Cerca

Autostrade e "tangenziale est": Gavio e Lega “a pappagallo”

Autostrade e "tangenziale est": Gavio e Lega “a pappagallo”

autostrada

Nei giorni scorsi si è tornato a parlare della realizzazione della Tangenziale Est di Torino di collegamento tra la A21 Torino-Piacenza con la A4 Torino-Milano e  con la A5 Torino-Aosta, da Pessione a Gassino. In sintesi il completamento dell’anello autostradale attorno al capoluogo incompleto da oltre quarant’anni. Se ne è discusso perché il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza un ordine del giorno presentato dai consiglieri Paolo Bongioanni, Davide Nicco e sottoscritto anche da Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia), che impegna il Governatore e la Giunta a sollecitare il Governo affinchè inserisca il progetto  (del valore di circa 1,5 miliardi di euro) in un nuovo bando per il rinnovo delle concessioni autostradali oggi in mano ad Ativa e Satap.  Peccato che non più tardi del 10 giugno scorso Felice Morisco, direttore generale del Ministero dei trasporti abbia assegnato senza tentennamenti tutta la rete piemontese al Consorzio Stabile della famiglia Dogliani con gli spagnoli di Sacyr. E lo ha fatto applicando una  sentenza del  Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso in appello presentato dal gruppo Gavio contro la decisione del Tar del Lazio di esclusione «per mancanza dei requisiti da parte della capofila concessionaria» cioè la Salt, Società Autostrada Ligure Toscana, controllata dall’Astm, che non aveva la qualifica di costruttore, qualifica che però avevano le altre società mandanti (Itinera, Euroimpianti, Sinelec e Proger). Morale? Parlare della tangenziale est e di un nuovo bando proprio adesso sembra il “suggerimento”, neanche troppo velato di chi fa il tifo per gli esclusi, cioè il Gruppo Gavio, che peraltro non ha affatto mollato la presa e ha già promesso di voler portare tutti in tribunale.  A rilanciare il dossier è stato per primo, a fine maggio, il parlamentare di Forza Italia Carlo Giacometto con un appello al Mit per il rifacimento del bando con l’inserimento «tra le opere da garantire in cambio della concessione pluriennale proprio la chiusura dell’anello tangenziale di Torino». La polemica “Chiedere l’annullamento della gara dell’autostrada Torino - Piacenza e della tangenziale di Torino, affidata al gruppo SIS, Italo - Spagnolo controllato dalla torinese Dogliani, e persa dal gruppo ASTM (gruppo Gavio) non ha senso - commentano i grillini Ivan Martinetto e Sean Sacco -  Non si comprende per quale motivo la Lega ripeta a pappagallo le istanze espresse dal gruppo Gavio. Una presa di posizione grave, che non tiene conto delle sentenze emesse da TAR e Consiglio di Stato...”. I pentastellati peraltro sostengono la necessità di far tornare sotto la gestione pubblica il sistema autostradale che ha ormai esaurito l’ammortamento dei costi di investimento.  La loro proposta è dunque di far tornare sotto la gestione pubblica, in particolare della Città Metropolitana di Torino, la Tangenziale di Torino, con la diramazione su Pinerolo, e la Torino - Quincinetto, all’ANAS la Torino - Piacenza. A parte il Movimento 5 Stelle, nessun partito condivide questa proposta.  “I vantaggi  - dicono - sarebbero sotto gli occhi di tutti: si risolverebbero i problemi dei caselli, si ridurrebbero i costi del pedaggio, si restituirebbe alla Città Metropolitana una liquidità da investire sulla viabilità del torinese. Non ci interessa quale privato gestisca le autostrade. Esaurito l’ammortamento dei costi di investimento, l’infrastruttura deve tornare pubblica, garantendo i servizi ai cittadini, stoppando la speculazione e i guadagni dei privati sulle spalle dei piemontesi...”. Critiche arrivano anche dal consigliere regionale del Pd Alberto Avetta. “Trovo alquanto curioso che, dopo anni di letargo - stigmatizza - la destra che governa la regione riproponga con tutta questa solerzia il tema della tangenziale est. E lo fa proprio quando il dibattito si accende non tanto sulle necessità infrastrutturali del torinese, che sono note, quanto piuttosto sull’affidamento delle concessioni autostradali. Perché non credo che i volumi di traffico alla ripresa post pandemica siano tali da giustificare tutta questa attenzione da parte della regione.  Soprattutto oggi, a poche settimane dalla presentazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), pubblicato dalla Città Metroplitana, che conferma la necessità di risolvere il nodo stradale dell’area ad est di Torino ma, al tempo stesso, rileva una generalizzata riduzione dei volumi di traffico privato (-8,3%) ed il conseguente decremento dei tempi di percorrenza (-12,1%). Il Piano suggerisce quindi di investire sui tracciati stradali esistenti, cosiddetta “gronda Est”, riducendo i nuovi interventi infrastrutturali a quelli necessari per ammodernare ed adeguare il percorso e scaricare il traffico veicolare dai centri abitati. Penso che la destra, invece di portare in Consiglio generiche e raccogliticce mozioni, farebbe bene ad analizzare i dati....” Avetta chiederà nei prossimi giorni che sia portata all’attenzione della Commissione Trasporti della Regione l’analisi del PUMS, e nello specifico dei dati relativi all’area ad est di Torino. E chiedera che in Commissione siano ascoltati i sindaci. 
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori