Qualche ora prima del consiglio comunale, riunitosi nel pomeriggio di lunedì scorso e poi andato avanti sino alle 2 del giorno della Vigilia, l’assessore Elisabetta Piccolisi è presentata al cospetto del cda della Fondazione Guelpa con le mani giunte quasi a chiedere l’elemosina, peraltro blaterando di un fantomatico “piano cultura” ancora in bozza e tutto da definire.
Risposta del cda? “Per il momento neanche un picco... Abbiamo chiesto un parere ai nostri consulenti legali e vi faremo sapere... Ameeen!”.
Perchè “Houston abbiamo un problema” ed è inutile negarlo. E c’è stato un tempo che con i soli “interessi” del consistente patrimonio lasciato in eredità si potevano distribuire contributi a destra e a manca. Adesso no! Tutto quel che si spende andrebbe ad intaccare il patrimonio e questo potrebbe compromettere - e pure seriamente - le volontà testamentarie, in base alle quali il lascito serve solo e soltanto per la nuova biblioteca...
Morale?
Nel bilancio di previsione del Comune di soldi per la cultura non s’è stanziato manco un euro...
A sottolinearlo, nel silenzio pressoché totale della giunta, ci ha pensato il consigliere comunale del Pd Andrea Benedino.
“Rompo il ghiaccio - ha esordito -C’è una contraddizione tra quello che prevede il dup, quello che prevede il bilancio e quella che è la realtà dei fatti. A parte i mille euro per i pifferi e per la banda non vedo altro. E’ fondamentale capire quali sono le previsioni anche in funzione di un regolamento per i contributi delle attività culturali cone il meccanismo del bando. Sappiamo che nel bilancio della Fondazione Guelpa per il momento non si è previsto un euro. Per essere ottimisti fino alla fine del mese di gennaio, con il santo carnevale che incombe, non ci sarà alcuna indicazione e si lasceranno tanti nella incertezza più totale...”.
Idem con il museo.“Sta terminando - passa e chiude Benedino - una bellissima mostra ideata dall’ex presidente di Guelpa Luca Beatrice, ma ad oggi nulla sappiamo sul prossimo anno. Anche su questo argomento il capitolo di bilancio prevede zero. Per la mia esperienza da ex assessore, zero significa che non avremo i soldi neanche per allestire la mostra della collezione permanente. In ogni caso siamo in grande ritardo...”.
E Benedino non sarà una “Cassandra” ma poco ci manca... Non erano passate che poche ore e dal palazzo municipale partiva una bella email con tanto di comunicato stampa in allegato per annunciare la chiusura al pubblico del museo dal 2 al 6 gennaio onde permettere il disallestimento della mostra “Piccoli tasti, Grandi firme. L’epoca d’oro del giornalismo italiano (1950-1990)”.
Si aggiunge che “l’area del Museo che ha ospitato la mostra temporanea resterà momentaneamente disallestita” e che “pertanto, per il periodo dal 7 al 31 gennaio 2020, sarà applicata la tariffa di ingresso ridotta nei normali orari di apertura...”.
Insomma, siamo alla frutta.
“Io l’ultima mostra l’ho vista due o tre volte: bellissima - commenta il consigliere Francesco Comotto - Sarebbe utile però capire i costi e i benefici. I proventi del museo si sono attestati intorno ai 6 mila euro e spendiamo in bollette quasi 50 mila euro. Con le mostre si sale a 300 mila euro... Ce lo possiamo permettere?”
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