Il gruppo Gavio ha ottenuto l’aggiudicazione definitiva della gara di concessione delle tratte autostradali A21 Torino-Piacenza, A5 Torino-Quincinetto, la bretella di collegamento
A4/A5 Ivrea-Santhià e il Sistema Autostradale Tangenziale Torinese.
“L’aggiudicazione segue quella già ottenuta lo scorso 19 novembre nella gara per le tratte autostradali A12 Sestri Levante-Livorno, A11/A12 Viareggio-Lucca e A10 Savona-Ventimiglia – si legge in un comunicato di Astm –.
Questa nuova assegnazione consente di chiudere con successo la fase delle gare in Italia, permettendo di allungare ulteriormente la durata media residua della rete autostradale in gestione ed evidenzia l’importanza dell’Italia nei piani di crescita globale del gruppo”.
L’aggiudicazione è subordinata all’esito del giudizio attualmente pendente presso il Tar del Lazio avverso il provvedimento di esclusione in sede di prequalifica adottato in data 19 dicembre 2019. Pronunciamento che sembra però non impensierire la società di Tortona: “
Il gruppo è pienamente confidente della legittimità del proprio comportamento nell’ambito della procedura di prequalifica della gara”.
Come ci si è arrivati
Capita tutto questo dopo che nel luglio scorso Astm, concessionaria del gruppo Gavio, aveva acquistato dalla Città di Torino e dalla Città Metropolitana il 19,347% del capitale di
Sitaf, portando la sua quota al 67,22% del capitale, per un valore a base d’asta fissato a 150 milioni di euro. Anas spa aveva offerto 184,9 milioni mentre Astm spa, che se la è aggiudicata, ne avevi messi sul piatto la bellezza di 272.
Sitaf, per la cronaca, era già titolare della concessione (scadenza nel 2050), per la gestione del traforo del Frejus, lungo circa 13 km, e dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia della lunghezza di 73 km.
La scalata di Gavio in Sitaf era chiara fin dall’ottobre dello scorso anno quando sborsò all’azionista
Mattioda di Cuorgnè la bellezza di 53,6 milioni per acquistare il 10,19% salendo al 47,08% con Anas (su cui pendeva una sentenza del Consiglio di Stato) al 51,09.
Tutte le strade...
Insomma lo abbiamo già scritto un mucchio di volte: tutte le strade portano a Gavio o al Gruppo Gavio e se non proprio tutte, quelle piemontesi di sicuro sì.
Quatto quatto, zitto zitto, mentre ancora i giornali raccontano la scandalosa gestione di Atlantia che va avanti ininterrottamente dalla caduta del ponte di Genova, Gavio ha continuato a fare affari come non ci fosse un domani, di fatto non subendo alcun contraccolpo per la tragedia sfiorata il 24 novembre 2019 con il crollo del viadotto sulla Torino-Savona che solo per miracolo non ha fatto registrare vittime.
Astm è, manco a dirlo, secondo in classifica tra i mega concessionari del Belpaese con quasi 1.500 chilometri di autostrada gestita.
E 1.500 km sono davvero una cascata di denaro, così tanto da consentire per l’appunto l’acquisto di quote Sitaf per 272 milioni e, appena qualche mese prima quelle di
Mattioda in Ativa per un controvolare di 48,9 milioni e sempre di Mattioda in Sitaf per 53,6 milioni. Il totale (tenetevi alla sedia) fa 374 milioni abbondanti, che sono una cifra davvero da capogiro.
Quanti soldi... perchè?
Il perchè ASTM sia così ricca è presto detto. Deve dire grazie alla totale inerzia del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture nel non rinnovare le concessioni. In questo modo, il concessionario – in regime di proroga – per anni ha incassato solo pedaggi e senza alcun obbligo d’investimento, se non per l’ordinaria manutenzione.
Tanto per intenderci erano scadute le concessioni della Sestri Levante-Livorno gestita dalla Salt, della Torino-Piacenza della Satap ma anche, da più di 4 anni la Tangenziale di Torino, la Torino Pinerolo, la Ivrea-Santhià e la Torino-Aosta, nelle mani di Ativa.
Nel ginepraio autostradale c’erano anche altre pesanti anomalie.
Perchè
è vero che oggi si sono concluse le procedure per l’affidamento di alcune concessioni e Gavio era già alla finestra ma se non fosse arrivato il rinnovo solo per Ativa, Gavio che ne è il proprietario, avrebbe potuto chiedere
una compensazione di non meno di 305 milioni di euro. Una vera follia,
stabilita dallo Stato, non si capisce se nell’interesse dei cittadini o dei concessionari di autostrade!
Concessioni
Tra le utlime operazioni finanziarie messe in pista dal Gruppo Gavio c’è la fusione di due società quotate a Piazza Affari, Astm e Sias, in una one company. Una super holding industriale delle concessioni autostradali, delle costruzioni (tramite Itinera) e dell’ingegneria operante anche sui mercati esteri, con Ecorodovias in Brasile. Il riassetto sarebbe stato favorito dall’arrivo lo scorso autunno del fondo Ardian (col 40%) accanto ai Gavio (al 60%) nella Nuova Argo Finanziaria, che oggi ha in mano direttamente e indirettamente il 58,7% di Astm, la quale a sua volta detiene il 63,5% di Sias.
Gavio (cioè Astm e Sias) è oggi concessionario della A4 Torino-Milano, della A21 Torino-Piacenza e dellaPiacenza-Brescia, della A12 Sestri Levante-Livorno-Viareggio-Lucca-Fornola-La Spezia, della A15 La Spezia-Parma, della A5 Quincinetto-Aosta, la A10 Savona-Ventimiglia, la A6 Torino-Savona, la A33 Asti-Cuneo.
Il rinnovo
Tra gli obblighi
indicati nel bando della concessione autostadale
Torino-Aosta e della tangenziale di Torino,
oltre al nodo idraulico di Ivrea, anche l’adeguamento sismico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi e un piano di risanamento acustico.
Si aggiunge che il nuovo concessionario si impegnerà a investire
circa 685 milioni per la manutenzione ordinaria, a mantenere in attività tutto il personale e a installare un
nuovo sistema tariffario tutt’intorno a Torino
attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione
dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vadò.
Ricapitolando…
A luglio il Gruppo Gavio ha rilevato il 19,347 di Sitaf che aggiunto al 46,72, lo hannno trasformato nel maggiore azionista.
Sempre Astm e Sias, a fine ottobre,
hanno anche rilevato il 31,7% di Ativa detenuto dal gruppo Mattioda per un controvalore di 48,9 milioni, salendo così al 72,34% delle quote,
con la Città Metropolitana di Torino al 17,64% e Mattioda al 10%.
E se nell’ultima operazione finanziaria Città metropolitana e Comune hanno portato a casa un sacco di soldi, con Ativa la Città Metropolitana per il momento è di fatto rimasta con il cerino in mano pur continuando a portare a casa un dividendo non inferiore ai 3,5 milioni di euro che con i tempi che corrono era ed è tutto grasso che cola.
Con il cerino in mano anche il Comune di Ivrea che però ha una quota talmente piccola, lo 0,0002, che nessuno se lo fila…
A luglio la società Astm, concessionaria del gruppo Gavio, ha acquistato da Città di Torino e Città Metropolitana un ulteriore 19,347% del capitale di Sitaf, portando la sua quota al 67,22% del capitale.
Sitaf, per la cronaca, è titolare della concessione (scadenza nel 2050), per la gestione del traforo del Frejus, lungo circa 13 km, e dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia della lunghezza di 73 km.