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Ivrea

Chiantore s'è dimenticato di San Bernardo...

Un anno dopo l'incontro con l'amministrazione, cosa è stato fatto? Bocciodromo fantasma, rotonda per il traffico e spazi pubblici

Giuseppe Vittonatti

Giuseppe Vittonatti

Si chiama Giuseppe Vittonatti ma non è lo stesso Vittonatti che quest’estate aveva tenuto banco alla riunione organizzata dall’Amministrazione comunale in giro tra i quartieri e le frazioni cittadine. 

Ex consigliere comunale ai tempi del sindaco Fiorenzo Grijuela, seduto tra le file dell’opposizione insieme a Giuseppe Goglio, si definisce di centrodestra e, per la cronaca, il suo omonimo è di centrosinistra.

“Ci chiamiamo uguali, ma lui in realtà è di Borgata Scarione, cioè Pavone - sottolinea - ci confondono tutti. Ve ne voglio raccontare una di quel giorno in cui lui si candidò con il centrosinistra e in tanti cominciarono a chiamarmi per darmi del venduto. Telefonai alla Sentinella e chiesi di aggiungere il doppio nome Giuseppe Renzo per non confonderci. Mi risero dietro. Morta lì. Ai seggi ottenne un mucchio di preferenze e finì in prima pagina, ma con la mia foto... Non ti dico che pandemonio successe...”. 

Tant’è, alla fin fine, per parlare della frazione un Vittonatti vale l’altro. 

“Che cosa è stato fatto dall’Amministrazione dall’estate scorsa ad oggi? A parte la sistemazione dei solchi scavati per la fibra, mi risulta nulla. Però adesso abbiamo i 30 km/h a San Grato. Oggi ci ho provato ad andare a quella velocità e ho avuto serie difficoltà. Tutti hanno cominciato a suonarmi...”. 

Insomma, un po’ pochino.

 E il bocciodromo? E la sua trasformazione in pluruso? 

“Ah, quante battaglie ho fatto - inforca Vittonatti - Il pluruso è un mio progetto. Alla fine s’era pure convinto l’ex sindaco Carlo Della Pepa. Con la Diocesi era stato sottoscritto un accordo. Poi è arrivato il centrodestra ed è saltato tutto perché mancavano i soldi (850 mila euro, ndr). Morale? Adesso ci ritroviamo con un edificio che ha il tetto nuovo, rifatto da Giovanni Bertino come compensazione al disagio della cava di via delle Fornaci, ma dentro crescono rigogliose tante erbacce e pure degli alberi...”. 

E dire che in consiglio comunale, il bocciodromo, per anni, è stato una vera e propria “star”, tirato fuori ogni due per tre dall’ex capogruppo del Pd Maurizio Perinetti per ricordare a Stefano Sertoli quanto fosse “inerte”!

E allora? Adesso che si fa? 

“O lo si butta giù o si decide che cosa farne...” aveva riassunto il pensiero di tutti l’assessora con delega alle frazioni Gabriella Colosso. 

Ecco appunto! S’è presa questa decisione sì o no? Altro progetto a firma Vittonatti? 

Quello di una rotonda per spostare il traffico dal ponte di via Torino che ha dei problemi strutturali. 

“Il ponte si sta degradando - sottolinea Vittonatti - si eviterebbe il giro a Canton Getto e a Canton Arbore...”. 

Parole dure, stanche. Ma c’è anche un po’ di ironia nel pronunciarle. Modi di fare e di dire di una comunità che si sente un po’ fuori dai radar e che alle ultime elezioni ha votato a maggiorana il  centrodestra. 

Un paese, una costola della città che guarda anche a Pavone e a Scarmagno. 

Laggiù, al cospetto di persone che vivono in una comunità decisamente vivace, nascosta nella bella stagione tra distese di foraggio, grano e granoturco, nel luglio scorso il sindaco Matteo Chiantore e gli assessori Gabriella Colosso e Francesco Comotto avevano giurato e spergiurato di voler ricucire un rapporto con il centrosinistra che negli anni s’era rotto. 

Una riunione en plein air, in via Borsellino, tra la scuola e l’ex spogliatoio trasformato in sede per gli Alpini e per l’associazione di Mutuo Soccorso, proprio dietro all’ex bocciodromo che sta crollando a pezzi e a un campo da basket tenuto che è un gioiello.

“Cosa manca qui? - aveva inforcato Aurelio Cornelio - Manca una banca... Manca una panetteria. Facciamo i turni per andare a comprare il pane. Il primo negozio dista 4 chilometri...”. 

Fosse l’unico dei problemi.

“Siamo una frazione dimenticata...” aveva insistito più e più volte Carmen Lantero. 

Tra i tanti “bubboni” segnalati, quello che più di tutti dovrà prima o poi essere risolto fa riferimento al traffico in via Torino, ai parcheggi selvaggi sempre sulla stessa via e alla velocità. 

E si potrebbe risolvere con i dossi, con le telecamere, ma stando ai più non basterebbero. 

