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28 Agosto 2023 - 18:37
In merito al paventato blocco delle auto diesel euro 5 che sta suscitando molte polemiche, interviene anche il sindaco di Ciriè per cercare di fare un po’ di chiarezza.
“Ritengo necessario specificare alcune informazioni - dichiara Loredana Devietti -.
Le limitazioni al traffico legate al Protocollo Antismog introdotte dalla Regione Piemonte, dovute alle alte concentrazioni di inquinanti in atmosfera che hanno portato a una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia”.

IL SINDACO Loredana Devietti
Ecco chi tocca il provvedimento
“In Piemonte riguarda 76 Comuni e cioè tutto l’agglomerato di Torino e i comuni piemontesi di pianura e collina con popolazione superiore a 10.000 abitanti, (esclusi quindi i piccoli comuni e le località di montagna) e quindi anche Cirié. Questo in seguito alle disposizioni della Regione nel 2021 che coinvolgevano, oltre alle grandi città e a Torino, ovviamente, anche i centri più popolati, appunto fino a 10.000 abitanti, nelle limitazioni per contenere l’inquinamento dell’aria”.
Nessuna scelta, ai Comuni tocca solo adeguarsi.
“I Comuni come Ciriè non possono fare altro che adeguarsi e, come comunicato a suo tempo, emettere le ordinanze concordate dalla Regione con Città Metropolitana: non abbiamo “aderito”, dunque, come scritto in alcune notizie di questi giorni, ma abbiamo dovuto adempiere alle indicazioni”.
Un’estensione che non tiene conto dell’inquinamento effettivo.
“Spesso nei comuni come i nostri i livelli non sono così alti, grazie anche all’appartenenza alla seconda cintura e alla vicinanza alle montagne. Abbiamo posto questa obiezione insieme a quella con cui diciamo che il servizio di trasporto pubblico, interno e esterno, deve essere potenziato”.
LE AREE ESTERNE ALLA CITTà, COME L'OSPEDALE, NON SARANNO VIETATE
Alcune precisazioni.
“È necessario ricordare che le limitazioni riguardano il solo centro storico: questo vuol dire che si può entrare in Cirié, venire a Cirié per raggiungere ad esempio l’ospedale e lasciare l’auto nei principali parcheggi, anche se situati nel centro storico”.
Il sistema dei semafori anti smog.
“I blocchi su determinati tipi di auto si innescano solo con il sistema a semafori, quindi solo quando le centraline di rilevazione fanno innalzare i livelli e quindi scattare il colore arancione o rosso”.
Una preoccupazione reale e diffusa.
“Adesso però il blocco sulle auto diesel euro 5 ha generato un allarme generalizzato perché le auto sono davvero relativamente recenti e questa ipotesi preoccupa i cittadini che usano l’auto per lavorare e preoccupa molto anche noi sindaci, le associazioni di categoria, i sindacati dei lavoratori”.
Le alternative al blocco
“Sappiamo che la Regione Piemonte ha avviato in merito con il Governo ragionamenti alternativi che ipotizzano eventuali incentivi, possibili deroghe per i lavoratori o estensioni del chilometraggio del Move-In: siamo in attesa delle disposizioni definitive ma siamo disponibili, come sempre, al dialogo perché dobbiamo tutelare i nostri cittadini, soprattutto in un momento in cui sono già particolarmente gravati dalla situazione economica”.
I Comuni come interlocutori
“Stiamo lavorando con altri Comuni della cintura torinese nord, per esempio con l’Unione NET, per portare all’attenzione della Regione Piemonte in maniera condivisa problematiche e possibili alternative, ponendoci come concreti interlocutori. L’argomento è ambivalente perché se da una parte l’attenzione verso l’inquinamento e il cambiamento climatico è doverosa dall’altra le soluzioni individuate non possono andare a discapito di chi ha un’auto faticosamente pagata e neanche troppo vecchia e che magari usa proprio per lavorare”.

I SINDACI SI PORRANNO COME INTERLOCUTORI
Le aspettative
“Ci aspettiamo che la Regione Piemonte prenda atto di queste difficoltà e metta in campo aiuti celeri, efficaci e mirati non solo per ripristinare il più velocemente possibile la linea Torino-Ceres, che auspichiamo possa ripartire come indicato a inizio 2024, ma anche con ulteriori corse su gomma sia interne che esterne. La mobilità sostenibile è sicuramente un obiettivo da perseguire ma non può che passare attraverso un sempre più obbligatorio potenziamento dei trasporti pubblici”.
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