anni, dei semplici dormitori, dove i più, dopo aver trascorso la notte nelle proprie abitazioni, partono di buon mattino e si recano al lavoro per poi ritornare in serata e rintanarsi in casa: così per 5 giorni a settimana - inforca il gruppo LiberaMente Democratici nell'interrogazione -. Non c’è vita sociale neppure nei giorni di sabato e di domenica, non ci sono più momenti ed occasioni di incontro, anche perché sono spariti tutti i luoghi che prima creavano opportunità di socializzazione: bar, attività commerciali, oratori per piccoli, centri di incontri per anziani, ecc. . Non ci si conosce neppure più, salvo in pochissimi casi e spesso ci si chiede: “ma quel signore e/o quella signora chi è, dove abita?” e poi si scopre che abita a poche decine di metri da casa tua...".
Unica eccezione significativa: Castelrosso, che conta più di 3.000 abitanti e ha l’ufficio postale, tre bar, negozio di giornali e ricevitoria, panetteria, scuola materna (privata), scuole elementari e scuola media, scuola professionale e tante associazioni di volontariato.

Claudia Buo consigliera comunale di LiberaMente Democratici
"Discorso a parte si può fare per la frazione Mandria, dove resiste non senza difficoltà logistiche - prosegue l'interrogazione - il bar/ristorante con piccolo negozietto, di proprietà della Regione Piemonte. A Mandria è molto attiva la “proloco” e la “location” si presta molto ad organizzare eventi di rilievo, oltre ai tre grandi eventi già programmati di anno in anno (festa patronale di Sant'Egidio, Stramandriamo con migliaia di partecipanti di tutte le età, e la festa della birra anch’essa molto partecipata)".
Questo scenario mostra una drammatica riduzione della vita comunitaria e delle attività economiche locali, che un tempo animavano queste aree.
"In tutte le altre frazioni - prosegue l'interrogazione - non ci sono più attività economiche di prossimità (salvo casi sporadici) e quindi le persone anziane e/o con problemi di mobilità, sono impossibilitate a provvedere anche alle primarie necessità vitali, perché sole. Il gruppo LiberaMente democratici, già nel proprio programma elettorale, proponeva di “mettere in atto politiche di abbattimento delle tasse nei quartieri periferici e nelle frazioni per favorire nuovi insediamenti commerciali, o il loro rilancio, in modo da ampliare i servizi ai cittadini”
L'interrogazione fa anche riferimento a iniziative simili adottate in altri comuni italiani, dove l'intervento delle amministrazioni locali ha aiutato a revitalizzare aree simili. Cita l'esempio di politiche proattive come quelle descritte nell'articolo "Se apri bottega il Comune paga l'affitto", che riporta le esperienze di Comuni come Livorno, Figline e Incisa nel Valdarno, Barberino nel Mugello, Seriate nella Bergamasca, Magione in Umbria e altri ancora, dove il sostegno alle attività commerciali ha generato nuova vita nelle frazioni.
Claudia Buo, tramite l'interrogazione, ha chiesto al sindaco Castello e alla sua amministrazione quali iniziative intendano attivare per "risolvere queste difficili situazioni e per creare le condizioni di incontro sociale in queste frazioni". Inoltre, ha sollecitato "l'amministrazione a considerare l'accollo del costo dell'affitto e l'azzeramento delle tasse e imposte locali come misure per incentivare la ripresa economica e sociale".
Servirà ad aprire un dibattito politico? Chissà. Intanto il dibattito s'è già aperto la scorsa settimana ai Torassi, dove Claudia Buo e alcuni rappresentanti di LiberaMente Democratici hanno incontrato un gruppo di cittadini.
"I cittadini della frazione hanno molto apprezzato la nostra scelta di tornare e confrontarci con loro - spiega Buo -. I temi posti sul tavolo sono, purtroppo, rimasti gli stessi che erano emersi in campagna elettorale e per i quali Castello e company, nonostante le mille promesse fatte nel 2022, non hanno fatto nulla. La cosa che continua a preoccupare maggiormente i residenti è la sicurezza nelle strade della frazione, visto che da quando è stato aperto il cavalcaferrovia della Prealpina (2017) ai Torassi sfrecciano a qualsiasi ora del giorno e della notte le auto. Addirittura dopo una prima sollecitazione si erano messi dei cartelli di limite velocità ai 30 all'ora che sono caduti e mai sostituiti nonostante numerose sollecitazioni e richieste. Lo stesso vale per gli specchi nella zona "commerciale"...".
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L'incontro che si è tenuto l'altra sera ai Torassi
"In generale - conclude la consigliera comunale di Chivasso - i cittadini dei Torassi lamentano un'assenza totale dell'amministrazione con il sindaco che in campagna elettorale era venuto con grandi promesse e tavole di progetti mai neppure iniziati e non in programma nel prossimo futuro. Nel frattempo sindaco e assessori non si sono più fatti vedere. Eppure i problemi che sono stati portati alla nostra attenzione sono tanti: ci si lamenta di una totale assenza di manutenzione ordinaria, di strade e di verde. Il campo sportivo abbandonato al degrado da anni senza nessun credibile progetto di recupero. Le polizia locale totalmente assente anche negli orari di entrata/uscita dall'asilo dove il caos regna sovrano".
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