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La polemica

A Ivrea 4 candele per illuminare il Natale. I commercianti protestano: "Questa città è morta". Caccia al Grinch

Nel giorno dell'Immacolata in pochi sono venuti a fare acquisti in centro

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Ivrea non è Parigi, non è New York, non è Milano e neppure Torino, ma qualcosa non torna ed è tutto scritto nelle pretesa di voler diventare un riferimento turistico. Con il suo patrimonio Unesco, il suo Anfiteatro, i suoi laghi e il suo centro storico. Un luogo in cui è bello passeggiare, guardare, comprare, dormire...

Da qui il protocollo d'intesa con Aosta ma poi bisognerebbe assomigliarsi un po'. Oggi, giorno dell'Immacolata, per esempio, le strade di  Augusta Praetoria erano piene come un uovo. Negozi aperti e mercatini di Natale in tre piazze non troppo vicine in modo da creare un percorso. E poi musica in strada, babbo natale, luminarie ovunque e stand di agricoltori, commercianti e artigiani locali pronti a vendere formaggi, miele, salumi, liquori di mele e tanto altro. 

A Ivrea, quasi in contemporanea c'era il vuoto cosmico. Ci dev'essere un Grinch in circolazione. Di sicuro s'è già portato via il Natale! Prendetelo! Asfaltatelo! Arrestatelo!

E va bene affidare l'organizzazione delle luci di Natale ad Ascom ("mettile dove vuoi" pare gli abbian detto gli amministratori comunali) ma l'ultima trovata dell'Associazione per via Palestro non è stata davvero gradita.

le candele dell'Ascom

Piazza di città vuota

Piazza di città è vuota nel giorno dell'Immacolata

Quattro candele ciascuno per illuminare la notte. Costo: 50 euro. Qualcuno se ne è accorto? Boh?

Non sa più che cosa dire, né cosa pensare Elio Restivo titolare di Re Noir. Alza le braccia al cielo e poi va all'attacco e non si ferma più....

"Non c’è gente, le piazze sono vuote - inforca - D'altro canto perchè uno dovrebbe venire a Ivrea? La gente va dove trova i mercatini di natale. E poi guardatevi intorno: le luminarie sono striminzite e l'albero di Natale sembra quello di una casa di riposo... E' un albero sfigato. Ma chi lo ha comprato? Si sono fatti un giro nei dintorni a guardare gli alberi degli altri? Cosa serve rimanere aperti questi sera con le candele accese? Si stanno lamentando tutti. Io dico che non si può fare spendere 50 euro a persona per quattro candele. Non so che cosa pensare e lo trovo stupido. Ho due negozi, uno qui e uno a Rivarolo. Per tanti anni ne ho avuto anche uno in via Lagrange a Torino, possibile che non si riesca a fare di più. Tutte le volte si dice che mancano i soldi, epperò per il Carnevale alla spesa non si bada.... A Carnevale si può fare tutto, ma io vendo abbigliamento ed è a Natale che posso fare la differenza. Ivrea parla tanto ma poi nei fatti fa meno di Chivasso o di Rivarolo ...".

E secondo Elio ci sarebbe una grande verità.

"Sotto le rosse torri la politica ha sempre e solo visto i commercianti come qualcosa da spremere - inforca - non meritano nulla. A Rivarolo in pochi metri si trovano 5 ristoranti e 5 bar che sono uno meglio dell'altro. Qui siamo arrivati alla frutta. Guardatevi intorno e contate quante serrande abbassate ci sono in questa strada. Guardate i negozi e i bar. Alcuni sono brutti e maltenuti. C'è chi ha fatto la storia negli anni '70 ma oggi non rappresenta più niente e poi c'è chi si è adeguato ai tempi, facendo grossi investimenti, ma se continua così chiuderà. Capisco che poi la gente non viene più...Perchè dovrebbero venire ad acquistare qui? Se ho i soldi vado dove c'è merce e vivacità. Ve lo dico io cosa sta succedendo: Ivrea sta morendo...Qui non c'è attrazione, non c'è nulla solo tasse da pagare...".

Il problema è totale, quasi insormontabile...

"Per esempio, col freddo che fa, i cittadini si immaginano di trovare nei centri storici il vin brûlé. C'è dappertutto tranne a Ivrea. E non lo si distribuisce perchè poi i bar non lavorano... Capite che questo è sconvolgente... La mentalità è chiusa. Sono indietro di 100 anni! Mettono la pista di pattinaggio per i bambini. E tutt'intorno? Il nulla... Mi chiedo che cosa li spinge a non pensare o se vogliamo, a che cosa stan pensando?"

Morale?

"Sono andato a due riunioni organizzate dall'Amministrazione comunale con i commercianti ma non ci vado più!"

Tra i consiglieri comunali che han deciso di prendere di petto tutto questo c'è Massimiliano De Stefano di Azione. Anche lui si dice convinto che per il commercio l'Amministrazione comunale debba fare di più e meglio per arginare la desertificazione in corso.

"Tra le proposte dell'amministrazione comunale, almeno così ho sentito dire dal sindaco durante l'illustrazione delle linee programmatiche, c'è quella di incrementare il commercio on line - mette le mani avanti -  E' roba vecchia. Niente che non si sia già tentato. Sarebbe un'inutile dispersione di energie e di soldi. Quello che ci va è maggiore attenzione verso una categoria che può fare la differenza ma se la prendiamo sempre a schiaffoni, evidentemente se ne va o chiude!".

Ed è di De Stefano una mozione in cui chiede alla giunta di impegnarsi per liberalizzare in città il lavoro degli artisti di strada evitando di rincorrerli per la tassa di occupazione del suolo pubblico. Anche in questo caso niente che non si sia già inventato in città che spingono l'acceleratore sul turismo e anche a Torino.

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Commenti all'articolo

  • elisastrobbia

    09 Dicembre 2023 - 12:25

    Io abito in una traversa di via Palestro, ieri pioveva e faceva freddo, comunque un po' di gente in giro l'ho vista. Se poi non entra nei negozi forse ha pochi soldi da spendere e aspetta i saldi? Oppure compra anche in altre città dove ha più scelta?

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