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Sanità
19 Giugno 2023 - 18:39
L'ex infermeria Capirone
Qualche giorno fa l’amministrazione di Leinì ha incaricato un professionista.
L’obiettivo? Capire cosa fare della metà della Rsa che non diventerà Casa di Comunità.
“Si rende - si legge nella determina - necessario procedere ad uno studio di fattibilità e conseguente progettazione completa ( definitivo-esecutivo) di adeguamento funzionale degli spazi interni della RSA rimasti in disponibilità al Comune di Leini”.
Il progetto della nuova Casa di Comunità di Leinì è arrivato in Comune da poco più di un mese: mercoledì 17 maggio.
Le indicazioni sono piuttosto chiare: solo una parte della Rsa diventerà casa di comunità, parliamo di 800 mq, l’area su via Lombardore.
Sono stati proprio il Comune e l’AslTo4 a specificare tutto.
“Il Comune di Leini - si leggeva nel comunicato di qualche settimana fa - ha messo a disposizione dell’ASL TO4 metà della RSA Capirone per realizzare la locale Casa di Comunità, per la quale gli obiettivi sono quelli del PNRR, quindi contrattualizzazione dei lavori entro il 30/09/2023 e fine dei lavori entro il 31/03/2026”.
Ed è proprio su quest’ultimo punto che si concentreranno gli sforzi dell’amministrazione comunale.
L’obiettivo, infatti, sembra essere quello di rinviare il problema (e l’inizio dei lavori) a dopo le elezioni amministrative, in modo che il tema non pesi nella contesa elettorale del 2024.
Passate le elezioni, poi, la nuova giunta si troverà a gestire la situazione in un contesto più “tranquillo” e senza l’ansia di correre il rischio di perdere voti.
“Compatibilmente con i tempi di realizzazione dell’intervento, - si legge ancora nel comunicato di AslTo4 e Comune - è in valutazione con l’Amministrazione comunale la possibilità di rimodulare l’avvio dei lavori in modo da limitare al minimo i disagi”.
Al centro della discussione c’è la chiusura della RSA Capirone a Leini, una struttura per anziani (presente in città, in varie forme, dalla fine dell’800), che sarà trasformata in una casa di comunità.
I lavori (e quindi lo smantellamento della Rsa) secondo quello che si mormora, non inizieranno prima della fine dell’anno, ma la notizia sta già preoccupando i familiari degli ospiti e il personale che vi lavora.
Gli anziani presenti all’interno, infatti, probabilmente, dovranno essere trasferiti altrove.
Al Capirone, da qualche settimana, sono stati bloccati i nuovi ingressi, proprio in previsione della chiusura della residenza per anziani.
L’amministrazione comunale e l’ASL TO4 hanno parlato della trasformazione della struttura da giugno dell’anno scorso, ma solo nell’agosto 2022 il consiglio comunale ha approvato la convenzione del comodato d’uso per trasformare l’immobile in una struttura ospedaliera di primo livello.
La nuova struttura ospiterà 10-15 ambulatori, un punto prelievo, medici specialisti, pediatri, infermieri e altri professionisti, servizi diagnostici di base e altro ancora.
La scelta di concedere la struttura all’ASL TO4 deriva dal costo di gestione e dagli investimenti necessari per renderla economicamente sostenibile.
Inoltre, l’amministrazione ha dovuto effettuare interventi urgenti di manutenzione per evitare la revoca dell’autorizzazione da parte dell’ASL.

Tuttavia, la decisione ha preoccupato i familiari di una trentina di anziani ospiti e una ventina di lavoratori che temono di perdere il lavoro e di dover spostare i propri cari in altre strutture.
L’amministrazione comunale sta progettando una nuova RSA in un’altra zona con l’intervento di un investitore privato, con un numero maggiore di posti disponibili autorizzati dalla Regione, passando dalla quarantina attuale ai futuri 111.
Della nuova Rsa, però, non si sa nulla: né quando sarà costruita né da chi, nulla di nulla.
I parenti delle persone ospiti del Capirone, quindi, sono ancora piuttosto arrabbiati.
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