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Chivasso

Il cavalcavia "dell'indecenza" non apre ancora: tutte le bugie dette in Consiglio comunale

Il sindaco smentisce il suo assessore: il collegamento tra via dei Soldati Polacchi e corso Galileo Ferraris per ora non apre, nonostante RFI abbia finito i lavori. La minoranza attacca l'amministrazione. Nessuno replica

Chivasso cavalcavia

Il cavalcavia di corso Galileo Ferraris, ancora chiuso, il sindaco Castello e l'assessore Debernardi

I chivassesi che attendono da anni l’apertura del cavalcavia che collega via dei Soldati Polacchi con Corso Galileo Ferraris, ad est della città, si mettano il cuore in pace.

Nonostante l’opera sia finita, dopo oltre dieci anni di cantiere, e la strada sia pronta ad essere consegnata da RFI al Comune, per ora e ancora per chissà quanto, rimarrà chiusa.

L’ha detto il sindaco Claudio Castello l’altra sera in Consiglio comunale. Di fatto smentendo il suo assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Debernardi - che ci chiediamo, a questo punto, perché stia lì - che il 30 ottobre scorso, sempre in Consiglio, rispondendo ad un’interrogazione della minoranza annunciò l’apertura della strada entro il mese di novembre che è passato da mo’.

Ma perché il Comune di Chivasso non apre la strada che decongestionerebbe il traffico di corso Galileo Ferraris?

L’ha spiegato il sindaco Castello l’altra sera.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

“Il lasso di tempo notevole intercorso tra la stipula delle convenzioni tra Comune ed Rfi per la soppressione dei passaggi a livello e l’attuazione delle opere compensative ha comportato una serie di modifiche che inizialmente non erano prevedibili e oggi sono necessarie agli obblighi convenzionali assunti”, ha inforcato il primo cittadino.

Per Castello infatti la realizzazione del nuovo ospedale, l’ingresso del Pronto Soccorso dal cavalcavia di via Paolo Regis, lo spostamento del centro prelievi da via Nino Costa alla stessa via Paolo Regis, la prossima realizzazione del polo logistico all’ex Lancia e il futuro istituto superiore  che Città Metropolitana realizzerà in zona via Mazzè di fatto suggeriscono di andarci piano con la soppressione del passaggio a livello della stessa via Mazzè, opera compensativa che negli accordi tra Comune ed Rfi dovrebbe essere realizzata contestualmente all’apertura del cavalcavia di corso Galileo Ferraris.

Per chi a questo punto del discorso si fosse perso, Rfi ha finanziato la realizzazione del cavalcavia di corso Galileo Ferraris come compensazione per la chiusura del passaggio a livello di via Mazzè. Poi avrebbe dovuto anche completare la tangenziale nord della città, che al momento si ferma in via Ivrea, ma questo è un altro discorso. 

Fabrizio Debernardi assessore

Ad oggi il cavalcavia è pronto ma il passaggio a livello è ancora aperto.

Se chiudiamo il passaggio a livello di via Mazzè tutta la viabilità del centro si concentrerà sul cavalcavia di via Paolo Regis e ad oggi non possiamo permettercelo”, ha aggiunto il sindaco. 

Dunque sono in corso incontri - il prossimo si terrà lunedì 4 marzo - tra Comune, Rfi ma anche Prefettura di Torino per valutare la possibilità di aprire il cavalcavia di corso Galileo Ferraris non prima però di aver attentamente valutato l’impatto sulla viabilità di via Regis nel caso della chiusura del passaggio a livello di via Mazzè e la futura realizzazione di un sottopasso veicolare e pedonale in corrispondenza tra via Ceresa e via Siccardi che possa consentire un deflusso veicolare tra la Blatta e il centro città.

L’apertura del cavalcavia non sembra dunque fattibile, almeno nel breve periodo.

Letta così, potremmo anche pensare che la scelta del sindaco Castello e dei suoi sia una decisione di buon senso. 

