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Ivrea
30 Gennaio 2024 - 21:27
Aldo Gandolfi
"Era una figura molto conosciuta, specie nella città di Ivrea, dove ha lavorato alla Olivetti dalla fine degli anni ’60 fino al 1991 e molti hanno potuto apprezzarne le qualità umane e politiche, anche per la dedizione e l’impegno con cui ha ricoperto gli incarichi istituzionali nei momenti più rilevanti dell’attività consigliare e amministrativa della nostra Regione”.
Con queste parole il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, ha ricordato Aldo Gandolfi, nel corso della seduta di martedì 30 gennaio.
“Scomparso il 20 settembre 2021, all’età di 85 anni, è stato assessore e consigliere regionale nella prima e seconda legislatura”, ha aggiunto il presidente.
Nato ad Alessandria il 21 maggio 1936, nel 1960 si era laureato in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino.
La carriera professionale alla Olivetti si è alternata a una intensa partecipazione alla vita politica.
Componente della Direzione nazionale del Partito repubblicano italiano dal 1967 al 1992. Nel 1970 è stato eletto per la prima volta consigliere regionale del Pri, nella circoscrizione di Torino, ed è stato Assessore ai trasporti e componente della commissione Bilancio e della commissione Lavoro.
Rieletto nel 1975, è stato prima presidente della Commissione Urbanistica e Trasporti, poi consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza e componente della commissione Bilancio.
Deputato al Parlamento nazionale nell’ottava legislatura, è stato componente delle commissioni Trasporti, Lavoro e Previdenza sociale e della Commissione per la ristrutturazione e riconversione industriale e per i programmi delle partecipazioni statali.
Dal 1987 al 1989 ha ricoperto la carica di presidente del Consorzio per il sistema informativo (Csi-Piemonte). Dal 1994 al giugno 2002 è stato prima membro della segreteria e poi presidente del Movimento d’azione “Giustizia e Libertà”.
Una persona "appassionata", come solo si può dire di una persona con un curriculum così.
Con il Consiglio regionale del Piemonte ha sempre mantenuto uno stretto rapporto, partecipando attivamente alle iniziative dell’Associazione fra consiglieri regionali già facenti parte del Consiglio.
Il presidente ha rinnovato, a nome dell’Assemblea regionale e prima di osservare un minuto di silenzio, le più sentite condoglianze alla moglie Floriana e alle figlie Roberta e Vittoria.
“Le ferrovie dello Stato realizzeranno, entro il 1980, con una spesa valutabile intorno ai 25 miliardi di lire, l’elettrificazione della linea Chivasso – Aosta e il raddoppio dei binari nel tratto Chivasso – Ivrea. Prima di quella data, è possibile che la Canavesana, con la realizzazione di una bretella di inserimento sulla ferrovia Torino-Ceres, sia collegata nella stazione di Largo Emilia a Torino con la linea nr 1 della Metropolitana…”.
Così scriveva La Sentinella del Canavese nel lontano 25 maggio del 1973 raccogliendo alcune dichiarazioni dell’allora assessore regionale ai trasporti Aldo Gandolfi. Perché Aldo Gandolfi, conosciuto da tutta Ivrea per il suo Forum Democratico, con ospiti illustri in tutti i campi, è stato davvero tante cose. Se ne è andato in silenzio, nel settembre del 2021, dopo una vita parecchio rumorosa e non certo in seconda fila.
Di lui scrivevamo nel 2016 in aperta polemica con quell’Aldo Gandolfi intervistato 50 anni prima dalla Sentinella sulla ferrovia e che negli ultimi anni era diventato tra i principali sostenitori della grande città dell’eporediese da costruire con una bella “fusione a freddo” dei 66 comuni dell’Anfiteatro.
Tra le altre cose avevamo pure tirato in ballo uno dei suoi incontri del Forum costellato di spunti e riflessioni da suggerire ad un fantomatico tavolo tecnico per il "Piano strategico della Città Metropolitana", subentrata alla Provincia di Torino nella gestione di un territorio che aveva ed ha gli stessi confini della ex Provincia di Torino, ma non le stesse risorse finanziarie a disposizione.
Un appunto nient’affatto campato per aria come si poteva capire a vista d’occhio semplicemente guardando lo stato di degrado dell’intera rete stradale, costellata di buche che in alcuni casi erano diventate (e ancora sono) delle vere e proprie voragini.
Un po' stufi - per dircela francamente - di un inutile dibattito sul futuro del Canavese e dell'eporediese che dura da decnni con l'elencazione delle tante opere urgenti a cominciare dal raddoppio della ferrovia Chivasso-Aosta.
Sembrava quasi una presa per i fondelli...
"Perchè - scrivevamo - un conto è lasciare ai posteri delle cose fatte, altra cosa è lasciare ai nostri figli e ai figli dei nostri figli la “fuffa” delle parole e delle vane speranze....".
Epperò concludevamo: "Poi, in verità, ci dicono che Gandolfi sia una mente illuminata, una persona di indubbio spessore e di valore, un bel personaggio insomma. E noi di questo (ci mancherebbe ancora) prendiamo atto...."
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