Cerca

Chivasso

E' morto l'ex commercialista Ferruccio Bogetti. Lo avevamo soprannominato " Zorro"

Il suo corpo è stato ritrovato lunedì dall'amico Franco Borca "Chiappalo". Nel 2017 aveva denunciato il vescovo a Papa Francesco

Ferruccio Bogetti

Ferruccio Bogetti

Una di quelle notizie (lo scriviamo sempre ma questa volta è davvero diverso) che ci piacerebbe non dare. E' morto Ferruccio Bogetti, l'ex commercialista con studio in via Torino, quello che faceva le battaglie al fisco, che ci consigliava come difenderci dalle tasse, dalle multe, dalle violazioni del codice della strada. S'intende tutto rigorosamente "a norma di legge".

Tutto in base all'articolo x, del comma Y, della legge "tal dei tali".

E' morto in silenzio. Senza nessuno intorno.

Lunedì il fratello non riuscendo a mettersi in contatto con lui, ha chiamato Franco Borca, al secolo "Chiappalo" (suo grande amico) chiedendogli di dare un'occhiata, di andare a suonare il cicalino e lui lo ha fatto.

"Quando sono arrivato lì una delle due porte era socchiusa ed ho subito capito", ci racconta.

"Sabato sera - continua  - era andato a mangiare in pizzeria e mi han detto che non aveva un bel colorito. Credo sia morto domenica notte. Abbiamo chiamato il 118. Sono arrivati anche i vigili del fuoco per trasportarlo dal primo al piano terreno. Poi anche i carabinieri e il medico legale. Il giudice ha disposto l'autopsia ma credo sia morto di infarto. Non era uno che guardasse tanto alla salute. Si trascurava un po'...".

Per un certo periodo e finché ha avuto il suo studio, Bogetti è stato anche "collaboratore" di questo giornale. Direi uno dei più in gamba. Lo avevamo soprannominato "Zorro" per sottolineare quel suo essere sempre dalla parte dei più deboli.

Aveva una rubrica in cui dava consigli, suggerimenti, a volte raccontava anche barzellette. Ma Zorro per "La Voce" è stato molto, davvero molto di più, tra le altre cose e in un caso, capofila di un ricorso, promosso dal giornale e che coinvolse centinaia di cittadini di Montanaro. Un'altra volta contro la Tarsu a Casalborgone. Infine una "class action" sulle multe a Chivasso. Roba vecchia. Acqua passata. Altri tempi, tempi nostri.

Poi un giorno si presentò e ci disse: "Basta cambio vita". Attratto da Medjugorje, dalla Madonna di Fatima, dalla Bosnia. Aveva deciso di prendere casa lì e "aprire niente meno che un albergo". Insomma, di lasciare tutto e andare via. Qualche giorno dopo di Zorro si persero tutte le tracce, salvo che sui social dove ogni tanto comparivano Madonne e Gesù Cristi.

E passarono gli anni, arrivò il Covid e nel giugno del 2022, il suo nome torna in pista. Ce lo ritrovammo invischiato in un'operazione della Guardia di Finanza per una società con sede a Como per la quale aveva prestato il nome.

Una brutta cosa, almeno per lui che fino a quel giorno aveva vissuto un'esistenza nella parte alta della società e ai primi posti in una immaginaria classifica delle persone veramente "perbene", senza nulla, mai nulla che potesse far venire anche solo un dubbio sulla sua onorabilità, onestà e correttezza.

Ferruccio Bogetti, classe 1961, oltre che per noi, è stato anche un consulente de "Il Sole 24 ore". Tra i suoi titoli, oltre a quello di "dottore commercialista", ce n'erano alcuni veramente bizzarri ma decisamente affini al personaggio.

Nel 2020, per esempio, si era diplomato in "sessuologia" all'ISC (Istituto superiore di sessuologia clinica) a cui si aggiungono certificati e lauree varie come il “Master of Arts” in “Diritto Canonico ed Ecclesiastico Comparatoresso” presso l’Istituto Internazionale di Diritto Canonico e Diritto Comparato delle Religioni della Facoltà di Teologia di Lugano e la licenza in "Diritto Canonico Orientale presso la Facoltà di Diritto Canonico Orientale del Pontificio Istituto Orientale di Roma".

Sono l’unico laico della Diocesi di Ivrea ad avere la Licenza in Diritto Canonico Orientale, cioè delle chiese cattoliche orientali, e per le quali San Giovanni Paolo II nel 1990 ha promulgato il codice dei canoni delle Chiese Orientali”, ci aveva spiegato, con orgoglio nel 2017, poco prima d'aver denunciato il vescovo Edoardo Cerrato direttamente a Papa Francesco per un "nulla osta" che non arrivava mai.

Tra i suoi sogni: diventare “Avvocato Rotale”, ossia avvocato presso il Tribunale Apostolico della Rota Romana.

"Io non sono un prete ma mi interesso di fede..." sottolineava.

