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Ivrea

La luminaria di Natale che non c'è: cittadini di serie A e di serie B... La protesta del centro storico

Un'interpellanza del consigliere comunale dei Fratelli d'Italia

Gabriele Garino

Gabriele Garino

Figli di un Dio minore. Cittadini di serie "B". Quartieri dimenticati e chi più ne ha più ne metta. La protesta, quando s'accenderanno le luci di Natale, dall'Immacolata in avanti, è destinata a fare i "botti" sui social.

A lamentarsi della "luminaria" che non c'è sono i cittadini del Borghetto e di piazza La Marmora. 

Tra i tanti anche il consigliere comunale dei Fratelli d'Italia Gabriele Garino che al Borghetto ha un'attività commerciale.

"Ho già preparato un'interpellanza da presentare alla prossima assise  -  ci dice -  Alle riunioni con i cittadini e con i commercianti organizzate nei mesi passati questa Amministrazione aveva anticipato di voler illuminare tutto il centro storico e non solo, riempiendo le vie di luminarie, così da rendere la città un faro per tutti i comuni limitrofi. A quanto pare lo farà ovunque tranne al Borghetto. Qui delle luminarie promesse non ci sarà neanche l'ombra..."

In verità una risposta a Garino sarebbe già stata data in commissione, presente il sindaco e l'assessore al bilancio Fabrizio Dulla.

L'assessore al bilancio Fabrizio Dulla

"Mi han detto che mancano i soldi ma io questa giustificazione non intendo più accettarla - stigmatizza - Le luminarie saranno ovunque anche a San Giovanni e a Bellavista. Ovunque tranne qui che è centro storico. Sarà illuminato solo il ponte... Ecco. Io credo che questo non sia un bel segnale. Le luminarie servono per attirare turisti. Servono per vestire di Natale i quartieri. Qui siamo nudi.... Davvero non capisco i motivi. Anche con la videosorveglianza è stato così. La chiediamo da anni senza aver mai ricevuto una risposta...".

Dire che a Ivrea, le luminarie, sono sempre state uno dei problemi di chi amministra è dire poco. Lo scorso anno, per celebrare la "capitale del libro" l'assessora Costanza Casali s'era inventata una carrellata di scritte al Neon, con frasi tratte da la "Città invasibile" di Italo Calvino e i tradizionalisti non l'avevano presa granché bene, al contrario delle Agenzie viaggio e dei "travel blogger" che su questa cosa, trattandosi di una novità, avevano scritto fiumi di inchiostro.

Ci sono però anche stati gli anni in cui tutti puntavano il dito sull'albero di piazza di città "rachitico" o su quelle luminarie acquistate dal Comune e utilizzate per qualche anno e poi finite al fondo di un magazzino. Qualcuno se lo ricorda ancora?

Succedeva nel 2013 durante il primo mandato di Carlo Della Pepa su consiglio dell'allora assessora Elisabetta Ballurio. Si spesero la bellezza di  97 mila euro.... Da tenersi alla sedia! Tanti di per sè, pochi se si fossero continuate ad usare anno dopo anno. E invece “morta lei” (morta si fa per dire, nel senso che Della Pepa non la volle più al commercio preferendole alla presidenza del consiglio) il successore al commercio Giovanna Strobbia si fece due calcoli e considerando che tutti gli anni ci voleva qualcuno per piazzarle e poi qualcuno che le aggiustasse preferì sbarazzarsene vendendole al miglior offerente... Ecco, appunto vendute! Le acquistarono alcuni comuni dell'eporediese tra cui Samone, Lessolo, Salerano, Burolo... per 2.450 euro... Un affarone, s'intende per loro.

Quel che non si capisce è se, a questo giro, i commercianti abbiano avuto un ruolo o meno. Se lo abbiano avuto le associazioni dei commercianti o la Consulta del commercio, di cui, a dire il vero, s'è persa ogni traccia.

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