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Chivasso

Legambiente si scaglia contro l'assessore di sinistra: "Si contraddice"

E' polemica per l'abbattimento di alcuni alberi al Parco del Sabbiunè per fare posto ad un "imbarcadero"

Legambiente si scaglia contro l'assessore di sinistra: "Si contraddice"

L'assessore all'Ambiente e quel che resta di due alberi abbattuti

Legambiente si scaglia contro l’amministrazione comunale di Chivasso. E, in particolare, contro l’assessore di Sinistra Ecologista Fabrizio Debernardi. 

Il Circolo chivassese e settimese, presieduto da Davide Lingua, non ha alcuna intenzione di lasciar passare sotto silenzio l’abbattimento di alcune piante al Parco fluviale del Sabbiunè, in sponda sinistra del Po, poco distante dal ponte che collega la città con la Sp 590 della collina.

Nella più totale assenza di comunicazione, suscita qualche perplessità la coincidenza che proprio in quel punto dovrà essere realizzato l’imbarcadero, previsto nel progetto di riqualificazione del parco”.

Il riferimento del circolo chivassese è all’abbattimento “di due rari esemplari di olmo e numerosi pioppi bianchi, tra cui uno maestoso”.

E meno male che - proseguono dal circolo - “nel progetto esecutivo del Sabiuné si dice esplicitamente che il progetto ha la volontà di difendere l’integrità dei siti” e per “quanto riguarda l’imbarcadero…dal punto di vista della flora non si abbatterà alcun albero”.

Già. L'imbarcadero sarà al servizio degli "Amici del Po", associazione presieduta dall'ex sindaco Andrea Fluttero, che domani festeggia l'attività al Parco del Bricel con una serie di escursioni in barca sul fiume e con giochi per bambini e aperitivo per gli adulti. 

A nulla valgono, però, le parole dell’assessore all’Ambiente Fabrizio Debernardi, rilasciate a questo giornale, per convincere gli esponenti di Legambiente della necessità dell’intervento.

Le perizie fitosanitarie e di stabilità – ha spiegato Debernardi - sono state eseguite dallo studio Anthemis e dagli agronomi Fioravanzo e Pelleriti. Queste perizie hanno certificato la precarietà di questi quattro alberi. In alcuni casi si è dovuto, ahimé, ricorrere all’abbattimento, in altri è stato sufficiente un intervento di potatura mirata”.

Anzi, per gli esponenti di Legambiente l’assessore contraddice se stesso.

La legna ricavata dagli alberi abbattuti

Soltanto qualche settimana fa, in un’intervista rilasciata ai giornali locali, l’assessore Debernardi - spiegano dal Circolo - aveva ribadito l’impegno dell’amministrazione a non tagliare più alberi, ma ad aumentare il numero di quelli presenti sul territorio comunale, sull’esempio del racconto dell’uomo che piantava gli alberi, di Jean Giono, “la storia di un pastore che, con impegno costante, riesce a riforestare da solo un'arida vallata ai piedi delle Alpi francesi nella prima metà del XX secolo. Noi – aveva concluso Debernardi - vogliamo riconoscerci in questo vecchio e saggio pastore”. Siamo profondamente convinti che, di fronte ai disastri sempre più frequenti provocati dal cambiamento climatico in atto, i Comuni debbano farsi carico di elaborare dei progetti che si adattino alla natura esistente nei luoghi di destinazione delle opere e non viceversa, considerandola come elemento di vita, determinante per il mantenimento dell’equilibrio ecosistemico, e non come semplice arredo urbano. Aumentando il verde, prendendosene cura e non rimuovendolo”.

Per questo il Circolo Legambiente, “a parziale compensazione del verde andato perso a causa di questo progetto”, chiede tre cose all’amministrazione comunale.

Uno: “Rendere pubblici, se ci sono, il censimento degli alberi e degli spazi verdi esistenti sul territorio comunale e il regolamento del verde pubblico e privato, strumenti indispensabili per una corretta gestione del patrimonio naturalistico urbano. Se il Comune non si fosse ancora dotato di tali strumenti, si chiede di programmarli al più presto, anche con la collaborazione dei cittadini e di tutti i soggetti interessati”.

Due: “Dotarsi di un piano del verde urbano, che tenga anche conto delle mutate condizioni climatiche, per programmare e gestire un sistema il più possibile continuo di aree verdi interne collegate con quelle esterne, coinvolgendo associazioni e gruppi di residenti nella riqualificazione e manutenzione delle stesse, strumento essenziale per ripristinare un ecosistema sempre più alterato”.  

Tre: “Procedere alla rinaturazione delle due sponde del fiume Po e degli altri corsi d’acqua presenti sul territorio comunale, che in molti tratti si presentano quasi prive di vegetazione, anche in attuazione dei piani di gestione della vegetazione perifluviale, elaborati dall’AIPO e dalla Regione Piemonte per la manutenzione e riqualificazione della fascia perifluviale e la mitigazione del rischio idraulico e per la realizzazione di corridoi ecologici e oasi verdi urbane”. 

Staremo a vedere se arriverà qualche risposta.

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