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Ivrea

Ecco i 10 nomi per il cda della Fondazione. Ci sono Vaccarono e Ceratti... Chi li ha proposti?

Alla capigruppo non partecipa Elisabetta Piccoli in ferie a Loano

FAbio Vaccarono

FAbio Vaccarono

A domanda il presidente del consiglio comunale Luca Spitale avrebbe risposto così. “No che io sappia no. Non mi ha dato alcuna indicazione. Mi ha detto solo che è ancora in ferie e non avrebbe partecipato alla capigruppo...”.

Così, lunedì scorso, alla conferenza convocata in vista del consiglio comunale di lunedì 18 settembre. 

All’ordine del giorno anche i 5 nominativi che le Opposizioni devono fornire al sindaco Matteo Chiantore in vista del rinnovo del cda della Fondazione dello Storico Carnevale.

Si sono guardati negli occhi. Qualcuno s’è lasciato andare ad un sorrisetto sornione, qualcun altro ad una smorfia, e poi tutti, gli uni contro gli altri, con in tasca i pretendenti. Chi si è impuntato più di tutti, stando ai tam tam, sarebbe stato Massimiliano De Stefano che alla fine s’è intestato i nomi di Fabio Vaccarono (ex Ceo di Google) e Vincenzo Ceratti, ma avrebbe voluto inserire nella proposta anche Paolo Cominetto, Davide Go e Isabella Di Martino. 

De Stefano di nomi ne ha fatti due pur puntualizzando che la sua preferenza va a Fabio Vaccarono, per una questione di competenza, merito e potenzialità senza nulla togliere a Vincenzo Ceratti.

Si sono aggiunti Marco Nonni portato a spalle da Andrea Cantoni, Marzia Vinciguerra da Gabbriele Garino e, infine Davide Borla suggerito da Paolo Nascone.

Elisabetta Piccoli

Inutile star qui a cercare di capire perchè mai il nome di Ceratti sia arrivato da De Stefano e non da Piccoli. Piccoli non c'era, era a Loano, e anche se ci fosse stata probabilmente quel nome non l'avrebbe mai fatto.

"Lo ha scritto lui (Ceratti) su Facebook che se c'era Vaccarono lui avrebbe fatto un passo indietro - commenta un pochetto infastidita Piccoli - Sia chiaro: non mi sono defilata. Ceratti è un amico, ci mancherebbe ancora. Semplicemente sono in ferie e non è previsto che io possa delegare qualcuno essendo il mio gruppo composto da un'unica persona, cioè io.  Per questo ho comunicato a Spitale che mi sarebbe andata bene una qualsiasi rosa di nomi...". 

Altri giro, altra girandola di nomi, con la  maggioranza che sul piatto ha messo Emilia Sabolo, Franco Rosso, Donata Beltrame, Giampiero Frigo e Carlo Ardissone. Il fatto che non non figuri il nome di Alberto Alma la dice lunga su quelle che fin dalla prima ora sono sembrate le intenzioni di Matteo Chiantore sul suo conto: nominarlo presidente.

Morta qui?

Più o meno. Resta infatti di sottofondo, e tra le file dell'Opposizione il problema dell’articolo 11 dello Statuto, secondo capoverso. Si legge che: “il Presidente dura in carica 5 anni, salvo decadenza per effetto della cessazione del mandato del Sindaco pro tempore del Comune di Ivrea, ed è rinominabile una sola volta consecutivamente alla precedente, a prescindere dalla durata di ogni singolo mandato…”.

E siccome la lingua italiana la conosciamo tutti, scritta così significherebbe (il condizionale è d’obbligo) che Alma il presidente non lo potrebbe proprio più fare.

Ho già chiesto lumi a notai e avvocati e tutti mi hanno detto la stessa cosa. E’ evidente che  quell’articolo dello Statuto è scritto male...

A tal proposito Chiantore ci aveva detto di essersi già informato. 

“E’ un falso problema - aveva sgombrato con noi il campo da ogni dubbio qualche settimana fa - Ho già chiesto lumi a notai e avvocati e tutti mi hanno detto la stessa cosa. E’ evidente che  quell’articolo dello Statuto è scritto male. La ratio della norma è di ripercorrere la normativa che vale per i politici e cioè che non si possono fare più di due mandati consecutivi. Non fosse così si tratterebbe di una incandidabilità a vita e sarebbe illogico e incoerente…”.

E allora perchè - si chiede qualcuno  - al successivo articolo riguardante il  vicepresidente si specifica molto chiaramente che "la carica ha la durata di 5 anni e può essere attribuita allo stesso Consigliere per non più di due mandati consecutivi, salvo il limite di decadenza del mandato da consigliere...".

Insomma perchè mai gli estensori dello Statuto avran scritto due regole diverse?

Il primo cittadino Matteo Chiantore

Stringi stringi, se tanto ci dà tanto, tra le ipotesi di nuovo cda, quello che va per la maggiore è presieduto da Alma con dentro Frigo, Sabolo, Vaccarono (anche loro nominati dal sindaco) e Guido Sant dei Mercenari, per le Componenti. 

Il sindaco non si sbilancia e prende tempo. Ci aveva premesso che lo sta facendo per una ragione. Vuole consegnare al nuovo cda un bilancio al 30 giugno 2023 già chiuso e approvato con indicati a chiare lettere “utili” e/o “perdite”.

Evidentemente si spera in un “utile” anche considerando l'aumento del ticket di ingresso (15 euro) e l'incasso di poco meno di 300mila euro. Nell’ultima edizione della manifestazione, peraltro, la Fondazione aveva chiesto e ottenuto un contributo volontario di 7 euro a tutti gli aranceri e di 350 euro a ciascuna delle Componenti.

Ceratti: adesso ho aperto gli occhi...

Alla notizia che Massimiliano De Stefano, alla conferenza dei Capigruppo, per il nuovo cda della Fondazione dello Storico Carnevaleha portato due nominativi (Fabio Vaccarono e Vincenzo Ceratti) non sono mancate le reazioni. 

Tra le tante quelle dei soggetti direttamente interessati  

“Ringrazio Massimiliano De Stefano per le parole di stima e incoraggiamento. Saluto Vincenzo con affetto. Grazie a tutti...” s’è subito sbilanciato Vaccarono.

Poco più sopra Ceratti.

“Ringrazio Massimiliano De Stefano ed il Partito Azione di Calenda per avere sostenuto la mia candidatura a consigliere nel CDA della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea riconoscendomi Passione, dedizione e competenza sul tema. Unitamente alla candidatura di Fabio Vaccorono. È un onore avere estimatori nei partiti di cui non faccio parte mentre è una delusione non averli all’interno di quelli che dal 1994 ad oggi ho sostenuto.  A volte si presentano occasioni che ti fanno aprire gli occhi...”.

Evidentemente (sennò perchè scrivere queste cose) a Ceratti sarebbe piaciuto un po’ più di slancio e coraggio da parte della consigliera Elisabetta Piccoli che non è arrivato. 

Diceva Alexander Dumas che “l’amicizia consiste nel dimenticare ciò che si dà e nel ricordare ciò che si riceve...”. 

La verità è che gli “amici vanno e vengono”. Sante parole!

 

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