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SETTIMO. La Famija Setimeisa fa 60 anni e comincia con Sant’Antonio

SETTIMO. La Famija Setimeisa fa 60 anni  e comincia con Sant’Antonio

LA FESTA I protagonisti della festa di Sant’Antonio Abate a gennaio, una tradizione contadina che si rinnova (foto di repertorio 2018)

La Famija Setimeisa quest’anno compie sessant’anni. L’associazione è nata il 9 settembre 1959 grazie all’impegno dei primi soci fondatori tra cui tra cui Francesco Bessone, il poeta Salvatore Viviani ed il pittore Giulio Boccaccio, indimenticabile pittore settimese ed autore degli affreschi della Torre Medievale. Dopo la “Famija”, il tessuto associativo cittadino prese forma e diede spunto ad altri sodalizi per costituirsi e generare spirito di aggregazione in tutta la città.

Attilio Conte è il presidente: la sua militanza è iniziata nel 1996. “La Famija stessa è una tradizione spontanea - racconta il presidente Conte alla giornalista de “La Voce”, Valentina Gandaglia, nel 2008 - . Si inserisce in un circuito di Famije capillari sul territorio e sorte ancor prima di lei: ricordo ancora il primo rinfresco con la Famija Turineisa nella nostra prima sede, il Cortile dell’Angelo di via Italia, cui sono seguite diverse sedi private fino all’attuale concessa dalla parrocchia San Pietro. Dagli anni Settanta molte Famije sono scomparse o si sono trasformate in Pro Loco – afferma ancora Conte nell’intervista – e anche a Settimo i cambiamenti si sono fatti sentire: le immigrazioni hanno richiesto modifiche ai vecchi statuti. Ad esempio non era più possibile in riunione parlare in dialetto”. Dopo il boom d’iscrizioni e simpatizzanti iniziarono gli scismi, sorsero nuove realtà e la Famija non restò più una delle poche associazioni cittadine. Negli ultimi anni, la Famija ha portato musica giovane e band di rilievo in piazza della Libertà, durante la festa Patronale. Avvicinare le nuove generazioni oggi infatti suona più che un monito per la sopravvivenza della memoria. E la festa di Sant’Antonio Abate, è la ricorrenza con cui la Famija Setimeisa apre l’anno: è una festa contadina, con commedie in piemontese e benedizioni religiose. Lo staff di Conte partecipa alle fiere cittadine, organizza gite sociali e mette la sua firma sul concerto di Natale delle corali settimesi, un evento organizzato da Tancredi Pistamiglio (anche lui componente del direttivo della Famija) per raccogliere fondi da destinare alla ricerca di Telethon. Un impegno che la Famija dona alla solidarietà, insieme a Borgata Paradiso e Cascina San Giorgio.

IL PROGRAMMA

La tradizionale festa di Sant’Antonio Abate inizia venerdì 18 con la commedia teatrale

La Famija Setimeisa è pronta per la tradizionale festa di Sant’Antonio Abate. E’ il santo che nella tradizione contadina protegge il raccolto, i mezzi agricoli e gli animali. Nel giorno della sua festa liturgica, si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici.

I priori sono Giuseppe Valsania e Sergio Giustetto. Da dodici anni la celebrazione di Sant’Antonio coincide con la festa del Ringraziamento.

Il programma di eventi comincia venerdì 18 gennaio, alle 20,30 al salone del centro “Bosio”, di via Galileo Ferraris con lo spettacolo teatrale brillante del gruppo “Snoopy” di Forno Canavese intitolato “Caro, ho un’idea”. Ingresso libero.

Domenica 20 gennaio, si svolgerà la tradizione cerimonia di benedizione degli animali. Alle ore 11,15: Ritrovo Autorità in piazza del Duomo di San Pietro in Vincoli.

Alle 11,30: Messa di S. Antonio Abate e del Ringraziamento con i prodotti agricoli dei Coltivatori Diretti Settimesi.

Alle 12: Benedizione degli animali, delle macchine agricole e delle autovetture C.R.I.

Alle 13: tutti gli agricoltori e i simpatizzanti andranno a pranzo presso il ristorante “L’ultimo borgo” ASD Golf Club Settimo T.se, Strada Cebrosa 166 (ex Cascina Froccione)

Alle 15: Premiazione dei Coltivatori Settimesi leva 1954 Intervengono il Segretario di Zona Giancarlo Chiesa ed il Presidente Regionale Roberto Moncalvo. Alle 15,30: Tradizionale Incant.

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