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Sanità territoriale

Cirio se ne frega delle Valli di Lanzo: i voti del territorio non gli servono più

Il presidente della Regione annuncia in pompa magna la riapertura del PS di Cuorgnè ma su Lanzo tace: il territorio non gli serve per la campagna elettorale?

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Alberto Cirio si è dimenticato delle Valli di Lanzo: non gli servono più neanche per la campagna elettorale. Il presidente della Regione Piemonte ha annunciato la scorsa settimana la riapertura 24 ore su 24 del Pronto Soccorso di Cuorgnè a partire dal prossimo 8 gennaio.

La notizia è ottima, ma è incompleta. Cirio e l'assessore alla sanità Luigi Genesio Icardi si sono infatti dimenticati del Pronto Soccorso di Lanzo: le sorti dei due presidi sanitari sono infatti andate a braccetto nel corso degli ultimi mesi. I sindaci all'assemblea dell'Asl To4 parlavano di "riapertura dei Pronto Soccorso di Lanzo e Cuorgnè".

I due ospedali sono da sempre il simbolo di una sanità territoriale tradita: quella che opera nelle aree interne e che serve cittadini che spesso e volentieri devono confrontarsi con la povertà dei servizi. Una situazione che di fatto riduce il diritto degli abitanti alle cure di emergenza ma anche alla mobilità o alla connessione a internet.

Un calcolo elettorale

Probabilmente, dietro all'annuncio di Cirio fatto a Cuorgnè la scorsa settimana c'è un calcolo elettorale, che mira ad assicurarsi i voti dei cittadini altocanavesani e a salvare la poltrona dei consiglieri regionali di centrodestra che da quel territorio traggono i loro voti: Andrea Cane, Claudio Leone, Mauro Fava.

Luigi Genesio Icardi, assessore alla sanità

Dalle Valli di Lanzo invece non c'è nessuno che sostenga in consiglio regionale la maggioranza Cirio. Così, dopo essere stato benedetto anche dalla premier Giorgia Meloni, il presidente s'è fatto due conti: probabilmente, dei voti delle Valli di Lanzo gliene frega poco. Perderli non sarebbe grave, almeno così pare.

"Chiediamo alla Giunta Cirio di aprire una discussione sulla riapertura del pronto soccorso di Lanzo - ha detto la consigliere regionale Sarah Disabato dopo aver appreso dell'apertura del PS di Cuorgnè -, un presidio strategico per il territorio. Lo ribadiamo ancora una volta forte e chiaro: servizi essenziali, come il pronto soccorso, vanno rafforzati e difesi. E non possono finire nelle mani dei privati".

Sarah Disabato, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle

Lanzo continua a rimanere senza un Pronto Soccorso, che fu chiuso nel 2016 e sostituito con un Punto di Primo Intervento, aperto solo dalle 8 di mattina alle 8 di sera.

Dopo la pandemia non c'è traccia neanche del Punto di Primo Intervento. Lo scorso luglio era pure uscito uno studio che parlava di riconversione dell’attività dell'ospedale di Lanzo in un ospedale per post-acuzie oppure in una struttura territoriale. Con l'introduzione di un contributo sostanzioso di un privato.

Icardi doveva passare a Lanzo per incontrare l'esecutivo cittadino. L'incontro, chiesto dall'assessore alla Sanità del Comune di Lanzo Tina Assalto assieme al sindaco Fabrizio Vottero, non ha ancora avuto luogo e non pare debba avvenire nei prossimi giorni. L'impressione è che Cirio, ora che può fare a meno dei voti delle Valli di Lanzo, aspetti la riconferma alla guida della Regione il prossimo anno per poi lasciar morire definitivamente l'ospedale lanzese. Tanto nel 2029 se ne saranno tutti già dimenticati.

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