Cerca

Sarà Bruxelles a decidere a chi andrà la To5 e la tangenziale di Torino

Sarà Bruxelles a decidere a chi andrà la To5  e la tangenziale di Torino

autostrada

Nonostante le barricate alzate dalla maggioranza che governa la Regione Piemonte e, primo fra tutti, dal deputato azzurro Carlo Giacometto, il sistema autostradale piemontese (tra cui la tangenziale di Torino, l’A21 e la To5) andrà al Consorzio SIS della famiglia Dogliani e della spagnola Sacyr Per il passaggio definitivo delle tratte in concessioni mancherebbe solo il parere dell’Unione Europea. A sottolineare che le procedure di aggiudicazione sarebbero state corrette è stato, la scorsa settimana, rispondendo ad un question time della Lega, anche il Ministero delle Infrastrutture Enrico Giovannini Giovannini ha ricostruito le tappe della vicenda a partire dall’ammissione alla gara, ma “con riserva”, di Salt, società del gruppo Gavio che era stata esclusa per carenza di requisti pur a fronte di un’offerta giudicata migliore dal punto di vista economico. Una decisione ribaltata prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato che hanno confermato l’esclusione di Salt per carenza dei requisiti.  Intanto la Città Metropolitana sta valutando di utilizzare la quota di subentro legata alla vecchia partecipazione in Ativa, circa 20 milioni, per acquistare una quota di minoranza nel Consorzio SIS.  Una volontà politica messa nero su bianco in una delibera d’indirizzo. L’aggiudicazione La notizia dell’aggiudicazione a SIS risale  al 10 giugno scorso. A darla era stato Felice Morisco, direttore generale del Ministero dei trasporti. Disse di aver applicato la sentenza del  Consiglio di Stato, che aveva respinto il ricorso in appello presentato dal gruppo Gavio contro la decisione del Tar del Lazio di esclusione «per mancanza dei requisiti da parte della capofila concessionaria» cioè la Salt, Società Autostrada Ligure Toscana, controllata dall’Astm, che non aveva la qualifica di costruttore, qualifica che però avevano le altre società mandanti (Itinera, Euroimpianti, Sinelec e Proger). Giusto per dare dei numeri, il Consorzio Sis era arrivato secondo con un punteggio di 52,84 contro i 93,40 ottenuti dal gruppo Gavio. Insomma, tutte le strade portavano a Gavio o al Gruppo Gavio da domani, forse non più.  Ironia della malasorte capita tutto questo dopo che a luglio dello scorso anno il Gruppo Astm (convinto di poter aggiudicarsi le concessioni) aveva acquistato dalla Città di Torino e dalla Città Metropolitana il 19,347% del capitale di Sitaf, portando la sua quota al 67,22% del capitale, per un valore a base d’asta fissato a 150 milioni di euro. Sitaf, per la cronaca, era titolare della concessione (scadenza nel 2050), per la gestione del traforo del Frejus, lungo circa 13 km, e dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia della lunghezza di 73 km. La scalata di Gavio in Sitaf era chiara fin dall’ottobre del 2019 quando sborsò all’azionista Mattioda di Cuorgnè la bellezza di 53,6 milioni per acquistare il 10,19% salendo al 47,08% con Anas al 51,09. Quatto quatto, zitto zitto, mentre ancora i giornali raccontavano la scandalosa gestione di Atlantia che andava avanti ininterrottamente dalla caduta del ponte di Genova, Gavio aveva continuato a fare affari come non ci fosse un domani, di fatto non subendo alcun contraccolpo per la tragedia sfiorata il 24 novembre 2019 con il crollo del viadotto sulla Torino-Savona che solo per miracolo non fece registrare vittime. All’inizio del dicembre 2019, comunque, il Gruppo Astm si era aggiudicato le concessioni per le autostradali A12 Sestri Levante-Livorno, A11/A12 Viareggio-Lucca e A10 Savona-Ventimiglia tenendo saldamente in mano la seconda posizione in classifica tra i mega concessionari del Belpaese con quasi 1.500 chilometri di autostrada gestita. E 1.500 km sono davvero una cascata di denaro, così tanto da consentire per l’appunto l’acquisto di quote Sitaf per 272 milioni e, appena qualche mese prima quelle di Mattioda in Ativa per un controvolare di 48,9 milioni e, come abbiamo già detto, sempre di Mattioda in Sitaf per 53,6 milioni. Il totale (tenetevi alla sedia) fa 374 milioni abbondanti, che sono una cifra davvero da capogiro. Il rinnovo Limitandoci alla Torino-Quincinetto, tra gli obblighi del nuovo concessionario, oltre ad un piano finanziario della durata di 12 anni c’è anche il pagamento di circa 305 milioni di euro agli attuali concessionari (171 milioni per Ativa e 134 per Satap)  che a questo punto, dopo l’acquisto di un ulteriore 30% di Ativa da parte di Gavio diventerebbero quasi tutti soldi per il Gruppo Gavio. Il nodo idraulico di Ivrea Il nuovo concessionario, oltre al nodo idraulico di Ivrea, dovrà anche occuparsi dell’adeguamento sismico e del risanamento acustico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi . Alle cifre indicate si aggiungono, infine, circa 685 milioni per la manutenzione ordinaria, più l’obbligo di mantenimento di tutto il personale, un  nuovo sistema tariffario e tutt’intorno a Torino anche un nuovo sistema di pagamento attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione  dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Torinese Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vadò.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori