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Fondazione Guelpa in crisi: il patrimonio si assottiglia, la nuova biblioteca non si fa e Corsini vola a Monza

Abbattimento dell'ex Cena bloccato perchè mancano i soldi. Eppure in campagna elettorale...

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Bartolomeo Corsini, sullo sfondo la villa reale e il parco di Monza

Nel 2014, il patrimonio di 7,2 milioni di euro della Fondazione Guelpa produceva 700 mila euro di interessi all’anno, una cifra più che sufficiente per sostenere le numerose attività culturali della città. Di questi, 150 mila euro venivano destinati alle associazioni e altrettanti al Museo Garda, mentre il resto rimaneva nel fondo della Fondazione.

Oggi, invece, leggendo il bilancio di previsione, si scopre che gli interessi si sono ridotti a 80 mila euro, una somma che copre a malapena i costi di gestione. Si tratta di stime, che potrebbero essere anche inferiori o leggermente superiori.

Qual è il problema? Il problema è che, tra prelievi e spese, il patrimonio si sta erodendo progressivamente, e prima o poi ci si ritroverà senza risorse, come le cicale della favola. Non è una bella prospettiva, soprattutto se si pensa agli obiettivi che aveva chi ha lasciato quei soldi, la compianta Lucia Guelpa.

Per capire come si è arrivati a questa situazione, bisogna tornare indietro di mesi, ripercorrendo le polemiche che hanno caratterizzato le passate gestioni dell’Ente, concentrate a investire quei soldi in titoli e obbligazioni. C’era infatti chi sosteneva - in primis l’attuale assessore Francesco Comotto, seduto tra le file dell'Opposizione - che la Fondazione non dovesse mettere a rischio il capitale, da qui la decisione di non movimentare più neanche un euro, per sicurezza. È un po’ come se le famiglie smettessero di acquistare BOT e CCT, rinunciando così ad una fonte di guadagno.

L'assessore Francesco Comotto

Insomma, si è deciso di non gestire il patrimonio da un punto di vista finanziario, e sembra quasi inutile chiedersi cosa stiano facendo oggi i membri del consiglio di amministrazione, Daniela Broglio, Giancarlo Guarin, Giacomo Bottino e Sabrina Gonzatto. Di certo, non essendo loro degli esperti in finanza si stanno occupando poco dei soldi, quasi nulla però, anche della nuova biblioteca indicata nel testamento della "buonanima".

E dire che durante la campagna elettorale, sembrava che questo, insieme al tunnel ferroviario, fosse uno dei problemi principali da risolvere. Ancora rimbombano nel cervello le discussioni infinite sul progetto “Campus Groma” per il nuovo Polo Culturale o cittadella che dir si voglia, presentato alla chetichella durante una riunione alla presenza del presidente della Fondazione Guelpa Bartolomeo Corsini e dell’architetto Patrizia Bonifazio.

Un lavoro di un centinaio di pagine, realizzato da alcuni studenti (Vesna, Luca, Luis, Morena, Davide e Eugenia) insieme a tutor e docenti dell’Alta Scuola Politecnica che avrebbe dovuto comprendere e unire la nuova Biblioteca al Museo Garda.

In sintesi, cinque ragazzi erano venuti alcune volte in città, avevano organizzato due passeggiate, avevano fatto circolare un questionario a cui avevano risposto circa 500 cittadini, e infine avevano messo tutto nero su bianco.

Quasi in contemporanea - e siamo sempre al maggio del 2023 - l’ufficio tecnico aveva dato il via libera al trasloco dei materiali immagazzinati nell’ex Istituto Cena, all’ex sala lettura sopra la biblioteca e all'ex centro cottura di via San Nazario, dove sono stati anche ricollocati i 2.300 reperti del Museo etnografico del Canavese. 

Finito il trasloco, sono cominciati i lavori di rimozione dell’amianto, ma dell’abbattimento vero e proprio non se n’è più saputo nulla.

A che punto siamo? Esattamente allo stesso punto: alla bonifica che non si fa.

C’è di peggio. E cioè che, di quei 1,7 milioni di euro anticipati dalla Fondazione Guelpa al Comune, e che si pensava potessero essere sufficienti per fare tutto, non ne erano rimasti abbastanza nelle casse del Comune per portare a termine quello che si era deciso con una delibera di giunta del 22 novembre del 2022.

Ad oggi, sono già stati spesi 610.973 euro per i certificati di protezione antincendio del piano terra e dei locali aperti al pubblico della vecchia biblioteca. La stima era di 440 mila euro per questo lotto e di 361.200 per il piano interrato, che peraltro è stato quasi tutto svuotato.

Per la bonifica e per l’abbattimento, causa aumento dei prezzi, invece, tenetevi alla sedia, ce ne vorrebbero 1,5 milioni, mentre ne erano stati previsti 800 mila.

Da qui la decisione della giunta Chiantore di bloccare tutto fino a data da destinarsi, confidando nelle preghiere dell’assessore Francesco Comotto alla Madonna per il miracolo di un bando ad hoc con le risorse necessarie…

Insomma: altro che polo culturale se non si riesce neanche ad abbattere l’ex Istituto Cena, l’edificio che fino al 1988 ospitava l’istituto tecnico commerciale e che negli anni si era trasformato in una sorta di deposito comunale.

E non finisce ancora qui. La notizia di oggi è che il presidente Bartolomeo Corsini potrebbe anche decidere di lasciare l'incarico. Professore universitario, manager nel settore culturale, milanese di origine con una solida formazione in Italia e all’estero, consigliere di amministrazione della Torino Piemonte Film Commission, Corsini è stato nominato direttore generale, con un incarico di tre anni, del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, altro che Guelpa.

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