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19 Novembre 2023 - 01:15
Foto di repertorio
Domani, domenica 19 novembre, si celebra la Giornata mondiale delle vittime della strada, e il bilancio in Italia è sconfortante. Nel 2022 si sono contati 3.159 morti e 223.475 feriti. In varie città italiane si terranno manifestazioni per chiedere più sicurezza. Le ong ambientaliste intanto criticano la riforma del Codice della Strada presentata dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini: a loro avviso inasprisce solo le pene, ma non disincentiva l'uso dell'auto e non riduce i limiti di velocità.
In occasione della Giornata, sono state organizzate numerose iniziative nelle città italiane, dalla rete di attivisti "viva la strada": da Roma alle ore 11 in via dei Fori imperiali a Milano alle ore 15 al Giardino Aristide Calderini (Via Sant'Agnese), fino a Napoli alle ore 10 a Piazzale Tecchio.
La coalizione #Città30Subito!, promossa da Legambiente, Fiab-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Asvis, Kyoto Club, Salvaiciclisti, Fondazione Michele Scarponi, Amodo e Clean Cities Campaign, torna a sostenere il disegno di legge per le 'Città 30', cioè il limite di velocità a 30 km all'ora nei centri urbani. L'introduzione del limite di velocità urbano nelle metropoli europee ha contribuito a ridurre gli incidenti sulle strade, sostiene la coalizione.
A Londra, dopo l'approvazione dei limiti di 20 km/h, le morti sulle strade si sono ridotte del 25%, mentre gli investimenti di pedoni si sono abbassati del 63%. A Bruxelles, dopo un anno dall'inaugurazione della "città 30 km/h", avvenuta nel gennaio 2021, sono diminuiti del 28% gli incidenti e del 50% i morti e feriti gravi.
Nella città di Edimburgo, l'attuazione del limite di velocità da 20 km/h a 30 km/h ha contribuito a tagliare del 40% il numero degli incidenti e del 33% il numero di feriti. Secondo #Città30Subito!, la riforma del Codice della Strada del ministro Salvini va nella direzione sbagliata: "Promette di salvare vite, ma non cambierà significativamente le statistiche attuali, limitandosi a intervenire per inasprire le pene per chi commette abusi alla guida (meno del 10% degli incidenti mortali), accanendosi sulla ciclabilità e la micromobilità elettrica e sulle limitazioni al traffico come le ztl e gli autovelox, limitando l'autonomia dei Comuni nella progettazione e regolazione della mobilità urbana".
Per la coalizione "la sicurezza stradale, soprattutto nei centri urbani, che sono teatro del 73% degli incidenti, deve essere attuata attraverso politiche di moderazione della velocità, di disincentivazione all'utilizzo degli autoveicoli (soprattutto privati) e di incentivazione all'utilizzo di mezzi alternativi ed ecosostenibili, quali il trasporto pubblico urbano e la mobilità attiva, cioè quella in biciclette o a piedi".
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