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CHIVASSO. Chiudere il passaggio a livello di strada "delle Vacche" è una follia! (VIDEO)

https://youtu.be/aB0lOxD-uBY

CHIVASSO. Che senso ha tenere chiuso un passaggio a livello che può essere indispensabile per garantire la sicurezza di tutta Castelrosso?

E’ la domanda che viene spontanea, ad ascoltare la dozzina di agricoltori che ci accompagnano in “strada delle Ghiacciaie o “strada delle Vacche”, come veniva chiamata ai tempi in cui di qui transitavano allevatori con le loro mandrie nel cammino che va dalla montagna alla collina.  

“Strada delle Ghiacciaie”, oggi, è una strada comunale che corre di fianco alla vecchia linea storica della ferrovia Chivasso-Casale, che si perde in mezzo ad una vegetazione sempre più fitta - la manutenzione della via, da parte del Comune, non avviene da tempo e si vede - e finisce al passaggio a livello al km 31+321 della linea ferroviaria Torino-Milano. 

In verità, fino al giugno 2018, proseguiva anche al di là dei binari del treno, fino a Torrazza Piemonte. Ma da allora, dopo che RFI aveva chiesto la chiusura del passaggio a livello per eseguire dei lavori di manutenzione, non è mai stato riaperto.

Causando una serie di disagi agli agricoltori di Castelrosso, che più volte hanno chiesto all’amministrazione comunale del sindaco Claudio Castello di insistere con RFI per chiedere la riapertura del passaggio a livello (peraltro non inserito nel programma di soppressione dei passaggi a livello sottoscritto con il Comune, ndr). Richieste cadute nel vuoto.

Oggi, dopo quattro anni, gli agricoltori sono pronti a far sentire la loro voce. Anche perché, nell’aria, pare ci sia l’intenzione di chiudere definitivamente il passaggio sulla linea ferroviaria Torino-Milano. Il che sarebbe un danno non di poco conto.

La chiusura del passaggio a livello, invocata come necessità assoluta per la sicurezza del transito dei treni da parte di RFI, cozza con il fatto che a 300 metri di distanza da qui c’è un analogo passaggio a livello a Busignetto di Verolengo: perché questo deve rimanere chiuso e l’altro, invece, aperto?”.

Riccardo Barbero, “Riccardino” per la gente di qui, parla a nome suo e di tutti. L’ex assessore della Giunta Fluttero, già vice presidente del Consorzio Roggia Campagna San Marco, spiega che “a fine anni Novanta ci fu accordo tra l’amministrazione Fluttero e le ferrovie per la realizzazione di un sovrappasso in questo punto di strada delle Ghiacciaie. Un accordo che, nonostante ci fossero già delle aree dismesse inserite all’interno del Prgc, non è mai stato ripreso dalle successive amministrazioni”.

Ma perché questo passaggio a livello, sperso tra gaggie e campi coltivati, è così strategico per gli agricoltori della zona?

Perché appena dopo il passaggio a livello, verso nord, ci sono le paratie che regolano il flusso dell’acqua nella roggia Campagna - spiega Barbero -. Per azionarle si passa da strada delle Ghiacciaie: le acque sono di proprietà comunale, ma la manutenzione e il controllo è competenza del Consorzio. Con il passaggio a livello chiuso, gli agricoltori della zona responsabili dell’apertura e chiusura delle paratie devono fare, anziché 20 metri, un percorso di almeno cinque chilometri, passando con i trattori sull’ex Statale 11. E’ un disagio enorme”.

Tra questi agricoltori c’è Mario Volpatto, castelrossese, tra i responsabili di questo servizio per il Consorzio. 

L’irrigazione dei campi si fa ventiquattr’ore su ventiquattro - aggiunge Volpatto -. Ma il problema più grosso sono i temporali: spesso arrivano la sera o di notte. Uscire con i trattori, seguire questi canali, nel bel mezzo di una bomba d’acqua e al buio è pericoloso: qui arriva l’acqua dei Torassi e dalla collina di Caluso. Se devo fare 5 chilometri per raggiungere una paratoia, tra l’altro sull’ex Statale 11, piuttosto che poche centinaia di metri come sarebbe se il passaggio a livello venisse riaperto, sotto un temporale, lascio a voi immaginare che cosa potrebbe succedere. Se non si arriva in tempo, il rischio che tutta Castelrosso e via Santa Maria vadano a mollo è molto alto”.  

Esiste poi un problema di sicurezza che riguarda gli agricoltori.  

Una cosa che voglio sottolineare - conclude Riccardino Barbero - è che gli agricoltori oggi sono costretti a passare sotto le sbarre del passaggio a livello, vanno dall’altra parte a piedi e fanno la manovra di apertura o chiusura delle paratoie. Con l’inverno, quando il buio arriva prima, il rischio che possa capitare un incidente c’è.  Quando il passaggio a livello sarà chiuso, qui ci sarà una rete ad impedire questo passaggio. Giustamente, per una questione di sicurezza. Il disagio per gli agricoltori e i manutentori della roggia sarà inevitabilmente enorme”.

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