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Brusasco
25 Settembre 2023 - 20:43
Una veduta di Palazzo Ellena dal cortile interno
Il pavimento della biblioteca comunale “Santina e Oreste Sasso”, a Palazzo Ellena, deve essere sistemato. Con urgenza.
E’ quello che chiede la minoranza consiliare di “Per Brusasco e Marcorengo”, guidata da Anna Marolo, al sindaco Giulio Bosso dopo una riunione del Consiglio di biblioteca tenutasi l’11 settembre scorso.
Nella riunione i volontari hanno evidenziato ai consiglieri comunali presenti in rappresentanza del Comune alcune problematiche.
“Ci sono problemi di cedimento del pavimento di legno in una stanza in particolare e di dislivelli delle assi in altre”, spiega Marolo.
“Le problematiche sono state palesate da alcuni volontari presenti come uditori della riunione e sono state confermate dalla Presidente del Consiglio di biblioteca”, aggiunge.
Palazzo Ellena visto da via Marconi
I consiglieri di minoranza interrogano sindaco e assessore per sapere se “a seguito dell’emergere di tale situazione di pericolosità, l’Amministrazione abbia disposto un sopralluogo da parte del tecnico comunale incaricato e quale esito abbia avuto, nonché se sia stato redatto il verbale e previsto l’eventuale rilascio del relativo parere d’idoneità del pavimento a sorreggere il passaggio di volontari e utenti di qualsivoglia età (si chiede copia di tale documentazione)”.
Inoltre, Marolo, Daniele Testore e Carlo Giacometto vogliono sapere se “l’Amministrazione fosse a conoscenza di tale problematica già in precedenza o, in caso contrario, perché non lo fosse, trattandosi di locali di proprietà pubblica adibiti ad un servizio per la cittadinanza” e, infine, se “i volontari e gli utenti che la frequentano abbiano la copertura assicurativa, per evitare che incidenti, peraltro già occorsi ad un volontario, determinino problemi per la proprietà dell’immobile”.
Anna Marolo in Consiglio comunale
Insomma, vogliono sapere che cosa sta succedendo dentro Palazzo Ellena, sede oltre che della biblioteca, dell’archivio storico e delle associazioni, anche dello stesso Consiglio comunale e sicuramente uno degli immobili di maggior pregio di Brusasco.
L’edificio settecentesco attribuito all’Architetto Giovanni Maria Molino è stato acquistato qualche anno fa dall’amministrazione brusaschese dagli ultimi proprietari Tumino e Sabatini: viene utilizzato per manifestazioni e iniziative culturali.
L’atto di acquisto fu stipulato nel 2002, sindaco Giulio Bosso, con delibera n.20 del 2 giugno, tutti favorevoli, compresa la minoranza dell’epoca, guidata da Carlo Giacometto, padre dell’attuale consigliere di opposizione, con un unico astenuto, Bersano Claudio, per la cifra di 413.165,52 euro.

Giulio Bosso sindaco di Brusasco
“Perché fu acquistato? - è l’interrogativo che Beppe Valesio, vice sindaco durante l’amministrazione di Luciana Trombadore, rivolge in un articolo da lui scritto e pubblicato sul nostro giornale nel 2014 -. La motivazione ufficiale parla del legame affettivo dettato da motivazioni storiche ed artistiche che la comunità brusaschese ha con questo immobile. Forse fu anche il timore che potesse essere acquistato da persone totalmente estranee al paese, per usi non meglio identificati. Comunque, pur tra discussioni accese, diventò un bene pubblico di proprietà comunale”. “Successivamente furono eseguite le opere di ristrutturazione - prosegue Valesio nel suo racconto -, sotto il vincolo della Soprintendenza dei Beni Ambientali e Culturali, per un totale di spesa di 500 mila euro. Vi furono proteste e polemiche, soprattutto nella campagna elettorale per le comunali del 2006. La rata del mutuo ventennale che il comune di Brusasco paga per l’acquisto, la ristrutturazione e la riqualificazione dell’immobile è di circa 45 mila euro annui. Le spese vive sono intorno ai 6mila euro all’anno. E’ naturale chiedersi se sia conveniente per un piccolo Comune mantenere la proprietà di tale edificio, e cosa farne”.
Oggi il mutuo è quasi estinto ma emerge già un primo problema strutturale.
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