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Ivrea
19 Aprile 2024 - 01:09
Chiesa di San Maurizio
Era già tutto ampiamente previsto. Col cavolo che si resta tutti sereni, che non ci si deve preoccupare, che le sorelle Rodda (tanto per citarne due fortemente interessate) possono dormire sonni sereni.
I lavori di ampliamento del tunnel ferroviario, nell’ambito del cantiere per l’elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, non promettono nulla di buono e ci sono già (forse) i primi danni alla chiesa di San Maurizio, prodotti dall'azienda specializzata in carotaggi a cui si è rivolta la Luigi Notari Spa, una delle tre imprese appaltatrici dei lavori.
Quando i sacerdoti, l’altra mattina, si sono accorti che tutto stava vibrando, hanno cominciato a urlare come dei forsennati, tanto da farsi sentire da mezza città. “Fermatevi, per il buon Dio, fermatevi...”. E si sono fermati!
La Diocesi di Ivrea ha già affidato tutto nelle mani di un avvocato per un’azione legale e per chiedere un eventuale risarcimento.
“Abbiamo chiesto delucidazioni - ci dicono in Diocesi senza aggiungere altro - Faremo fare una perizia per verificare cos’è successo...”.
Comunque i sacerdoti dicono di non aver visto crepe ma di essere seriamente preoccupati.
Capita tutto questo proprio oggi, dopo una serie di lavori finanziati dalla Fondazione CRT alla facciata, agli altari laterali e alla terza campata, con le rispettive pale dedicate a San Maurizio e alla Madonna del Rosario, a cui avrebbero dovuto seguire quelli di consolidamento, sospesi dalla Soprintendenza e dal Comune.
Per la cronaca quella di San Maurizio è una delle chiese parrocchiali che, nella prima metà del Seicento, furono ricostruite su altrettanti siti di insediamenti preesistenti.
La sua origine risale al 1300 e un'importante testimonianza racconta la visita pastorale che vi compì il vescovo Palaino Avogadro nel 1346, il quale trovò il luogo di culto in buono stato, anche se necessitante di alcune riparazioni. Nel sedicesimo secolo furono chiamati alla guida della parrocchia i Domenicani che, un secolo prima, avevano edificato il proprio convento proprio accanto alla chiesa.
Furono loro, dunque, nel 1604, a riedificare dalle fondamenta il luogo di culto, all'interno del quale risultavano otto altari. Nel 1773 la volta della chiesa crollò e l’intero edificio fu sottoposto a una revisione completa che costrinse gli architetti a interventi radicali sulla forma interna dell’edificio.
La dominazione napoleonica allontanò, successivamente, i frati dal convento e dalla chiesa. La chiesa tornò sotto la guida del clero secolare fino al 1930, quando il vescovo Matteo Filipello, che guidò la diocesi eporediese dal 1898 al 1939, anno della sua morte, la assegnò ai frati francescani che la tennero, insieme all’annesso convento fino al 1986, anno in cui lasciarono l’incarico. San Maurizio fu allora soppressa come parrocchia e unita a quella della Cattedrale.
La facciata odierna presenta, in altrettante nicchie, le due statue di San Francesco e San Domenico. Attualmente monocromatica, era, un tempo, completamente affrescata (l’ultima operazione di restauro fu compiuta negli anni Settanta dal pittore Tullio Alemanni, autore, tra l’altro, delle due tavole raffiguranti gli angeli del fonte battesimale, andate distrutte nell’incendio del 2020, appiccato da una persona con problemi psichici).
Cos'è un carotaggio?
Il carotaggio è una tecnica di campionamento che consiste nel prelievo di campioni di suolo, ghiaccio, roccia o legno cilindrici a scopo di analisi, chiamati carote.
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