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Verolengo
27 Febbraio 2024 - 05:00
Rosanna Giachello, già sindaca del paese, non ha ancora sciolto le riserve se candidarmi a sindaco
“Stiamo ragionando sulla composizione di una bella squadra e di un bel programma elettorale. Progetto Verolengo esiste da trent’anni, da quand’era guidato da Ettore Nicoletta ed esisterà ancora, con o senza Rosanna Giachello candidata a sindaco”.
Rosanna Giachello frena sulle voci che la danno ormai per candidata sindaca certa alla guida del gruppo “Progetto Verolengo Futura”. L’ex prima cittadina del paese, uscita sconfitta alle ultime elezioni amministrative di cinque anni fa e subito dimissionaria al primo Consiglio comunale del Borasio-bis, da tempo è indicata come l’unica candidata possibile dell’attuale gruppo di opposizione.
“E invece no - sorride e fa pretattica lei -, nulla è ancora ufficiale o deciso. Non ho ancora sciolto le mie riserve, stiamo facendo le opportune valutazioni ma non è ancora arrivato il momento di comunicare alcunché”.
Rosanna Giachello, candidata al 99,9 per cento di “Progetto Verolengo Futura”, se la vedrà sicuramente con Daniela Caminotto, attuale assessore all’Istruzione nella Giunta dell’uscente Borasio, che non fa pretattica e da un mesetto a questa parte ha sciolto ogni dubbio: “Sì, mi candido a sindaco e non ho nulla da nascondere: ho solo tanta volontà di fare”, ci aveva detto.
Con Caminotto stanno lavorando alla formazione di una lista anche l’assessore Mirella Albano e il consigliere con delega alla Protezione Civile Romano Mautino. Insomma, il gruppo c’è.
E Borasio?
Il sindaco tace. Sul suo futuro e sulla fiducia - per ora confermata - nei confronti degli amministratori che hanno deciso di percorrere un’altra strada da giugno in poi ma che, oggi, siedono ancora al suo fianco. Sia in Giunta che in Consiglio.

Il sindaco di Verolengo Luigi Borasio
“Come faccia a tollerare una situazione del genere non lo sappiamo”, dicono in paese.
Delle due, l’una: o Borasio si è rotto a tal punto da non vedere l’ora che questo mandato si concluda.
D’altronde, in tempi non sospetti, aveva dichiarato: “Per me il candidato sindaco deve essere uno solo. Che sia io o qualcun altro lo decideremo, ma se c’è l’intenzione di correre divisi, allora io per il bene del paese faccio un passo indietro. Sono vent’anni che mi dedico alla vita amministrativa del paese. Un periodo sabbatico non mi dovrebbe fare poi così male”.
Oppure sta preparando la vendetta, politica s’intende, che come sappiamo è un piatto che va servito freddo.
E così in paese c’è chi mormora di una clamoroso sponda che Borasio e il suo fidato vice sindaco Roberto Giglia stanno ritrovando in Agostino Viano, già assessore e ora indipendente in Consiglio comunale.

L'ex assessore Agostino Viano
L’asse tra i “vecchi” dell’amministrazione verolenghese potrebbe scompigliare i piani che si sono creati fino ad ora. Fantapolitica o realtà?
Chissà, lo scopriremo solo vivendo. Che tanto l’8 e il 9 giugno non sono poi così distanti...
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