Sembra incredibile ma tant’è. Sono passati oramai alcuni giorni dall’annuncioche il gruppo Gavio di fatto ha assunto il controllo di Ativa (concessionaria in regime di prorogatio della Torino-Aosta, della Torino-Pinerolo e della Tangenziale di Torino) diventando monopolista del sistema autostradale piemontese... Eppure nessuno neanche un consigliere comunale si è alzato in piedi a battere i pugni sul tavolo.
Il riassetto non a caso avviene proprio nei giorni in cui il Ministero dei Trasporti (MIT) ha pubblicato la gara (scadenza il 16 novembre) per la concessione ad un unico gestore dell’A5 Torino-Quincinetto con la Ivrea-Santhià, la Torino Pinerolo e la Alessandria Piacenza.
Diciamo che se la Città Metropolitana o la Regione, avessero mai pensato di fare asse conMattioda, hanno già e inevitabilmente cambiato idea.
Di interlocutore ne è rimasto uno: Gavio. E il bello è che lo è diventato con un investimento che non gli costa nulla, considerando che in caso di assegnazione della concessione ad un altro pretendente i soldi sborsati oggi gli ritornerebbero tutti indietro come prevede il bando.
Lo ha scritto il Mit nell’elenco degli obblighi del vincitore. Oltre ad un piano finanziario della durata di 12 anni c’è anche il pagamento di circa 305 milioni di euro agli attuali concessionari (171 milioni per Ativa e 134 per Satap).
Ricapitlonado. Astm e Sias (cioè i Gavio) hanno acquistato il 31,7 per cento di Ativa detenuto dal Gruppo Mattioda per un controvalore di 48,9 milioni, salendo così al 72,34% delle quote, con la Città Metropolitana al 17,64% e Mattioda al 10%.Se Gavio dovesse perdere la gara se li farà dare da chi ha vinto, se la dovesse vincere gli basterà liquidare l’ulteriore 10 per cento di Mattioda e il 17 della Città Metropolitana. Chapeau!
Non è tutto...
Non è tutto: Gavio ha sborsato ai Mattioda altri 53,6 milioni per acquistare il 10,19% di Sitaf che gestisce la Torino-Bardonecchia e il Traforo del Frejus salendo al 47,08% e Anas che detiene la maggioranza cioè il 51,09 dovrà presto cedere il 19% che aveva rilevato dalla ex Provincia di Torino, quota che una sentenza del Consiglio di Stato ha imposto di mettere a gara.
E per chi non lo sapesse oggi Gavio già è concessionario di buona parte della rete autostradale del nord. E sono la A4 Torino-Milano, la A21 Torino-Piacenza e Piacenza-Brescia, la A12 Sestri Levante-Livorno-Viareggio-Lucca-Fornola-La Spezia, la A15 La Spezia-Parma, la A5 Quincinetto-Aosta, la A10 Savona-Ventimiglia, la A6 Torino-Savona, la A33 Asti-Cuneo
Il nodo idraulico di Ivrea
Tra gli obblighi indicati nel bando, oltre al nodo idraulico di Ivrea, anche l’adeguamento sismico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi e un piano di risanamento acustico.
Alle cifre indicate si aggiungono, infine, circa 685 milioni per la manutenzione ordinaria, più l’obbligo di mantenimento di tutto il personale, un nuovo sistema tariffario e tutt’intorno a Torino anche un nuovo sistema di pagamento attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vadò.
Nel senso che si pagherà anche in assenza di caselli, che non è proprio quel che stanno invocando da mesi alcuni sindaci. Ancor meno si prevede l’eliminazione dei caselli sulla To5 per trasformare un pezzo di autostrada in circonvallazione di Ivrea.
Epperò mentre i sindaci si Beinasco e Rivoli hanno già richiesto e ottenuto un incontro al Ministero per il 6 novembre e andranno lì a battere i pugni sul tavolo, l’eporediese sembra caduto in un sonno profondo. Il sindaco di Ivrea? Un fantasma!
Aldilà di come finirà - e con molta probabilità resterà tutto nelle mani del Gruppo Gavio - quel che non si è ancora capito è se si siano o meno conteggiati gli utili realizzati dai privati in questi anni di proroghe, il tutto in detrazione ai conteggi per il subentro.
Chi ci rimette?
In quanto socio, la Città Metropolitana con Ativa, ha incassato ogni ano un dividendo intorno ai 3,5 milioni di euro.I Gavio...
E’ recente l’annuncio del Gruppo Gavio di aver fuso insieme due società quotate a Piazza Affari, Astm e Sias, in una one company.
Una super holding industriale delle concessioni autostradali, delle costruzioni (tramite Itinera) e dell’ingegneria operante anche sui mercati esteri, con Ecorodovias in Brasile. Il riassetto sarebbe stato favorito dall’arrivo lo scorso autunno del fondo Ardian (col 40%) accanto ai Gavio (al 60%) nella Nuova Argo Finanziaria, che oggi ha in mano direttamente e indirettamente il 58,7% di Astm, la quale a sua volta detiene il 63,5% di Sias.
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