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Religione

Padre Enzo Bianchi a tu per tu con Papa Francesco a parlare di Albiano e di Bettazzi

E' stato ricevuto in udienza sabato scorso. Il suo nome è comparso nel bollettino della sala stampa del Vaticano

Padre Enzo Bianchi e Papa Francesco

Padre Enzo Bianchi e Papa Francesco

Il suo nome e il suo cognome (nient'altro) sono comparsi al sesto posto delle udienze, nell'elenco del Bollettino della Sala Stampa del Vaticano. Senza qualifiche, unico in tutto l’elenco delle altre persone ricevute, il che indica, sia pure in forma indiretta, una distanza ancora esistente.

Ebbene sì, Papa Francesco ha ricevuto ieri in udienza in Vaticano Enzo Bianchi (Padre Bianchi), fondatore ed ex priore della Comunità monastica di Bose, oggi fondatore di Casa della Madia, un'analoga comunità ad Albiano d'Ivrea, a pochi passi da quel castello che fu residenza di Monsignor Luigi Bettazzi

Un cascinale acquistato e ristrutturato con l’aiuto di tanti suoi amici dove regnano silenzio e meditazione, all’insegna della Regola di Bose scritta nel 1972, strumento di comunione e modello di obbedienza. Non sarà una Bose, o una Bose 2, ma gli assomiglia tanto!  

L'incontro di Bianchi, classe 1943, originario di Castel Boglione nella Langa Astigiana, col Papa avviene a circa tre anni e mezzo dal suo allontanamento a tempo indeterminato (di 5 anni anni per altri tre confratelli, Goffredo Boselli, Lino Breda e Antonella Casiraghi) firmato dalla Santa Sede, datato maggio 2020, senza alcuna possibilità di appello, quale unica soluzione alla risoluzione dei contrasti ai vertici della Comunità e il difficile passaggio di consegne al successore  Fra’ Luciano Manicardi, priore dal 2017.

Risale, invece, al febbraio del 2021 un secondo decreto, a firma del Delegato Pontificio, Amedeo Cencini, con invito a Bianchi di andare a vivere nella pieve di Cellole di San Gimignano, di proprietà della Comunità stessa.

Le condizioni poste dal decreto e dal contratto di comodato d’uso però vennero ritenute dall’ex priore “lesive della dignità” sue e dei suoi fratelli, e per questo motivo il monaco non accettò e iniziò la ricerca di una struttura che lo potesse accogliere senza “disumane” richieste.

In molti si appellarono in allora al Papa, ma in un incontro col nuovo priore e il delegato pontificio, alla vigilia di un viaggio in Iraq di Francescoribadì che Bianchi doveva lasciare la Comunità di Bose, al cui interno, peraltro, il clima si era fatto sempre più pesante, prefigurando addirittura una scissione.

“Cari amici/e per alcuni giorni sono stato silente e non vi ho inviato i pensieri emersi nel mio cuore ma un faticoso, sofferente trasloco me lo ha impedito: per noi vecchi migrare è uno strappo non pensabile anche perché ci prepariamo all’esodo finale, non a cambiar casa e terra”, scrisse Bianchi su twitter nelle ultime ore Bose.

Padre Enzo Bianchi

Sedici giorni fa, al Corriere della Sera, le ultimi e pungenti parole di Bianchi: “Papa Francesco è isolato. La Chiesa non rischia uno scisma, ma un pericoloso smarrimento”.

Parole dure come la pietra: “La Chiesa negli ultimi decenni ha messo se stessa al centro, a scapito di Gesù Cristo e del Vangelo”. Che abbiano parlato di questo, lui e il Papa? E se non han parlato di questo di cosa possono aver mai parlato? Forse di Albiano? Forse di Bettazzi? Già! Forse proprio di lui. Il Papa era infatti uno dei più grandi suoi estimatori.

In quel di Albiano d'Ivrea, a Casa della Madia, comunque Padre Bianchi è rifiorito. Come ha detto lui stesso nel giorno dell'inaugurazione: "Sarà un ricominciare". S'intende dopo tre lunghi anni passati a chiedersi il "perchè" del suo allontanamento, senza tuttavia mai trovare una risposta...

"Ricominciare" è stata la sua parola più usata. La stessa utilizzata da Sant'Antonio Abate, quando ormai aveva più di novant’anni, a coloro che andavano da lui e chiedevano “Cosa fai nel deserto?”. E lui rispondeva “Cado e mi rialzo, cado e mi rialzo, cado ancora e mi rialzo, e così ogni giorno ricomincio!”

«Oggi ricomincio - aveva sottolineato Padre Bianchi -  Come ogni giorno perché la vita cristiana è sempre un ricominciare, con inizi che non hanno fine. Si deve ricominciare ogni giorno perché si fallisce l’obiettivo di vivere in pienezza il Vangelo. Noi tentiamo di viverlo ma non ci riusciamo. Pecchiamo. Rimane con noi la grazia di Dio, un amore che non occorre meritare».

Padre Bianchi ha ricominciato con una vita di comunione, di preghiera comune, di accoglienza, di silenzio e ascolto. Lo fa con chiunque varca quella porta: credenti e non credenti, anime belle e peccatori, persone semplici e complicate, poveri e ricchi. 

Perchè è questo che fa un monaco e lui ha sempre detto "no" a chi voleva diventasse un sacerdote.

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