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Ivrea

Piano regolatore: baruffa in commissione. La giunta ha "accontentato" 70 famiglie!

Si prospetta una revoca della delibera di giunta in "autotutela"

Piano regolatore: baruffa in commissione. La giunta ha "accontentato" 70 famiglie!

A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca, diceva quel tale, che poi è morto, che la sapeva lunga, che si chiamava Giulio Andreotti e tutt'altro era che un pirla. 

Sul finire di una strana legislatura, che ha visto un assessore correre come un maratoneta, proprio sul finale, per portare in giunta e far approvare il progetto di Piano regolatore succede che il presidente della commissione "assetto e uso del territorio" gli abbia più o meno detto... "Vieni un po' qua bello mio. Fammi un po' vedere....". Una cosa più che normale, verrebbe da dire. Meno male che esiste un controllato e un controllare.

Maurizio Perinetti

L'assessore si chiama Michele Cafarelli da Torino, il presidente della commissione è il consigliere comunale Francesco Comotto. Morale? Nei giorni scorsi Comotto ha ufficialmente convocato la riunione con tutti i crismi necessari. Qualcuno ha cercato di impedirglielo ma non ci è riuscito.

Peccato che martedì scorso all'ora X all'appello mancassero quasi tutti gli esponenti della maggioranza da Marco Neri, passando per Donato Malpede fino a Fernando Pivato. 

"Ci siete? Non ci siete? Venite? Non venite?". Al telefono Neri ha detto che si trovava a Novara per lavoro, Malpede che era in giro a far campagna elettorale e Pivato aveva il telefono spenti.

Francesco Comotto

"Se ci siete solo voi tre, manca il numero legale..." sono sbottati Davide Luciani (funzionario del Comune) e Fabio Flores (dirigente dell'Ufficio tecnico) rivolgendosi a  Fabrizio Dulla, Maurizio Perinetti e Comotto. Presenti al tavolo anche tutti i professionisti dello studio Paglia, a cominciare dall'architetto Giancarlo Paglia, più due professionisti chiamati dalle Opposizioni, Roberto LuccioCesare Ferrari, con le lenti di ingrandimento in mano,  

"Come manca il numero legale e non si può fare...? - hanno sbattuto i pugni sul tavolo Comotto e Perinetti - La riunione la facciamo eccome... Sennò usciamo da qui, andiamo dal Prefetto e facciamo una conferenza stampa a giornali unificati...".

Qualcuno evidentemente s'è pisciato in mano e alla fine si sono convinti che fosse meglio andare avanti e tirare fuori le 82 "osservazioni" prese in esame dagli uffici in queste settimane, una per una, con relativa risposta.

Adesso si sa che di queste 82 ne sono state approvate 49. E ancora che 21 sono state accolte solo parzialmente e solo 12 sono state rigettate.

Molte fanno riferimento a pezzi di terra che da agricoli diventeranno fabbricabili (e poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che non si stava coltivando il consenso) anche uno situato in mezzo al verde verso Cascinette di un libero professionista molto noto in città (evitiamo di fare il nome ma le Opposizioni se lo sono appuntato) che da giorni sta facendo pubblicità elettorale pro Sertoli.

Più nello specifico, invece, tra le risposte alle osservazioni, ce n'è una, inviata al Parco Dora Baltea, che solo la mente perversa di chi l'ha scritta poteva partorirla così. E' il rifiuto di aumentare (in alcuni terreni situati nell'area Montefibre) le volumetrie in altezza (da 25 a 40 metri) perchè il Pd (si legge "una forza politica") non è d'accordo. C'è proprio scritto così, da veri "paraculi".

"Caro proprietario di questo terreno (che poi è Bertino) ti diciamo di no per accontentare il Pd...". Non perchè costruire un palazzo di 40 metri è uno schiaffo allo skyline della città, non perchè già fa schifo vedere cos'è il Poliambulatorio. Macché. Ti diciamo "no" solo perchè il Pd non vuole. Insomma da tenersi le mani sulla pancia dal ridere.

Dell'area zingari non s'è riuscito a parlare, men che meno si è capito se fosse vera la notizia di un accordo tra l'Amministrazione comunale e i Flecchia per trasferire al Comune la proprietà di alcuni terreni intorno al lago San Michele e consentire così la costruzione di un percorso.

"Di scritto non c'è nulla... Ne han solo parlato a voce" hanno dichiarato i funzionari del Comune. Insomma l'ennesima bugia, raccontata in consiglio comunale, da Michele Cafarelli.

Altro capitolo il famoso "peduncolino" trasformatosi da strada di scorrimento in semplice viabilità interna, anche in questo caso per accontentare alcuni cittadini.

"Disegnata così - ha inforcato Perinetti - difficilmente Città Metropolitana la finanzierà e il Comune non avrà mai la forza economica per farla...". Insomma: fine del progetto!

Manco a dirlo quel che si è discusso durante la riunione, proprio perchè mancava il numero legale, non è stata verbalizzato!

E adesso?

Beh, quel che succederà dopo le elezioni sembra chiaro a tutti e sono in tanti ormai a ipotizzare una revoca della delibera di giunta con cui si è approvato il PRG in "autotutela". Pare si possa fare...

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