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Volpiano
20 Settembre 2023 - 16:40
La piscina dell'oratorio è chiusa dal 2018
"I soldi per rifare la piscina e allargare l'Oratorio? Non ci sono più!".
L'annuncio shock è stato fatto dal parroco don Marco Ghiazza alla comunità dei fedeli durante l'incontro per l'apertura dell'anno pastorale che si è tenuto mercoledì 13 settembre alle 21.

don Marco Ghiazza
Dopo mesi di tira-molla in cui si aspettava l'avvio dei cantieri e le speranze erano riposte in quei due "doni" che don Claudio Bertero aveva annunciato di voler lasciare, prima di andare via da Volpiano, è arrivata la doccia fredda.
Nessun cantiere. Niente lavori. La Piscina parrocchiale non riaprirà e l'Oratorio non verrà allargato. E questo perché i soldi dati dalla fondazione Mossetto sono stati spesi. Non ci sono più. Non sono spariti, per carità. Ma spesi per altro...
Quando don Marco arriva, sul conto della parrocchia ci sono solo più 50mila dei 200mila euro dati dalla Fondazione Mossetto per ristrutturare quella piscina. E allora inizia un lavoro certosino di ricostruzione degli estratti conto per capire dove siano finiti.

don Claudio Bertero
Il risultato di questa ricerca è stato reso noto durante l'incontro pubblico con i parrocchiani.
"I soldi sono stati utilizzati per pagare il rifacimento dei tetti della parrocchia – ha spiegato don Marco - per restituire prestiti precedentemente contratti con privati".
Ci sarebbero poi 60mila euro circa in spese legali e alcuni “buchi” di cui il nuovo don non sarebbe riuscito ancora a venire a capo.
Che fare, dunque?
Se da una parte è certo che la piscina resterà chiusa per chissà quanto ancora e che l'Oratorio non verrà allargato, dall'altra è altrettanto certo che la parrocchia dovrà restituire alla Fondazione Mossetto quei soldi utilizzati per tutt'altro rispetto allo scopo per cui erano stati elargiti.
E così, al povero don Marco - in accodo con la Curia - non è rimasto che bussare alla porta delle banche.
"Ottenere questo prestito non è stato affatto semplice – ha detto don Marco – e questo per la scarsa affidabilità della Parrocchia".
Ma alla fine don Marco l'ha avuta vinta, riuscendo ad ottenere la somma mancante per restituire alla Fondazione quei 200 mila euro e indebitando ulteriormente la parrocchia per i prossimi dieci anni. La parrocchia, infatti, aveva già acceso un altro mutuo. Questo dunque è il secondo nel giro di pochi anni.
Naufraga, così, definitivamente quel progetto faraonico per il quale erano già state acquisite dalla Parrocchia alcune abitazioni con l'intento poi di abbatterle per realizzare l'ampliamento del polo sportivo.
La fondazione Mossetto si era impegnata a dare 370mila euro di cui qui tristemente famosi 200mila già versati per avviare il cantiere nel 2021.

IL RENDERING DEL PROGETTO
In molti ricordano l'annuncio dei due "doni" fatto da don Claudio il giorno in cui si apprestava a dire addio alla comunità che per molti anni l'aveva accolto e sostenuto.
Doni per i quali era stato stipulato un protocollo d'intesa tra Parrocchia, Comune e Fondazione, ma al quale, secondo i beni informati, sarebbe mancato la firma della Curia.
In questi anni di silenzio calato sul progetto annunciato da don Claudio ed ereditato da don Marco, il chiacchiericcio era salito travolgendo il nuovo parroco.
"Non si possono fare illazioni che mettano in cattiva luce le persone" ha dichiarato il prevosto mercoledì sera togliendosi un sassolino dalla scarpa.

L'INCONTRO DI MERCOLEDI' 13 SETTEMBRE
Perché, per parlare, don Marco ha aspettato di avere in mano tutti i documenti e, soprattutto, l'autorizzazione della Curia.
La prossima questione che alla Parrocchia toccherà affrontare sarà quella della vendita di quelle case acquisite in vista di un ampliamento delle strutture che non verrà certo realizzato.
Per quanto riguarda la piscina, invece, don Marco non perde le speranze, auspicando che si riesca a riaprirla per il 2025 grazie ad un intervento di privati e del Comune.
Il don ha terminato l'intenso incontro dicendo che "Una chiesa non si misura sui metri quadri, ma si misura sulla partecipazione, sulla frequenza dei ragazzi e della comunità parrocchiale".
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