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IVREA. Balluriovirus. Un omicidio politico. Chi è l'assassino?

IVREA. Balluriovirus. Un omicidio politico. Chi è l'assassino?

MALPEDE Donato

Balluriovirus. Comunque, ragazzi, lettori, cittadini. Una roba così neanche in uno di quei film di Alfred Hitckock. Piano piano, quatti quatti, senza fiatare e zac, l'hanno fatta fuori, senza che lei avesse il minimo sospetto della mattanza. Lucidi assassini! Fin troppo lucidi! E parliamo, evidentemente, di un omicidio politico, con funerale senza lacrime né a centrodestra, né a centrosinistra. Immaginatevi la scena. C'è lei che arriva tutta trafelata da Biella. Il sindaco Stefano Sertoli è lì che l'aspetta davanti alla portone municipale. La blocca e le dice. "Ti devo parlare un attimo. Mi spiace Ballurio il rapporto tra noi finisce qui...! Non c'è più la fiducia! La decisione l'abbiamo presa di comune accordo". Lei che lo guarda "assente", lui che non le dà neanche la mano per paura del contagio da balluriovirus e nella stanzetta al primo piano del Municipio la solita riunione di giunta con tutti presenti in attesa del rientro del Capo. "Com'è andata?!", "Che t'ha detto!", "S'è arrabbiata...!", "Non s'è arrabbiata?", "E' andata via piangendo o sorridendo!". Da una parte  gli assassini, quelli che "Ballurio se lo è meritato!", dall'altra i timorosi di Dio, quelli che "forse bisognava non farlo così...!", nel mezzo Giorgia Povolo che pur di non vedere scorrere il sangue, pare che le dimissioni volesse darle lei. In ogni caso un omicidio organizzato senza alcuna interferenza, anzi proprio all'oscuro, dei gruppi consigliari. Addirittura, apprendiamo, all'insaputa di Donato Malpede, cioè il rappresentante in consiglio della lista messa in piedi da Ballurio e che alle elezioni del 2018 aveva raccolto 491 preferenze, quelle (raccattate anche un po' a sinistra) che servirono a Sertoli per vincere le elezioni. Manuale Cencelli alla mano, nelle prossime ore, ci si aspetta che proprio Malpede salga su al Colle per rivendicare quel posto per sé o per qualcun altro della lista così come s'era deciso a suo tempo.  Ve lo immaginate Malpede assessore ai lavori pubblici? E sarebbe il coronamento di un sogno. Il giusto riconoscimento a due anni passati a chiedere, per certi versi inascoltato e con il cappello in mano, una impropria Montmartre in centro città. Non c'è nulla da ridere. Lui in giunta e Valerio Donato (non sono parenti), avvocato e figlio del giudice Donato, in consiglio comunale. E se il sindaco lo dovesse sfanculare delegando al posto di Ballurio, così come dicono i tam-tam, l'attuale consigliere Costanza Casali? Beh a quel punto Malpede il "coraggioso" potrebbe (il condizionale è d'obbligo) andare ad infoltire le compagini di opposizioni. Da qui in avanti chiaro a tutti però che il problema non era tanto Ballurio, quanto i guai che gli avrebbero piantato in consiglio i "tre arrabbiati" in fuga dalla Lega che in verità avevano sempre chiesto la testa di Giuliano Balzola. Comunque, notizie dell'ultima ora, a Malpede sarebbe già stata promessa una delega senza portafoglio "alle manutenzioni" e in queste ore si sta verificando se esista, da statuto e da regolamento, la figura del "consigliere delegato". Balluriovirus  
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