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15 Dicembre 2023 - 19:59
Sindaco, artista e tanto altro ancora.
Non finisce mai di stupire l'eclettico primo cittadino di Montalto Dora, Renzo Galletto. Oggi, venerdì 15 dicembre, ha inaugurato la sua mostra personale presso la chiesa di Santa Croce, in via Arduino ad Ivrea, chiusa da diverso tempo a causa dei lavori che la stanno interessando e temporaneamente riaperta in attesa che riprenda il cantiere.
E proprio nella parentesi di questa riapertura, la chiesa è diventata spazio espositiva per una ventina di opere a firma di Galletto.
"Erano sei anni che non esponevo - racconta -. L'ultima mia mostra risale al 2016, ora sono molto orgoglioso di poter tornare a confrontarmi con il pubblico. E' un momento importante. E' solo così che riesco a misurarmi".
Galletto è un artista informale, astratto. Si ispira a grandi come Burri e Mondian. Utilizza materiali poveri come la sabbia, il legno di scarto, le cassette della frutta, gli smalti acrilici, la sovrapposizione di sacchi di iuta vecchi di 80 anni: "Da Burri ho ripreso proprio l'utilizzo dei sacchi di juta, da Mondrian quello del colore. Ma è a Picasso che mi rifaccio per quel che è il mio concetto di arte: io non copio, creo".
Ha iniziato a dipingere negli anni Settanta, ma il suo stile, in questi cinquant'anni è cambiato molto: "Sono passato dal figurativo all'informale. All'inizio dipingevo molto "en plain air", all'aperto, come facevano gl impressionisti. Poi, quando il mio impegno in politica è iniziato a crescere, la pittura per me ha perso l'appeal iniziale".
Ma è durante un viaggio in Umbria, a Città di Castello, che la passione ritorna: "Città di Castello è dov'è nato Burri. L'uso dei materiali poveri mi ha ha entusiasmato. Il materiale diventa espressivo indipendentemente da tutto il resto. Nei sacchi rammendati, ad esempio, è quella cucitura stessa a diventare attrattiva. E poi acquista importanza la composizione, l'idea di assieme attraverso l'utilizzo di forme che già esistono in natura. L'aspetto essenziale diventa proprio quello compositivo e lo scopo è quello di creare un'emozione".
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Galletto non si spaventa di certo davanti ai giudizi negativi che le sue opere concettuali possono attirare: "Il "fa schifo" non mi preoccupa affatto. L'opera ha tirato fuori una reazione, seppur negativa. Ciò che spaventa è l'indifferenza. L'artista creare i presupposti di un'emozione che è conseguenza di un atto visivo e concettuale. Durante le mostre mi fermo a guardare chi entra, noto come si fermano, come osservano, se discutono. La presenza di per sé non mi interessa. Mi interessa vedere le reazioni che le mie opere suscitano".
L'arte per Renzo Galletto è una delle sue tre passioni insieme alla politica e allo sport: "Dipingo anche fino alle 3 di notte, ma non è un'attività che mi rilassa. E' una lotta continua. Una lotta tra l'idea che ho in mente e ciò che riesco a realizzare. Tra ciò che concepisco e ciò che creo. Nell'arte astratta si crea senza avere un riferimento oggettivo davanti. Bisogna riuscire a far prendere forma ad un'idea e la costruzione è subordinata unicamente alla sperimentazione. Per questo dico che è una lotta continua. Ma essere competitivo è nella mia natura, per cui è un esercizio che mi appaga".
La passione di Galletto per l'arte, tra il 1996 e il 2002, l'ha portato anche ad organizzare per sei anni consecutivi, a Montalto in occasione della fiera del Cavolo Verza, una mostra concorso di pittura interregionale: "Ho sempre voluto che la giuria fosse di altissimo livello e indipendente politicamente. Vi ha partecipato il direttore dell'Accademia Albertina, la docente di storia dell'arte Martina Corgnati (figlia della cantante Milva, Ndr.), Renzo Igne di Castellamonte. e tutto questo grazie alle mie conoscenze nel mondo dell'arte".
Poi il sindaco artista precisa: "Io sono un autodidatta. Ma essere autodidatta non significa essere dilettanti. Alla base del mio lavoro c'è ricerca, studio, lavoro, confronto passione e tanta sperimentazione".

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