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Ivrea

Chiantore al primo turno? “Avrei perso la scommessa!”

Parla l'ex sindaco Fiorenzo Grijuela

Fiorenzo Grijuela

Fiorenzo Grijuela

Ci piace stare ad ascoltarlo per la sua loquacità e dialettica. Per quel suo “pane al pane e vino al vino”. Sentirlo parlare di politica con ragionamenti logici e un minimo di visione.  

Lui è Fiorenzo Grijuela. Dal ‘63 al ‘75 nella commissione interna e nel consiglio di gestione Olivetti. Dal ‘75 all’85 assessore all’istruzione. Capogruppo del Pci e Presidente dell’ex Usl dall’85 al ‘90. Poi in consiglio provinciale fino al ‘98. Infine sindaco per due legislature dal 1998 e fino al 2008.  Dall’alto della sua età può davvero permettersi di guardare con distacco a quei tanti anni passati ad amministrare la città e, soprattutto, a come la si dovrà amministrare da oggi in avanti, con il ritorno del centrosinistra in Municipio.

Intanto una considerazione.

Avesse mai scommesso sulla vittoria al primo turno di Matteo Chiantore, l’avrebbe persa...

“Un risultato importante - ci dice - Sono rimasto allibito. Sicuramente il merito è tutto suo che si è dato molto da fare.  Non me lo aspettavo. Solitamente quando le liste  e i candidati a sindaco sono tanti, il risultato non è questo. Di solito  al primo turno vincono i sindaci al secondo mandato. Se non hanno fatto dei danni vengono riconfermati. E’ sempre stato così. Ebbene sì, ho sbagliato valutazione. Sarà perchè sono un po’ fuori dal giro e non ho più il termometro delle situazione...”.

Ed è proprio partendo da questo dato di fatto che di consigli Gijuela non si sente più di darne...

“Quando ho fatto politica io era un altro mondo - commenta - Quel che posso suggerire a Matteo Chiantore è di creare una squadra con  assessori che abbiano alcune competenze tecniche specifiche, quantomeno all’urbanistica e al bilancio. Bisogna fare uno sforzo. Io ebbi la fortuna di avere assessori tecnici. Capisco che oggi sia più difficile...”.

Nei suoi ricordi quella giunta con due uomini Giovanni Alessandro e Alberto Redolfi annunciati in conferenza stampa senza alcun passaggio alla Direzione dei Ds... Una vicenda travagliata..

“Era il mio partito e con loro non concordai proprio un bel nulla e neanche mi preoccupai più di tanto delle reazioni - ricorda  - Per loro fu uno shock! Ricordai loro che le deleghe le dà il sindaco ed è lui che sceglie i propri assessori. Ero in una posizione di forza. D’altro canto non avrebbero saputo indicarmi delle persone con identiche capacità. E poi Redolfi, pur non essendo un iscritto, era figlio di una storica famiglia comunista di Ivrea. E’ finita che li riconfermai entrambi anche per il secondo mandato...”.

Tutt’altro approccio con gli alleati della coalizione che in quel lontano 2008 indicarono Paola Oberto (Popolari), Ottavia Mermoz (socialdemocratici) e Remo Iosio della civica.

“Se fossi io adesso? - mette le mani avanti Grijuela - beh farei la stessa cosa. Però adesso so che la politica è fatta anche di dialogo e non solo di imposizione. Credo che quella volta feci bene, oggi non so se potrei permettermelo. Di sicuro non metterei un imbianchino a occuparsi di urbanistica, non per altro, solo perchè non riuscirebbe a dialogare o a litigare ad armi pari con la struttura...”.

Insomma, prendere o lasciare. E adesso? Adesso che si fa?

“Come prima cosa - consiglia Grijuela -  c’è da rimettere in piedi l’intera organizzazione del comune a cominciare dall’ufficio tecnico. C’è un bando di concorso per l’assunzione di un dirigente ma non basterà....La situazione di oggi è figlia del blocco delle assunzioni e di un certo disinteresse nella gestione del personale che deve essere coinvolto. E’ già difficile amministrare, senza le persone giuste è praticamente impossibile. Il banco di prova sarà il Pnrr e in tutta Italia, non solo a Ivrea, i problemi nascono proprio dalla difficoltà nel reperimento di tecnici. Non ce ne sono abbastanza e quelli che ci sono preferiscono prendersi la partita iva...”.

E poi? 

“Poi ci sono le vie di comunicazione. Le strade sono ottime, manca la ferrovia. Solo con i trasporti che funzionano si può sperare in uno sviluppo del territorio...”.

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