La proposta dell’altro Giuseppe Vittonatti, “volontario del verde”, era stata di una rotonda quasi di fronte alla piccola chiesetta ortodossa (più volte all’anno presa d’assalto dai fedeli) e alla scuola.

Il sindaco Chiantore aveva preso appunti, tutto sommato condividendo l’idea. Aveva anche promesso, nell’arco di qualche mese, interfacciandosi con l’Ufficio tecnico, un riscontro. 

Ma non finisce qui. 

Quel che manca a San Bernardo sono infatti gli spazi pubblici. 

Per il padiglione delle feste si utilizza uno spiazzo che è di proprietà della Parrocchia ed è qui che anni addietro la Pro Loco ha costruito due casette e un bagno pubblico. 

Sarebbe tutto da rifare. Quello spiazzo, infatti, è anche l’ingresso della scuola. 

“Si dovrebbe fare un discorso con il parroco e poi sistemare l’area... - si era detto - C’era un accordo ma poi s’è arenato tutto...”. 

La Pro loco peraltro utilizza anche un seminterrato della Chiesa come magazzino con un comodato d’uso, considerato fondamentale. 

Qualcuno aveva chiesto più cestini dei rifiuti sparpagliati un po’ qua e un po’ là, altri dei marciapiedi all’onore del mondo, altri ancora vere e proprie piste ciclabili e nuove segnaletiche. 

“All’altezza della Daico i cartelli stradali posti sulla provinciale non si vedono...” c’era chi osservava. 

Per un attimo le discussioni erano strabordate intorno al nuovo ospedale che, se si realizzerà nell’area ex Montefibre, porterebbe con sé (forse...) il casello stradale a San Bernardo. Fosse così, occorrerebbe rivedere tutta la viabilità... 

Tra i lavori da fare subito, oltre a due panetti di cemento per impedire il passaggio delle auto fin dentro al campo da basket, il sindaco e l’assessore Comotto si erano fatti un nodo al fazzoletto per risolvere quanto prima il problema delle lampadine accese anche di giorno in canton Paciot, Caserio e Burzio, tanto per citarne tre. 

L'incontro di questa estate

Questo problema, a quanto pare, sarebbe stato risolto. 

Poi c’è la manutenzione del verde a cominciare da quei tre platani che fanno ombra ma sono carichi di foglie che intasano e creano problemi al tetto della scuola materna.

L’architetto Antonio Frassà aveva proposto di abbatterli, ma in tanti gli erano volati addosso. Infine la facciata della scuola (intitolata a Lucia Guelpa) con i disegni di Gallo Galliano. “L’ex assessore Cafarelli s’era fermato per mancanza di fondi” avevano commentato un po’ tutti e l’assessora Gabriella Colosso aveva promesso di intervenire già questa estate. 

Da qui era stato un attimo passare al PEC risalente a parecchi anni prima realizzato in via della Grangia e la cui urbanizzazione non s’è mai pienamente conclusa. “Solo 80 metri di asfalto - aveva stigmatizzato Diego Gasperini - Manca l’illuminazione. Chi ha urbanizzato dice che la strada è privata. Abbiamo risolto a fatica il problema della fibra...”. 

In coda, lamentele sulla SMAT e sui tanti operatori che bucano le strade e poi le lasciano malconce, non ultime sulle tante barriere architettoniche.

Questo e molto altro è stato nuovamente descritto (chiamiamolo nodo al fazzoletto) in un documento consegnato al sindaco e prodotto da un nuovo comitato di quartiere a cui hanno aderito Giuseppina Gianotti, Tiziana Mussano, Giulia Fornasier, Igor Caserio, Yuri Zambolin, Giorgio Giachino, Franco Favre, Massimo Canavese, Diego Gasperini, Giacomo Locatelli e... Giuseppe Renzo Vittonatti.

"Quella del gruppo di lavoro - ci dice oggi Giuseppe Renzo Vittonatti  - è la novità più importante. Lo abbiamo chiamato: Progetto San Bernardo e si rifà ai comitati di quartieri che esistevano negli anni '70. C'è stata un'assemblea lo scorso 12 aprile. Abbiamo approfondito tutte le problematiche già affrontate e cercato di capire se ce ne fossero altre. Abbiamo anche preparato e inviato all'Amministrazione un documento. In questi mesi con sindaco e assessori ci siamo interfacciati più volte e stiamo cominciando ad avere qualche risposta. Per i problemi legati alla viabilità l’Amministrazione ha nominato un mobility manager che studierà le situazioni più critiche. Sono cominciati i lavori di ripristino degli scavi per la fibra e la scorsa settimana c'è stato un sopralluogo per il posizionamento dei panetti e un cartello di divieto di accesso davanti al campo da basket...".

Nessuna decisione sui platani ("Sono piante sane, ci danno ossigeno e fanno ombra in estate") e un passo avanti con la Diocesi per allungare la convenzione sul bocciodromo nella speranza, più in là, di trovare i soldi per la sua sistemazione.

Tra le aggiunte, c'è un riferimento agli autobus. Ci sono troppe poche corse e quelle che ci sono, non sono sufficienti alle richieste delle 400 persone impiegate nell’area industriale.

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