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Il diritto al Bidet

Il diritto al Bidet

Carcere di Ivrea

È sicuramente paradossale, ma mi piacerebbe anche battermi perché le persone private della libertà personale potessero vivere in ambienti un po’ più umani. Magari con servizi igienici dotati di bidet. In carcere non succede. Neppure nelle sezioni femminili. Provate a pensare  a quali livelli di benessere della nostra civiltà sareste disposti a rinunciare.  In questi giorni ci penso spesso ma non sono molto bravo nella stesura delle liste. Mi perdo presto fra i mille pensieri e allora provo con l’elenco delle  richieste che ho ricevuto in questi primi incontri con gli ospiti della casa circondariale.  Ci sono le richieste ufficiali; quelle che abbiamo sciorinato nel dossier annuale delle magagne delle galere piemontesi,  ci sono quelle buttate lì per scherzo dal reparto che si occupa della manutenzione tipo: Abbiamo finito la tinta per i muri una volta i volontari ce l’avevano procurato. Non si potrebbe rifare? Poi ci sono le richieste di tutti i giorni:  È da aprile che aspetto la carta di identità! Il medico mi ha prescritto un esame al ginocchio, continua a farmi male ma non mi chiamano. Io sto aspettando i giorni che mi spettano per la buona condotta. Se me li danno riesco a trovare una comunità che mi accolga. Ma il tribunale di sorveglianza non mi chiama. Senta io devo riscuotere una eredità. Mi incassa un assegno circolare? Come faccio a prendere gli assegni famigliari, che devo mandarli a mio figlio? Devo andare in permesso. Ho fatto domanda due mesi fa, perché non rispondono? Io da bravo mi faccio vedere diligente e prendo appunti. Mi piacerebbe poter rispondere subito a tutti. Prendere i documenti dall’anagrafe e portarli, anzi farli portare la mattina dopo da chi dovrebbe averlo fatto da qualche mese; mi accontento di sorridere, ma, sotto la mascherina, non si vede neppure!.  Ma resto muto dopo le domande che non riescono neppure a finire:  Non so niente di mia moglie detenuta a Torino e non so dove siano i nostri figli… Mia madre cerca di telefonarmi ma non riesce a prendere la linea per fissare la videochiamata, mi manca tanto. Ci sono richieste a cui  le Istituzioni devono rispondere e che magari un tempo avevano già risolto, ma con il Covid…  Alcune richieste sono impossibili  e sembra servano solo per attaccare bottone. Ma qui niente è per finta. Qui è tutto trasparente e non si possono raccontare frottole. Da vent’anni so che dietro al muro non ci sono segreti. Chiedo aiuto. Per ora devo imparare il più possibile: Chi deve fare le cose. Come si devono fare e quando. Io non voglio e non posso sostituirmi a nessuno. Non posso fare il dentista. Moltissime sono le richieste. Non sono il patronato, non sono la Caritas, non sono il Comune. Ognuno deve fare la sua parte. La vostra è quella  di non portare altri mattoni che innalzino il muro che vi divide da quelle persone.

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