Ma siccome non siamo Rich Ciolino, l’alieno del cantante Ghali finito sulla terra da poco e del tutto ignaro della storia, non possiamo non notare come le parole di Castello oggi siano completamente diverse da quelle pronunciate fino a ieri e l’altro ieri, quando era assessore ai Lavori Pubblici della Giunta dell’allora sindaco Libero Ciuffreda.

 

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L’amministrazione comunale ha raccontato fino all’altro giorno, infatti, tutta un’altra storia. Anche perché è poco credibile che una città possa cambiare dall’oggi al domani.

E’ dal 2012 che si parla del polo liceale in via Mazzè. E sono passati 12 anni. 

Sono anni che c’è in previsione un polo logistico all’ex Lancia, per di più sbandierato da Castello nella campagna elettorale del 2022 manco fosse il “deus ex machina” dell’operazione che porterà nuovi posti di lavoro in città. E il programma elettorale era lo stesso con cui si annunciava, da parte di questa amministrazione, il “monitoraggio del progetto di eliminazione dei passaggi a livelli che è ormai nelle fasi ultimative, la realizzazione di una passerella pedonale dotata di ascensori in via Mazzè e l’apertura del calvaferrovia tra via Soldati Polacchi e corso Galileo Ferrarsi”. 

Era solo 2 anni fa.

Dunque, cos’ha “folgorato” Castello e i suoi in così poco tempo? Mistero.

Anche perché tutte queste incongruenze la minoranza le ha portate all’attenzione dell’amministrazione comunale l’altra sera.

O sbagliamo a capire noi o ci raccontate delle bugie - ha tuonato Bruno Prestìa - Nel consiglio del 30 ottobre scorso l’assessore disse: si apre, i lavori sono finiti, apre adesso, apre fra un mese, apre in inverno, siamo arrivati nel 2024 ed è ancora chiuso. Chi dei due mente, il sindaco o l’assessore?

Bruno Prestìa consigliere comunale

Il progetto del polo scolastico c’è da diverso tempo, non si scoprono oggi i progetti di sviluppo della città. Nessuno dice che non ci sia un problema di viabilità sul cavalcavia dell’ospedale, ma intanto apriamo il cavalcavia di corso Galileo Ferraris che è pronto da due anni praticamente. Comportarsi così è mentire ai cittadini che hanno il diritto di sapere. Di sapere perché c’è un’opera incompiuta. Iniziamo a chiedere una proroga sull’abolizione del passaggio a livello di via Mazzè ad Rfi e apriamo il cavalcavia”.

“E’ il cavalcavia dell’indecenza, emblema dell’inefficacia e dell’incapacità di gestire i cambiamenti della città da parte di questa amministrazione - ha aggiunto Matteo Doria -. Il 23 marzo 2017 il Comune, con Ciuffreda sindaco e Castello assessore ai Lavori Pubblici,  firmò con Rfi bozza di convenzione per lo stralcio dell’opera compensativa per  il sottopasso di via Roma. In cambio il Comune ottenne da Rfi interventi in via Blatta. Oggi ci dite che si rischia di concentrare tutto il traffico sul cavalcavia di via Paolo Regis in caso di chiusura del passaggio a livello di via Mazzè: ma allora perché non avete mantenuto nel piano delle opere compensantive presentato da Rfi il sottopasso veicolare di via Roma?”.

Claudia Buo consigliera comunale

In un incontro pubblico - ha aggiunto Claudia Buo - un dirigente del Comune, parlando del nuovo insediamento del polo logistico all’ex Lancia, ha  evidenziato come fosse fondamentale l’apertura del nuovo cavalcaferrovia di corso Galileo Ferraris per alleggerire l’impatto veicolare che i lavori per la realizzazione del polo logistico avrebbe creato in via Peppino Impastato. E ora si cambiano le carte in tavola: le bugie, signor sindaco, hanno le gambe corte.

Agli attacchi dell’opposizione, nessuna risposta.

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DEL CAVALCAVIA DI CORSO GALILEO FERRARIS

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