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Chivasso

Medici stremati e in affanno: "La politica deve intervenire!"

La consigliera comunale di Liberamente Democratici, Claudia Buo, e le organizzazioni sindacali dei pensionati di Chivasso (Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil) chiedono al sindaco e all'Asl To 4 di fare qualcosa

Chivasso

Barelle nei corridoi (foto d'archivio)

Sindaco Castello, fai qualcosa per il nostro Pronto Soccorso e per la nostra sanità”.

A richiederlo sono la consigliera comunale di Liberamente Democratici, Claudia Buo, e le organizzazioni sindacali dei pensionati di Chivasso (Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil).

La prima con un’interrogazione che verrà discussa nella prossima seduta di Consiglio comunale, i secondi con un “volantinaggio” che verrà effettuato nei giorni del mercato settimanale.

L’obiettivo? Spingere chi di dovere ad intervenire.

Primo fra tutti, il direttore generale dell’Asl To 4, Stefano Scarpetta, ma poi anche i politici del territorio, a partire dal sindaco di Chivasso Claudio Castello.

Gli ultimi fatti di cronaca, le denunce dei sindacati di categoria, le continue segnalazioni di sovraffollamenti, attese infinite e degenze insopportabili sulle barelle nei corridoi, hanno fatto traboccare il vaso. La situazione della sanità chivassese  è esplosiva ed è giunto il momento di porvi rimedio.

L’interrogazione di Liberamente

Claudia Buo consigliera comunale di Liberamente

Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Chivasso è preso d’assalto, con decine di pazienti in barella ed in attesa più giorni prima di essere ricoverati, malgrado la dedizione e la grande professionalità degli operatori sanitari - si legge nell’interrogazione di Buo -. Medici e infermieri, in particolare del Pronto Soccorso, stremati e non valorizzati per lo straordinario lavoro di cura che svolgono h24, sono stati oggetto anche recentemente di aggressioni verbali e fisiche. La direzione dell’Asl è in continuo conflitto con i rappresentanti sindacali dei professionisti sanitari. La medicina territoriale è in grande affanno e la Casa della salute è ancora sulla carta, mentre manca un progetto di telemedicina capace di rendere più rapidi e agevoli le attività assistenziali nei vari ambiti organizzativi (ospedale-territorio)”.

Il quadro descritto è allarmante. 

Per questo Buo chiede al sindaco Claudio Castello e al consigliere comunale con delega alla Sanità Claudio Moretti di “riferire durante il primo Consiglio comunale, su quali siano i provvedimenti adottati dalla direzione dell’Asl To 4 per contrastare, in particolare, l’affollamento del Pronto Soccorso”. La consigliera di opposizione chiede anche quali “iniziative intende intraprendere l’amministrazione comunale di Chivasso in seno alla Conferenza dei Sindaci per impegnare la Direzione in termini di risorse economiche e professionali per rendere più rapido il boarding dei pazienti nei reparti di degenza o presso strutture sanitarie convenzionate del nostro territorio”.

Infine, Buo domanda “quali iniziative verranno intraprese per favorire l’adozione della Telemedicina e il lavoro di cura in rete svolto in particolare dai medici di medicina generale e il servizio di assistenza domiciliare”.

Il volantino dei sindacati

Laura Seidita dello Spi-Cgil di Chivasso

La sanità è un diritto!”. Lo urlano i sindacati dei pensionati di Chivasso (Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil) che esprimono “forte preoccupazione per le condizioni in cui versa il Pronto Soccorso dell’ospedale, a cui afferisce la popolazione di un ampio territorio in caso di cure urgenti ed essenziali e per le emergenze”.

I sindacati evidenziano la “necessità di intervenire rapidamente sulle varie condizioni che determinano questa inaccettabile situazione che si sovrappone alle difficoltà ancora in corso per il Covid-19: l’insufficienza dei numeri di posti letto, la carenza di personale medico e sanitario, l’inadeguatezza della medicina di territorio, la difficoltà di accesso alle prestazioni a causa delle lunghe liste di attesa che determinano spesso la rinuncia alle cure o il ricorso alla sanità privata e le difficoltà di gestione dei pazienti malati cronici anziani non autosufficienti, che non hanno adeguate risposte assistenziali a domicilio o attendono il posto in Rsa”.

I sindacati dei pensionati chivassesi chiedono quindi all’Asl e al sindaco di intervenire urgentemente affrontando tutte le questioni a garanzia della tutela della salute e della dignità delle persone.

 

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