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Il caso

La caserma ha chiuso, ma il Comune è al lavoro per far tornare i carabinieri sul territorio

Il presidio delle forze dell'ordine ha definitivamente chiuso i battenti a fine luglio

L'ormai ex caserma dei carabinieri di Sciolze

La chiusura della caserma dei carabinieri di Sciolze in paese è diventata un vero e proprio caso, con tanto di cittadini e amministrazione comunale contrariati da quanto successo. 

Erano mesi che se ne parlava, e a fine luglio è arrivata la notizia ufficiale: il presidio delle forze dell’ordine ha definitivamente chiuso i battenti. 

“La caserma non chiude, ma non essendo più a norma l’edificio in cui i carabinieri hanno la loro attività e non essendo la proprietà disposta ad aggiornare la struttura, le forze dell’ordine saranno sempre sul nostro territorio ma “abiteranno” in una caserma del chierese (a Riva, ndr) - provava a salvare il salvabile prima del “fattaccio” il vice-sindaco sciolzese Vittorio Moncalvo - la nostra amministrazione, assieme a quelle di Marentino, Cinzano e Montaldo, sta cercando ogni possibile soluzione per far sì che ritornino al più presto”.

A fine luglio, poi, l’ufficialità: il privato proprietario dell’immobile della caserma non ha dato il suo permesso per avviare i lavori di messa a norma e quindi i carabinieri se ne vanno, spostandosi dall’altro lato della collina in sostanza. 

Il trasloco dei (ex) carabinieri di Sciolze

Lo scontento dei cittadini non si è fatto attendere: “da Chieri sono almeno 35 minuti - commentava lo sciolzese Denis - se una qualsiasi pattuglia dovesse intervenire a Santena, che se non sbaglio è sotto la competenza di Chieri, per arrivare qui a Sciolze ci metterebbe almeno un’ora. È un’ipotesi drammatica. 

E sì, il problema è che in questa parte di collina i furti nell’ultimo periodo sono aumentati, complice anche la “conformazione” del territorio, con tante piccole villette sperse nel verde e lontane dalla città. Stando a quanto affermano alcuni cittadini, molti residenti della zona sarebbero addirittura arrivati a prendere il porto d’armi per sentirsi più sicuri. 

“Nonostante gli sforzi congiunti dei 4 comuni interessati, la proprietà, tramite i propri legali, ha fatto orecchie da mercante a tutte le proposte avanzate rendendo inagibile e non più fruibile l’edificio” spiegava Moncalvo a cose fatte. 

A qualche settimana di distanza, poi, è arrivata la replica ufficiale anche della sindaca sciolzese Gabriella Mossetto, firmata in un comunicato congiunto con i sindaci di Marentino (Roberto Berardo) e Cinzano (Emilio Longo). 

Il comando dei carabinieri è stato trasferito a Riva presso Chieri, in via San Giovanni 19 - affermano i tre primi cittadini - l’orario di apertura al pubblico è dalle 9 alle 13 e dalle 13.30 alle 15.30 ogni giorno. Il contatto telefonico rimarrà invariato, sempre quello di Sciolze. Siamo dispiaciuti del triste avvenimento, ma è doveroso spiegare ai cittadini cosa è successo e quanto è stato fatto in questi anni. È giusto ricordare che l’edificio sede dei carabinieri non è di proprietà comunale ma privata, con la quale le amministrazioni hanno provato a collaborare. Vorremmo sottolineare come i sindaci del territorio si siano adoperati per cercare una nuova sede, ma nessuno dei comuni è riuscito a trovare un immobile con le caratteristiche adeguate”. 

La sindaca di Sciolze Gabriella Mossetto

Insomma, per il momento niente da fare. Unica consolazione, il fatto che il Comune di Sciolze si sia reso disponibile per la realizzazione della “Casa del Carabiniere 2030”, un programma decennale di rinnovo del patrimonio infrastrutturale dell’Arma, finalizzato alla costruzione di nuove caserme.

“Nonostante tutto - aggiungono i sindaci - vogliamo rassicurare i cittadini, ribadendo che la sicurezza sul territorio non verrà meno: anche se momentaneamente il Comando si trova a Riva presso Chieri, abbiamo la conferma del Maggiore Vincenzo Bertè che i nostri carabinieri continueranno  a pattugliare i territori come hanno sempre fatto”.

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