Molte le sue pubblicazioni. Anche in questo caso ne citiamo solo alcune e tra queste "Maternità surrogata e matrimonio canonico" del 2020, "Come tassano le chiese cattoliche" anche questo del 2020 e "L'Unione carnale nella teologia del corpo di Papa Giovanni Paolo II".

E non è ancora finita. La vita è davvero strana, "Zorro" ci aveva telefonato nella mattinata di sabato scorso. Era da un po' che non lo sentivamo.

"Ciao! Sono io. Sono Zorro. Vi ho inviato una lettera per Fra Martino. Devo raccontare una cosa su Don Davide Smiderle che mi è successa...".

Ci saremmo dovuti rivedere nei giorni successivi per riprendere la collaborazione.

"Ho poco da fare adesso - ci aveva raccontato - Inventiamoci una rubrica...!".

E lo avremmo preso volentieri, magari annunciando a tutto il mondo il grande "Ritorno di Zorro".

Ecco la lettera

Carissimo Fra Martino,

Leggo sempre le tue simpatiche recensioni. Sono Ferruccio Bogetti. Vedi curriculum. Mi conosce Liborio La Matitna, comunque ecco il mio numero +39 328 30 92 420

Te ne racconto una bella, capitata proprio a me oggi, Madonna di Fatima, 13 ottobre 2023.

Dopo la messa delle 9:00, da un po’ di tempo, nella cappellina della Madonna di Lourdes del nostro Duomo, s’è creata la prassi, tra quattro o cinque signore attempate ,di dire “sottovoce” – nel senso che la voce si sente solo nella cappellina – un secondo rosario, non ufficiale, ma privato. Esso si accoda al primo che viaggia dalle 8:30 alle 9:00, prima della messa. Repetia juvant, direbbero i latini!

Ma oggi, quasi alla fine – al quinto ed ultimo mistero doloroso  (ahi!) - è entrato il nostro amatissimo prevosto, chiedendo di interrompere la recita dello stesso (Morte e crocifissione di Gesù sulla croce), perché lo stesso avrebbe disturbato gli altri fedeli in Duomo, attenti a pregare di fronte alla Madonna di Fatima, la cui statua è qui pellegrina per questa settimana.

Eh sì. Dalla cappellina della Madonna di Lourdes, posta a sinistra della navata laterale in un locale di circa venti metri quadrati al quale si accede con alcuni scalini e d ingresso dedicato – a suo parere si sarebbe potuto disturbare i fedeli presenti nell’altra navata laterale, con una distanza in linea d’aria di circa venti-venticinque metri.  

Ma non è finita qui. Una volta sgomberato dalla cappellina, ed avviandomi con la coda tra le gambe verso l’uscita, mi ha ripreso personalmente, con Don Lorenzo Santa come testimoni – così come dice il NT, quando dovete riprendenre qualcuno, fatelo alla presenza di almeno un testimoni-  icendomi due cose. Intantoi che mi è preclusa la recita “comunitaria” del rosario, da me guidata, quando le persone sono almeno quattro. I rosari sono due, dalle 8:30 alle 9:00, e dalle 17:30 alle 18:00, e non altri. Poi la gente dice che sono un prete.

Sono rimasto basito Circa la prima motivazione, intanto la Chiesa è di tutti, e non del prevosto soltanto! E’ la Chiesa di Dio, non la Chiesa Smiderle, come il suo Palazzo. Poi non credo che si debba essere autorizzatoIda un parroco – per recitare in quattro un rosario in una cappellina senza dare fastidio a nessuno. La chiesa è luogo di incontro con Dio, DI PREGHEIRA, ETC., ed è gravissimo che il prevosto vieti di dire il rosario. Infine,  queste pie donne, assieme a me, fanno i mastini alla Sacrestia. Non capisco perché debba andare bene tutta questa plettora di LETTRICI, ACCOLITE, CHIERICHETTE, ELEMOSINIERE, donne di puzia, ma non per recitare il rosario.

Circa la seconda motivazione, intanto la gente non mi ha mai considerato un prete. Infatti non lo sono. E’ una invenzione di Don Smiderle. Poi, che abbia studiato per eventualmente diventare prete – VEDI TITOLI DI SOPRA. Sono quindici lauree – non vuol dire essere prete. O forse il prevosto è forse geloso che io semplice laico abbia parecchie licenze in teologia (TEOLOGIA PASTORALE; teologia pastorale SANITARIA; SCIENZE ECCELSIASTICHE ORIENTALI; teologia morale; diritto canonico latino; DIRITTO CANONICO ORIENTALE; mariologia) e lui si limiti al solo baccalaurato in teologia?

Ma non è la prima volta. Nella cappella dei Santi Martiri Giovanni battista e Marta – quella di fronte di fronte a Bonfante, tanto per intenderci - - quando c’erano i lavori di ristrutturazione, già allora il nostro serafico prevosto aveva vietatto di dire di risoario. Ma in chiesa ha senso vietare la preghiera?

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori